<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324</id><updated>2011-08-11T11:40:20.139-07:00</updated><title type='text'>Sudafrica 2010 - Diario Mondiale</title><subtitle type='html'>Mandela rima con Vuvuzela</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>34</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-6944292823786244872</id><published>2010-07-12T16:31:00.000-07:00</published><updated>2010-07-12T16:34:04.221-07:00</updated><title type='text'>La piovra infallibile</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Calciatori e tifosi della Spagna campione d'Europa e del mondo stanno festeggiando a Madrid. Non provo neppure a nascondere l'invidia che provo per le emozioni che devono provare gli uni e gli altri; la felicità della nazionale spagnola sta tutta nel bacio di Casillas a Sara Carbonero, inviata di Telecinco (Berlusconi) nonché fidanzata dello stesso Casillas. Il bacio, le lacrime e l'abbraccio dell suo omologo &lt;i&gt;oranje&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; Stekelenburg, quasi l'uno dovesse essere consolato dall'altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Casillas per me è il simbolo di questa squadra e meriterebbe il pallone d'oro, come lo avrebbe meritato Buffon quattro anni fa (torna il parallelismo): la stampa (parere autorevole, visto che parteciperà alla votazione) contonua a fare il nome di Sneijder e, da ieri, quello di Iniesta. Hanno il vantaggio di aver giocare davanti e di segnare gol importanti, ma certe parate valgono quanto dei gol segnati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Come volevasi dimostrare: la finalina è stata ben più rilassata della finale vera, libera da tatticisimi che sarebbero stati fuori luogo. Confesso di averla vista, ma senza tradire gli amici: in un pub sul litorale fiammingo, davanti a bicchieri di birra e di sangria. L'ho vista e dunque, anche se sono passati un paio di giorni, parliamone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Come da copione, l'Uruguay aveva motivazioni più solide: un terzo posto sarebbe stato comunque un risultato storico, il migliore dopo le due vittorie del '30 e del '50. Che la Germania fosse la grande delusa si è visto durante gli inni nazionali, scrutando le facce dei giocatori. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Löw, al contrario di Tabarez, ha fatto il turnover, a cominciare dal portiere (Butt al posto di Neuer). L'assenza&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di Klose, fuori per infortunio, lasciava un solo vero motivo per andare a vincere quella partita: Thomas M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ü&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ller.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ü&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ller e Forlan, entrambi a cinque reti, hanno raggiunto Sneijder e Villa. Il biondo uruguagio avrebbe potuto anche superarlo, se la traversa non gli avesse negato la rete del pareggio nel finale. Il computo degli assist, che per una nuova e assurda regola concorrono a determinare la classifica marcatori (in caso di parità), premia Thomas M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ü&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ller, autentica rivelazione della competizione. Il passo falso dei tedeschi è avvenuto proprio nell'unica partita in cui non ha giocato. Tre quartista atipico, diligente e saggio tatticamente, abbastanza freddo sotto porta e bravissimo nei passaggi. Non credo che abbia molti margini di miglioramento, per la semplice ragione che è già maturo. Gli basta continuare così. Per ora si porta a casa il titolo di capocannoniere mondiale, succedendo a Klose.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Diego Forlan, che con ogni probabilità ha disputato il suo ultimo mondiale, è stato invece eletto come miglior giocatore del torneo. Klose, anche lui probabilmente alla propria ultima apparizione, si ferma a un passo dalla storia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Della finalina rimane questo: a poco vale il terzo posto della Germania, più concreta sotto porta del volenteroso Uruguay, che ha pagato anche l'insicurezza di Muslera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Divertiamoci un po' con le pagelle di questi mondiali:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Spagna e Germania 10&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: gli uni per il risultato, gli altri per il gioco, sono state le grandi protagoniste del torneo. La loro semifinale è stata una finale anticipata. A qualcuno potrà sembrare eccessiva l'equiparazione dei tedeschi ai vincitori, ma se condideriamo la qualità del collettivo, l'aver messo in mostra tanti giovani, l'aver vinto la classifica dei marcatori e la difficoltà del percorso compiuto a partire dagli ottavi di finale...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Olanda 9 e Uruguay 9&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: hanno giocato entrambe al meglio delle proprie possibilità, andando oltre ogni pronostico. L'Olanda forse merita mezzo punto in più per aver eliminato il Brasile, la sua grande impresa del 2010.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Il polpo Paul (o  chi per lui) 8&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: qualcuno dice che è un trucco, le scelte del polpo sarebbero state pilotate da qualcuno. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;È&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; probabile; resta il fatto che questo qualcuno ha indovinato tutti i pronostici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Dunga 7&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: credo che sia l'allenatore più sottovalutato: in realtà ha dato un'anima ben precisa al Brasile; le sue idee erano vincenti, ma sono state vanificate dalla sciagurata prestazione di Melo contro l'Olanda. Un Brasile così solito sarebbe potuto arrivare fino in fondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Il calcio africano 6&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: se il Ghana avesse battuto l'Uruguay questo mondiale sarebbe stato davvero il mondiale africano. Così non è stato e la barriera dei quarti resta un obiettivo superare per il futuro. La sensazione generale è di un calcio di cui avevamo ammirato la crescita, sopravvalutandone però gli sviluppi futuri. C'è ancora tanta strada da compiere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Messi, Ronaldo, Kaka, Rooney 5&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: si potrebbero individuare delle differenze nel rendimento o nell emotivazioni del perché hanno fallito; il dato comune, tuttavia, è che questi giocatori, che sarebbero dovuti essere leader nelle proprie nazionali, hanno deluso le aspettative; l'unico di loro ad aver segnato una rete, fra l'altro, è CR7, ma si tratta di una rete inutile, contro la formazione più debole del torneo (la Corea del Nord, sommersa di gol dal Portogallo). Nei momenti decisivi, come i suoi compagni di voto, ha fallito anche lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Maradona 4&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: il carisma, senza esperienza e sapienza, non basta. Anzi, può fare un danno ancora maggiore, nel momento in cui illude. L'Argentina non è mai stata una squadra, ma solo un insieme di calciatori fra cui spiccavano molti campioni assoluti. Un patrimonio che avrebbe meritato miglior cura. Perle ai porci?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Camerun 3&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: la prima eliminata del primo mondiale africano è stata una squadra africana: quella con più storia, con più esperienza e col giocatore più forte (Eto'o). Si sarebbero dovuti qualificare agli ottavi a scapito del Giappone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Francia e Italia 2&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: le due finaliste di quattro anni fa sono state completamente umiliate dagli avversari. Con l'aggravante, noi, di essere venuti per difendere il titolo; loro, di aver messo in piazza problemi interni allo spogliatoio, perdendo pure la faccia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Blatter 1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: è un voto alla carriera, non solo al mondiale sudafricano. La riconsegna della coppa da parte di Vieira (e non di un italiano) e l'aver premiato la Spagna dopo aver snobbato l'Italia quattro anni fa non fanno che alimentare il dovuto dosprezzo degli appassionati nei suoi confronti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Jabulani 0&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;: durante la finale, con un rimbalzo esagerato, ha superato Casillas e ha rischiato di cambiare l'esito del torneo. Dall'inizio alla fine si è assistito a traiettorie inedite e ad errori che non hanno giovato al mondiale. Si ritorni ai vecchi palloni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-6944292823786244872?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/6944292823786244872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/la-piovra-infallibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6944292823786244872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6944292823786244872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/la-piovra-infallibile.html' title='La piovra infallibile'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-7511204539496167407</id><published>2010-07-11T15:49:00.000-07:00</published><updated>2010-07-12T12:16:55.214-07:00</updated><title type='text'>Furie rosse, furie azzurre</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, domenica 11 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Notte&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Dopo un'avventurosa giornata trascorsa su treni tedeschi arroventati, in ritardo e con il climatizzatore in panne, sono tornato a Francoforte, in tempo per un pasto frugale, una meritata siesta e l'appuntamento con la finalissima dei mondiali, in Goetheplatz.&lt;/p&gt;  &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Il trionfo della Spagna può essere commentato e considerato secondo due prospettive; ecco quella che io preferisco: ha vinto una generazione di fenomeni. Questo gruppo di calciatori forma una squadra compatta, forte in tutti i reparti, già all'apice due anni fa con un'età media bassa. Questo gruppo può ancora ottenere dei successi, ma già così è nella storia; non solo in quella spagnola, una storia ricca di grandi calciatori ma poverissima di vere soddisfazioni; questo gruppo merita di essere ricordato nei decenni a venire come una delle più forti nazionali di tutti i tempi. Faccio quattro nomi: Casillas, Puyol, Xavi, Iniesta. Guardatevi il loro palmarès personale, le classifiche di rendimento, i filmati con le loro cose più belle. Gustatevi le parate di uno dei più forti portieri di sempre, con pieno merito paragonato a Gigi Buffon (e viceversa); riguardate tutta la vita il colpo di testa monumentale con cui il capitano del Barcellona del &lt;i&gt;triplete&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; 2009 ha annientato la Germania; rivivete le emozioni che in non molti ma pesanti gol di Iniesta (quello di ieri, quello nella semifinale di Champions League dello scorso anno) hanno dato ai propri tifosi; godetevi le trame pazientemente tessute da Xavi, come se si trattasse di una elegante partitura eseguita da un'ensemble di musica da camera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tutto questo per non voler parlare di Ramos, Piqué, Villa, Fabregas, Torres, Silva, Alonso e i tanti, troppi che non nomino. Punti di riferimento nelle squadre più forti di Spagna (Barça, Real, Valencia) e d'Europa (Arsenal, Liverpool).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E poi Del Bosque, di cui un caro amico mi ha fatto notare l'aspetto fisico, da ispettore di polizia di un film degli anni '60. Uno che non compie rivoluzioni, che non inventa nulla, che prende un gruppo di campioni e li fa giocare come sanno, traendo il meglio dai singoli in favore del collettivo: il Real Madrid di una decina di anni fa è stata una palestra eccezionale. Più giovane e più simpatico di Aragones, sempre sorridente, rilassato, fiducioso che prima o poi, con gente del genere sul terreno di gioco, qualcosa di positivo succede.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;C'erano molte ragioni per pronosticare il successo della Spagna alla vigilia della competizione e ci sono molte ragioni per unirsi al coro di applausi, alla celebrazione per un successo che corona un ciclo e che sintetizza lo stato di grazia del calcio spagnolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il secondo modo di commentare la vittoria delle furie rosse è quello di restringere la visuale, di isolare le prestazioni di questo mondiale dal contesto storico in cui la competizione è inserita. La Spagna ha cominciato malissimo, con un tonfo più che inaspettato contro una nazionale considerata  debole; ha segnato solamente otto gol, di cui sette durante i minuti regolamentari del torneo: meno di meno di Thomas M&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ü&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ller e Miroslav Klose (5 + 4 = 9), meno dell'Italia catenacciara di quattro anni fa (12, di cui 10 durante i tempi regolamentari); non ha mai mostrato un gioco stellare, ma ha quasi sempre faticato per avere ragione dei propri avversari; è arrivata in finale con tre 1 – 0 conscutivi, percorrendo un budello angusto e disseminato di imprevisti (il calcio di rigore per il Paraguay, che avrebbe potuto complicare la storia del quarto di finale) e probabilità (il gol in fuorigioco segnato da Villa contro il Portogallo, quello regolare annullato al Paraguay); dopo la prova di forza contro la Germania, ha giocato una finale con i favori del pronostico, sbloccando il risultato solo alla fine dei supplementari, dopo aver rischiato di capitolare due volte nel corso del secondo tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Queste due prospettive sono entrambe corrette, nel senso che muovendo da entrambe si possono produrre affermazioni formalmente e sostanzialmente vere. Ho detto che preferisco la prima, che rende conto di un insieme più complesso di fattori, ma la seconda rappresenta un'utile integrazione, utile per evitare le celebrazioni agiografiche, mantenendo il senso della misura. Sintetizzando: una grande vittoria, meritata, ottenuta soffrendo, ottenuta crescendo, ottenuta vincendo contro onorevoli avversari; classe, carattere, tanta pazienza e un po' di fortuna sono gli ingredienti del mondiale spagnolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tanta pazienza, ho detto. La Spagna ha dovuto dimostrarla in tutte le partite della seconda fase, mai sbloccate nel primo tempo. Il merito di Del Bosque, come ho già detto, è stato sempre quello di non scomporsi, di non scervellarsi per trovare scorciatoie che conducessero alla vittoria, nel non prodursi in cambi isterici o in terremoti tattici. Ha sempre lasciato Ramos libero di esprimere la propria esuberanza, Alonso di verticalizzare e concludere dalla distanza, Xavi di dettare il gioco senza fretta, Iniesta di accelerare sulla tre quarti. Spezie sapientemente dosate e bilanciate l'una con l'altra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La pazienza di Del Bosque e della squadra ha toccato il proprio apice ieri, quando la vittoria è arrivata solo a quattro minuti dai calci di rigore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La partita è stata quilibrata: la Spagna ha prodotto qualcosa in più, ma l'Olanda ha avuto due occasioni per passare in vantaggio e, con ogni probabilità, vincere il mondiale. In entrambe le circostanze Robben ha dimostrato poca freddezza, Casillas è stato eccezionale per scelta di tempo, capacità di coprire lo specchio, reattività. Mai come ieri si è sentita l'assenza di un centravanti di peso: alcune buone combinazioni erano destinate all'insuccesso per la mancanza di una punta centrale di peso e si sarebbe potuto prevederne l'esito con qualche secondo d'anticipo. Con un Milito al posto di Robben, nel secondo tempo, la coppa sarebbe stata &lt;/span&gt;&lt;i&gt;oranje&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. Dell'Olanda ha colpito positivamente la difesa, più compatta ed efficace che non nelle partite precedenti; Van Marwijk sapeva che un'eventuale rete della più quotata Spagna (eccellente nel tenere palla e nel difendere il risultato) avrebbe reso pressoché impossibile la rimonta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La partita ha avuto così l'aspetto di un singolare scontro tra il fioretto iberico e la clava olandese; gli &lt;/span&gt;&lt;i&gt;oranje&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; sono partiti con un assetto saggiamente difensivo e con un gioco maschio, a tratti molto falloso, pagato ai supplementari con l'espulsione di Heitinga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La Spagna è partita bene nel primo tempo; l'Olanda ha avuto il suo momento migliore nella parte iniziale e centrale della ripresa, sfiorando il clamoroso vantaggio con Robben, imbeccato da una deliziosa invenzione di Sneijder.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="georgia" style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A partire dal secondo tempo si è assistito a una girandola di occasioni mancate: su tutte un colpo di testa alto di Sergio Ramos, irruento ma poco preciso, e una conclusione sotto porta di Villa, dopo il liscio di un difensore olandese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="georgia" style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="georgia" style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Nel complesso, si è trattato di una finale piuttosto tipica: tattica, fisica, avara di reti e non particolarmente spettacolare, benché giocata bene, secondo le diverse prospettive delle due squadre. Chi leggeva nei nomi delle finaliste la speranza del calcio-champagne, sarà rimasto deluso, nel complesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="georgia" style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Niente di nuovo neppure sotto l'aspetto del cerimoniale, con il presidente della FIFA a presenziare la premiazione: quattro anni fa si era dileguato, con la scusa formale che le due finaliste erano europee e che perciò spettava alle autorità continentali celebrarle. Oggi che la finale è Brasile – Ghana, invece...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Una riflessione ulteriore su questa vittoria spagnola: è una vittoria all'italiana, se me lo consentite. Come spesso accade agli Azzurri, la Spagna è partita col piede sbagliato; più che grazie all'attacco, ha vinto grazie a una difesa affidabile (due reti subite, come la prima Italia di Lippi), puntellata su un portiere e un difensore centrale eccezionali (Casillas e Puyol come Buffon e Cannavaro); ha goduto di un favore arbitrale agli ottavi di finale, come accadde col rigore concesso a Grosso due anni fa; ha avuto un quarto di finale più facile, almeno sulla carta (l'Italia si sbarazzò dell'Ucraina con un sonoro 3 – 0), per affrontare l'avversario più duro in semifinale: la Germania, come fu per gli Azzurri; ha dovuto aspettare ben oltre i 90 minuti regolamentari per aggiudicarsi la finale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ciò non ostante, ben  pochi avranno l'onestà intellettuale di riconoscere queste somiglianze e di rivalutare la nostra vittoria. Ben diverso atteggiamento, ben diverso rispetto hanno dimostrato i tedeschi dopo essere stati eliminati da noi e dagli spagnoli. Qualche giorno fa nessuno ha proposto uno sciopero della paella, simile alla patetica idea del 2006 di boicottare la pizza, idea che non avrebbe potuto avere alcun successo e infatti non ne ebbe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Qualche differenza, però, esiste. Poche nell'economia del mondiale e della stagione (allora, curiosamente, una squadra spagnola era campione d'Europa, il Barcellona; oggi è l'Inter a detenere la Champions League); nella prospettiva più ampia di cui ho testé parlato, va riconosciuto all'Italia di Lippi, partita con lo sfavore del pronostico, di aver compiuto un'impresa eccezionale ed essersi imposta da outsider, per quanto questa etichetta possa essere applicata ad una nazionale fra le più titolate al mondo; l'Italia non aveva la quantità di campioni del livello di quelli della Spagna di oggi, a meno di non voler paragonare Perrotta a Iniesta, Gilardino a Villa, Torres a Iaquinta, Grosso a Sergio Ramos. La Spagna di oggi è più forte dell'Italia del mondiale tedesco, anche se non sso chi vincerebbe un'eventuale sfida sui 90 minuti. Quello italiano fu un incredibile exploit, quello spagnolo è un meraviglioso ciclo. Chiuso o aperto, ce lo dirà la storia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Olanda – Spa&lt;/span&gt;gna 0 - 1 [Iniesta]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-7511204539496167407?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/7511204539496167407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/furie-rosse-furie-azzurre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7511204539496167407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7511204539496167407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/furie-rosse-furie-azzurre.html' title='Furie rosse, furie azzurre'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-863022388805857129</id><published>2010-07-10T06:00:00.000-07:00</published><updated>2010-07-10T06:00:04.856-07:00</updated><title type='text'>Oggi parlo di me stesso</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Ostenda, sabato, 10 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 15.00&lt;/p&gt;  &lt;p face="georgia" style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Due cose condivido dell'articolo di Zucconi di cui ho abbondantemente parlato (fin troppo!) i giorni scorsi: 1) l'indifferenza verso i pronostici del polpo Paul, che effettivamente sarebbe meglio affidare alle cure di uno chef; 2) l'indifferenza per la finalina.&lt;/p&gt; &lt;p face="georgia" style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Credo di aver espresso in ogni diario mondiale che ho tenuto fino ad oggi le ragioni per cui vorrei che fosse eliminata, ma voglio aggiungere una riflessione nuova.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Due giorni fa, in balcone a Francoforte, mi chiedevo chi avrebbe vinto il titolo di capocannoniere del mondiale: favoriti d'obbligo, ovviamente, Sneijder e Mara-Villa, a quota cinque reti ciascuno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;A quattro reti, però, ci sono tre calciatori che disputeranno la finalina (Klose, Müller e Forlan), più Suarez che di reti ne ha segnate tre. Tutti costoro, supponendo che siano in campo stasera, avranno il vantaggio di poter giocare una partita meno imbrigliata tatticamente rispetto a una vera finale: presumibilmente si giocherà per attaccare, più che per difendere. Ad ogni buon conto, le squadre potrebbero impostare il proprio gioco con lo specifico fine far segnare uno dei propri attaccanti, un lusso che non può certo concedersi chi deve vincere la coppa. La Germania, in particolare, potrebbe decidere di supportare Klose, in corsa anche per raggiungere (ed eventualmente superare) Ronaldo quale calciatore più prolifico durante le fasi finali del torneo. Con due reti, sperando che dommani Villa e Sneijder non vadano a segno, potrebbe raggiungere entrambi i traguardi ed entrare nella storia. Supponendo che questo sia il suo ultimo mondiale, mi sembrerebbe un modo assai più che onorevole di cedere il passo alle nuove leve (Müller?).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Indipendentemente da tutto questo, cioè da quali obiettivi e quale atteggiamento tattico caratterizzi le protagoniste della finalina, non vedo perché calciatori già eliminati dalla competizione debbano avere una partita in più per provare a vincere la classifica dei marcatori.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Non credo che la guarderò, questa finalina. Non la guardai nemmeno nel 1998, impegnato com'ero a rimorchiarmi una ragazza. La serata di oggi la passerò con gli amici. E anziché parlare di una partita inutile, parlo di me stesso.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Ho cominciato a scrivere un diario mondiale, fatto di note personali e di commenti alle partite, dodici anni fa. Lo scrivevo su un vecchio Macintosh PowerBook 170, uno dei primi laptop prodotti dalla Apple, un oggetto che a vederlo oggi si proverebbe un moto di  tenerezza e nostalgia. Lo scrivevo per me e, per lo meno a quei tempi, non lo lesse nessuno. Quattro anni più tardi ero il co-fondatore di una rivista telematica calcistica dal nome promettente: &lt;i&gt;Pallainrete&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. L'esperienza del diario, emendata delle note personali, fu dunque proposta allo scarso (numericamente) pubblico della rivista e forse, online, ne resta ancora qualche traccia. Ai tempi di Germania 2006 l'avventura di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Pallainrete&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; si era conclusa, quanto meno per il sottoscritto: decisi perciò di provare a far fare un salto di qualità al mio diario. Proposi a quasi tutti i quotidiani italiani e a moltissime riviste di ospitarlo sulle loro pagine, come striscia quotidiana; come unico indennizzo, desideravo la possibilità di richiedere un accredito per alcuni incontri della manifestazione. L'unico giornale che rispose al mio appello fu &lt;/span&gt;&lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di Torino, che mi ringraziò rifiutando tuttavia la mia offerta: l'evento aveva già una copertura giornalistica sufficiente. Fui grato al quotidiano torinese, tuttora fra i miei preferiti (lo era già prima di questo episodio), ma naturalmente deluso per l'esito complessivo dell'operazione. Fu così che il diario ritornò un'esperienza privata, a cui tuttavia non volli rinunciare: partii per la Germania lo stesso e riuscii anche a vedere l'esordio degli Azzurri allo stadio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Nel 2006 ero laureato da pochi mesi e coltivavo il sogno, per non dire l'obiettivo, di avviarmi in maniera seria alla professione giornalistica; per passione e per competenza, ritenevo che lo sport fosse l'ambito a cui ero più versato, benché fossi piuttosto flessibile e aperto a qualsiasi proposta.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Dal 2007 a oggi ho firmato articoli su varie testate in Italia e all'estero: l'esperienza più significativa e negativa resta la collaborazione con un quotidiano chiamato cattolico sostenuto da fondi di partito e da finanziamenti pubblici: terminata questa esperienza, a marzo del 2010, è tramontato anche il mio progetto di diventare un giornalista. Caduto il progetto, mi resta qualcosa di appena pià che un sogno; l'ho messo su uno scaffale, accanto a quello (di bambino) di diventare un calciatore.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Il diario mondiale, però, non può togliermelo nessuno. Alla ma vita attuale di addottorando riconosco il pregio di avermi consentito di seguire abbondantemente, ancora una volta, le numerose partite disputate nel corso di queste settimane. Mi sono potuto permettere ore come queste, alla luce di una candela o al sole di un parco, a scrivere di Maradona o di Messi, di CR9 o della Germania, della crisi dell'Italia o delle trovate di Till Stellino per ricevere il segnale di una partita su un televisore portatile. Mi sono divertito e ho ricevuto perfino qualche commento, cosa che ha superato le mie più rosee aspettative. Non ostante abbia scelto di ospitarlo in un blog e non ostante parli di  un evento cui si dedica la stampa internazionale, questo resta soprattutto un diario, una tradizione personale, un libro privato di cui si sta per concludere il quarto capitolo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Quattro anni fa, da neolaureato, godevo di libertà pressoché assoluta: mi muovevo agilmente fra le città della Germania (Heidelberg, Stoccarda, Ludwigsburg, Tubinga, Hannover) e l'Italia; trascorrevo l'intera giornata, che ci fossero partite in programma o no, ad informarmi, a documentarmi, a scrivere, a catturare immagini e atmosfere. Di quel mese conservo ricordi bellissimi e amicizie preziose.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Oggi, quantunque sotto questo aspetto mi senta un privilegiato, ogni minuto che dedico all'evento è tempo sottratto a ben più noiosi doveri e ogni partita che vedo, ogni pagina che scrivo, sono comunque il risultato di una scelta, di un compromesso. Sottraggo ore al sonno e rimando ciò che si può rimandare. A volte scrivo di fretta e sono certo di commettere degli errori. Sulla S-Bahn per Mainz, sui regionali per Heidelberg o sull'ICE per il Belgio tiro fuori il mio leggerissimo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;netbook&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e lascio che le mie dita, come quelle di un pianista maldestro, scorrano sulla tastiera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;È probabile che di questo risenta lo stile; è probabile che i dati che cito, spesso a memoria, non siano sempre esatti; è probabile che questo diario sia perfettibile, che qualcun altro faccia di meglio, ma a me piace comunque scrivere queste pagine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Amo non solo raccontare la giornata, ma creare ponti fra il presente e il passato, stabilendo nessi o analogie, ricostruendo dati statistici, provando a immaginare il futuro. Ogni tanto, al lume di una candela col fischio di un treno in sottofondo, provo a pensare anche al mio, di futuro. E al mancato presente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; C'è chi mi dice che, in un contesto diverso, in un paese diverso, sarei diventato un giornalista; c'è chi mi dice che meriterei di più. Io non mi illudo: se invece di scrivere su un quotidiano lo faccio su un blog, qualche responsabilità devo averla.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Ma ciò non ostante, io non mollo. Chissà che il sogno non torni progetto. Perché c'è sempre la possibilità che il difensore incespichi sul pallone, si chiami Osorio o De Michelis. Perché c'è sempre la possibilità che nel sistema si apra una falla, grande quanto basta per infilarcisi dentro; imprevedibile come una zuccata suicida di Felipe Melo, e sarebbe imperdonabile non farsi trovare pronti (vero, Wesley?).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; In questo paese di zucconi (l'Italia, non il Belgio) io continuo ad aspettare e sperare, con la penna in mano e il coltello fra i denti.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Uruguay – Germania si giocherà stasera&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-863022388805857129?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/863022388805857129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/oggi-parlo-di-me-stesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/863022388805857129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/863022388805857129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/oggi-parlo-di-me-stesso.html' title='Oggi parlo di me stesso'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-2917875310471757081</id><published>2010-07-09T00:15:00.000-07:00</published><updated>2010-07-09T00:15:00.147-07:00</updated><title type='text'>La prima volta non si scorda mai</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Treno per Bruxelles, venerdì 9 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 9.15&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;È dai tempi di Pelè (Brasile vincitore a Svezia '58 e Cile '62) che due edizioni consecutive del mondiale non vengono vinte da squadre di un medesimo continente; è dai tempi di Meazza (Italia vincitrice in casa nel '34 e in Francia quattro anni più tardi) che ciò non accade a squadre europee; per la prima volta, quest'anno, ci sarà un avvicendamento fra due nazionali di uno stesso continente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;È dal 1998 che il mondiale non va ad una squadra ancora a secco di vittorie (allora fu la Francia padrona di casa); è dal 1978 che ben due squadre con zero titoli arrivano a disputarsi la finale (allora furono l'Argentina e l'Olanda).&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Spagna e Olanda sono le squadre europee che hanno mostrato il miglior calcio agli Europei di due anni fa. L'Olanda impressionò battendo l'Italia 3 – 0, con una prestazione eccellente di Sneijder, un vero leader; si perse per strada, commettendo quel passo falso (contro la Russia) che spesso, nella sua storia, le ha impedito di trasformare una traguardo raggiungibile in un trofeo effettivo, da esporre in bacheca.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Spagna ha tirato su una generazione di calciatori eccezionali, con cui gli ultimi ct hanno plasmato la nazionale più forte degli ultimi anni, per qualità del gioco e dei singoli. Una generazione che si può ben paragonare a quella francese che, fra 1998 e 2000, vinse il titolo mondiale e quello continentale. La Spagna, domenica, ha la possibilità di fare altrettanto, coronando un percorso che affonda le radici nel recente passato. Sulla carta è la Spagna la squadra più forte: assieme al Brasile e all'Argentina era considerata la favorita fin dall'inizio. Non ha punti deboli: Casillas è uno dei portieri più affidabili del mondo; attorno al monumentale Puyol operano difensori di livello ed esperienza internazionali; nel dettare i ritmi del gioco, il centrocampo iberico non ha rivali (e Del Bosque può permettersi di tenere in panchina Fabregas e Silva), come ha sperimentato la Germania ieri sera; Villa è un attaccante che coniuga agilità, rapidità, fiuto del gol e continuità; finora, la scarsa forma di Torres (che, lo ripeto, non è quello di qualche anno fa) non ha dato problemi a Del Bosque (che lo tiene saggiamente in panchina e lo fa entrare nel finale).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;L'Olanda, al contrario, qualche lacuna ce l'ha. La difesa è tutt'altro che ermetica; meglio vanno le cose a centrocampo e in attacco, dove manca un vero goleador, ma dove finora Robben e Sneijder sono bastati alla causa. Sneijder è in forma smagliante, quella forma per cui ogni pallone che tocchi si trasforma in oro, senza che sia neppure possibile spiegare perché. Vincendo domenica e ripetendosi al Mondiale per Club, chiuderebbe un anno senza precedenti nella storia del calcio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Alla luce di quanto detto, il compito della Spagna appare più facile: bloccare il velocissimo Robben è possibile, a patto di concedergli sempre l'esterno e mai l'interno nell'1 contro 1;  lasciandogli la fascia esterna, lo si costringe a usare il sinistro per correre e il destro per crossare o per tirare, l'esatto contrario del suo repertorio tipico.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Fermare Sneijder è più difficile, perché parte e tira da posizioni diverse e copie movimenti difficilmente prevedibili; occorrerà, fare attenzione agli assist per Van Persie e chiedere una mano ai centrocampisti (Xavi su tutti): al resto, penserà Casillas. Non vedo, nell'Olanda, molte altre soluzioni tattiche; Kuyt è bravo a crossare dalla fascia destra, ma con una difesa impeccabile nel gioco aereo come quella spagnola (a giudicare da quanto visto contro la Germania) non sarà facile sfruttare i colpi di testa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Il compito dell'Olanda è assai più gravoso: impedire a Xabi Alonso, Iniesta e Xavi di impostare il gioco. Dei due centrocampisti del Barça, prima della finale di Champions League dello scorso anno, Sir Alex Ferguson disse: «Dubito che abbiano mai sprecato un pallone nella loro carriera». Un'altra felice iperbole (che non piacerà a Zucconi, probabilmente), come quella di Lineker sui tedeschi. Allo stesso tempo, gli olandesi dovranno fare molta attenzione a Mara-Villa lì davanti e alle sgroppate di Sergio Ramos sulla fascia destra, altro punto di forza della nazionale spagnola. Come contro il Brasile, all'Olanda deve andare tutto bene; differentemente da quella partita, gli &lt;i&gt;Oranje&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; devono entrare in campo con una difesa più concentrata e abbottonata: se passassero in svantaggio, recuperare l'incontro sarebbe davvero duro. Non riesco a immaginare, da parte di nessuno degli spagnoli, errori come quelli di Felipe Melo nel quarto di finale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Detto questo, non c'è bisogno che scriva il mio pronostico. All'Olanda, del resto, avevo già assegnato il secondo posto dall'inizio. Non mi resta che arrivare a Bruxelles, ingozzarmi di birra e patatine e trascorrere il week end in attesa della finalissima, sperando in un bello spettacolo.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-2917875310471757081?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/2917875310471757081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/la-prima-volta-non-si-scorda-mai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/2917875310471757081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/2917875310471757081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/la-prima-volta-non-si-scorda-mai.html' title='La prima volta non si scorda mai'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-4865092147280388486</id><published>2010-07-08T12:41:00.000-07:00</published><updated>2010-07-08T12:41:00.363-07:00</updated><title type='text'>Italiani mammoni e zucconi</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, giovedì 8 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 21.00&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Sulla Repubblica (il sito; il cartaceo, sul giornale cartaceo, per fortuna, mi pare di no) di oggi è apparso un &lt;a href="http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/sudafrica2010/2010/07/08/news/commento_germania_battuta_lineker-5471870/?ref=HRER3-1"&gt;&lt;b&gt;commento&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; di Vittorio Zucconi alla partita di ieri: un commento poco lucido, pieno di acredine e di frustrazione (da tifoso), che si conclude con un significativo «Chi gufa sarà gufato. La Germania resta a tre stelle», un patetico modo per consolarsi del nostro mondiale disastroso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;In un articolo tutto sommato breve, Zucconi ha modo di parlar male della partita di ieri, segnata da una «valanga di errori da una parte e dall'altra»; della Germania, cui le squadre latine (europee e sudamericane) «puntualmente [...] smontano gli ingranaggi a orologeria fino a ridurli a un mucchio di rotelline fuori posto» (mi si consenta di ricordare, come eccezione, la finale del 1990); di Gary Lineker (48 reti con la nazionale inglese, capocannoniere di Messico '86, mai un cartellino giallo in tutta la carriera), «che finì la carriera alla maniera di Cannavaro in Dubai, a raschiare gli ultimi soldi nella squadra aziendale della Toyota»; contro il povero Lineker, Zucconi vuol proprio infierire: la sua celebre frase (&lt;i&gt;Football is a simple game; 22 men chase a ball for 90 minutes and at the end, the Germans always win&lt;/i&gt;), pronunciata dopo la semifinale persa dagli inglesi a Italia '90, è definita «più stupida e quindi ripetuta delle battute».&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Il motivo, secondo Zucconi, è che non sarebbe vero che la Germania vince sempre; ovviamente l'ex centravanti di Barcellona e Tottenham intendeva esprimere in forma iperbolica e facendo dell'ironia (più precisamente: dell'autoironia, avendo appena perso una semifinale mondiale) una sostanziale verità: difficilmente, ai grandi appuntamenti, la Germania stecca.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;In una email che gli ho spedito a ora di pranzo (che ho saltato), ho ricordato a Zucconi qualche dato (oltre a quelli, lusinghieri, della carriera di Lineker: 48 reti in nazionale sono più della somma di quelle segnate da Roberto Baggio e Paolo Rossi, due che hanno vinto il pallone d'oro): in 17 edizioni dei mondiali cui ha preso parte, la Germania (nel periodo in cui ce ne sono state due, i dati relativi alla Germania Occidentale) ha ottenuto tre primi posti (1954, 1974, 1990), andando altre tre volte in finale (1982, 1986, 2002); stesso ruolino di marcia agli Europei (11 partecipazioni): tre volte è arrivata prima (1972, 1980, 1996) e altrettante seconda (1992, 1976, 2008). Dodici finali in 28 partecipazioni complessive, per una media di una finale ogni 2,3 (e una vittoria ogni 4,6) tornei. Solo una volta, su 28 iscrizioni a competizioni internazionali, la Germania ha fallito la qualificazione alla fase finale: gli Europei del '68 (vinti dall'Italia).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Facciamo un paragone con l'Italia, che dovrebbe essere felice (secondo Zucconi) del fatto che non può essere più raggiunta a quattro stelle. Abbiamo partecipato a 18 edizioni dei mondiali, fallendo una volta la qualificazione alla fse finale e vincendoli 4 volte su 6 finali complessive; agli Europei ci siamo iscritti 12 volte, qualificandoci sette volte, giocando due finali e vincendone una. Riassumendo, su 30 tornei siamo stati 8 volte in finale (una volta ogni 3,75 partecipazioni) e 5 vincitori (una volta ogni 6 partecipazioni). Abbiamo numeri di tutto rispetto, ma la Germania non è affatto da meno; anzi, dimostra una regolarità impressionante, frutto di cultura e tradizione calcistiche eccellenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La mia opinione è che dobbiamo rispettarci a vicenda; dal nostro punto di vista, credo che anziché perderci in stupide scaramucce su chi ha vinto di più (che davanti al pc possono provocare la caduta di stile di un giornalista, in un bar di Hannover ci può scappare anche il morto) o impennate d'orgoglio fini a sé stesse, sarebbe assai più utile e saggio imparare da una nazione che sta lavorando bene (ho già avuto modo di argomentarlo) e che può essere un modello (certamente non l'unico) da imitare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Nei primi giorni del mondiale sudafricano, ho “bacchettato” (sul mio Diario posso permettermi questo e altro) la stampa tedesca, per l'atteggiamento ostile e prevenuto nei confronti del nostro calcio e della nostra nazionale; &lt;span style="font-style: normal;"&gt;adesso, volendo tornare ad un'analisi del calcio nel nostro paese, parliamo dei media italiani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Rispetto a quanto detto della Federazione e dei club, si tratta di un discorso a parte, perché non so quanta influenza possano esercitare sulla salute del nostro calcio il livello dell'informazione sportiva e la copertura televisiva degli eventi. Di sicuro influiscono sul nostro modo di percepire il calcio e sul livello di godibilità di una grande manifestazione come i mondiali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Comincio col dire che mi è piaciuto l'orgoglio mostrato dalle nostre testate alla vigilia del nostro esordio, contro il Paraguay. Era giusto ribadire che eravamo (e siamo ancora) i campioni e chiedere il rispetto preventivo. Purtroppo abbiamo dimostrato presto di non essere all'altezza della nostra fama e del nsotro titolo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Calciatori e allenatori, da noi, si lamentano costantemente della pressione esercitata dai media  italiani sulle loro persone e sul pubblico. Avendo avuto modo, durante queste settimane, di sfogliare tabloid inglesi e tedeschi, posso affermare con una certa convizione che i nostri giornali e periodici sono assai più cauti nel formulare giudizi e nel chiedere la testa di tizio o di caio. A volte, nel nsotro mondo del calcio, c'è troppa paura di dire ciò che si pensa, di riempire le interviste con dei contenuti, piuttosto che con frasi fatte; che lo facciano i calciatori è fastidioso, che lo faccia Abete è inaccettabile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Quanto alla copertura televisiva, affermo senza mezze misure che il servizio erogato dalla RAI è vergognoso. Anni fa avevamo ben due network che trasmettevano, in chiaro, tutte le partite dei mondiali: RAI e TMC; la squadra di telecronisti della tv di stato per Italia '90, oltre al “monumento” Pizzul, annoverava colleghi seri ed eseperti come giorgio Martino (che commentò la finalina) e Nando Martellini (pagato a gettone, credo, perché era in pensione), oltre a nomi emergenti come Nesti e Cerqueti (il migliore fra quelli ancora in RAI). Mi pare di ricordare che la seconda voce fosse (Mazzola esordì proprio durante la partita inaugurale) riservata alle partite più importanti e che fosse molto più discreta nelle proprie incursioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;A partire dal 2006 la RAI non trasmette neppure la metà degli incontri (TMC è un ricordo); pensionato Pizzul, il telecronista di punta è diventato Marco Civoli, che commenta le partite più importanti, quelle dell'Italia e molte di quelle di Champions League, da quando ne ha acquistato i diritti la RAI. Al bravissimo Bizzotto hanno dato l'Under 21 e, per ragioni di competenza culturale e linguistica, le partite della Germania. Cerqueti continua a difendere la sua posizione in seconda fila (ma meirterebbe di sostituire Civoli). Alla RAI si sono visti arrivare anche Massimo Caputi, ottimospeaker di TMC, cui hanno però rinunciato, quanto meno come telecronista; mi risulta che si sia messo a organizzare e pubblicizzare eventi, che guadagni soldi a palate e che sia contento così. Buon per lui, male per noi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Attraverso gli attuali mezzi di trasmissione dei segnali audiovisivi, è tecnicamente possibile vedere la tv italiana anche all'estero. Non tutti sanno, tuttavia, che la RAI non dedica molte attenzioni agli italiani che, per  fame o per amore, si trovano ai quattro angoli del globo. La nostra tv pubblica infatti paga i diritti per trasmettere gli eventi sportivi (e non solo: anche per moltissimi film) solo sul territorio italiano; a pochi minuti dall'inizio delle partite, chi si trova di fronte alla tv collegata a una parabola, vede rabbuiarsi lo schermo; l'oscuramento comprende anche le trasmissioni di approfondimento, di cui dunque (non avendone visto un solo minuto) non esprimo alcun giudizio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Circa un anno fa la RAI ha inaugurato anche un ottimo sito web, che trasmette la diretta di tutti i suoi canali, oltre ad un'ampia selezione di podcast; inutile dire che le dirette degli eventi sono visibili soltanto dal territorio italiano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Per fortuna la tv pubblica tedesca, che ha comprato i diritti anche per l'estero, trasmette tutte le partite in diretta. I due canali di stato (ARD e ZDF) e il principale canale privato (RTL) si sono distribuiti (come quattro anni fa) gli incontri in modo equo, coprendo l'intero arco della manifestazione; ci sono programmi di approfondimento e il livello d egli ospiti fissi è piuttosto buono; per fare qualche nome: Guenter Netzer, Mehmet Scholl, Juergen Klinsmann, Oliver Kahn.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Quando ero in Italia, non avendo l'abbonamento a Sky e non potendo andare sempre al FIFA Fan Fest di Piazza di Siena (ottima iniziativa), sono ricorso allo streaming su internet.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Mi è capitato di seguire una partita attraverso una fonte che trasmetteva la diretta della BBC: mi ha colpito, in particolare, la totale assenza di pubblicità durante l'intervallo dell'incontro, dedicato  integralmente al commento della prima frazione di gioco; in studio, un trittico di ospiti che sfido a superare: Alan Shearer (capitano inglese nel 1998), il «bollito» Gary Lineker (altro aggettivo che gli ha affibbiato Zucconi) e Clarence Seedorf (quattro Champions League vinte con tre squadre differenti e un invidiabile bagaglio di lingue straniere da fare invidia a chiunque).&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Sarà contento, Valerio Mammone, della vittoria della Spagna. I tedeschi hanno proprio ragione: l'Italia è un paese di mammoni (e di zucconi).&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-4865092147280388486?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/4865092147280388486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/italiani-mammoni-e-zucconi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/4865092147280388486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/4865092147280388486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/italiani-mammoni-e-zucconi.html' title='Italiani mammoni e zucconi'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-2458407419569752309</id><published>2010-07-07T16:28:00.000-07:00</published><updated>2010-07-07T16:29:13.132-07:00</updated><title type='text'>Alles ist vorbei</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, mercoledì 7 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.30&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Aveva detto bene, Löw: la Spagna va attaccata. Il problema è che i tedeschi, stasera, non ci sono riusciti. Una Spagna tatticamente perfetta, la migliore vista in questo mondiale, è riuscita nella non facile impresa di fermare la lanciatissima Germania, reduce dalle goleade contro Inghilterra e Argentina. Lo ha fatto spegnendo le fonti del gioco tedesco Özil e Schweinsteiger, che non sono mai riusciti a innescare Klose; lo ha fatto imponendo a centrocampo il proprio ritmo lento e cadenzato, rotto da qualche verticalizzazione improvvisa di Xavi, Iniesta e Xabi Alonso; lo ha fatto dominando sulle palle aeree, in difesa come in attacco: non è un caso che il gol-vittoria sia arrivato proprio su colpo di testa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Ha di che rammaricarsi, Löw: la Germania di stasera era una squadra contratta, con un vigore atletico non paragonabile a quello mostrato nelle partite precedenti; i meriti degli spagnoli non sono pochi, ma è probabile che i tedeschi abbiano anche pagato un complesso di inferiorità che risale alla finale del 2008. In realtà si arrivava a questa semifinale attraverso percorsi totalmente differenti: la Spagna attuale è una squadra pragmatica, che attacca di meno (con Villa ma senza Torres, del resto in condizioni precarie) ma difende meglio, segna poco ma non subisce niente (arrivano in finale dopo tre 1 – 0 consecutivi).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;A giudicare dal gioco espresso fino ai quarti di finale, la favorita era proprio la Germania, cosa che non si sarebbe detta due anni fa. In due anni la Germania, giusto mix di continuità (Schweinsteiger, Klose, Podolski) e rinnovamento (Özil, Müller, Neuer), è cresciuta moltissimo; la  Spagna, già al massimo, doveva semmai confermare il proprio valore. I tedeschi hanno mostrato un gioco brillante da subito, ma hanno davvero impressionato a partire dagli ottavi; gli spagnoli sono partiti col piede sbagliato e hanno recuperato terreno senza mai strafare, limitandosi a produrre il minimo indispensabile; aiutati un po' dalla fortuna, un po' dall'arbitro (contro il Portogallo) e un po' da Villa, sono arrivati alla semifinale quasi a fari spenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Non ostante queste premesse, era la Germania a sentirsi sotto esame, e la cosa le ha appesantito le gambe; l'assenza di Müller si è sentita più del dovuto (e più di quel che mi aspettavo), la manovra è stata assai meno fluida e la smania di sbloccare il risultato, più che far aumentare la pressione, ha concesso spazi alla Spagna. La quale, a ben vedere, ha avuto le occasioni più ghiotte, sia prima che dopo la rete di Puyo; l'errore di Pedro, nel finale, sarebbe stato imperdonabile se ai tedeschi fosse riuscito di pareggiare durante uno degli ultimi (velleitari) assalti. Nel secondo tempo Löw, che si era abituato a condurre il gioco e difendere il vantaggio (nei due incontri precedenti i tedeschi avevano sbloccato il risultato dopo pochi minuti), ha dato segnali di impazienza: così interpreto la sostituzione di Boateng (monumentale, in difesa) con Jansen, più incisivo (sulla carta) in proiezione offensiva. Del Bosque, al contrario, ha lasciato che i suoi giocassero il loro calcio, senza forzare o alzare i ritmi (cosa  che avrebbe potuto risvegliare gli avversari), fiducioso che qualcosa, prima o poi, sarebbe successo. Era accaduto, sempre durante la ripresa, nelle due partite precedenti: perché la semifinale avrebbe dovuto fare eccezione?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Si dice che i campioni, di qualunque sport si tratti, hanno la capacità di dare il meglio di sé stessi nei momenti importanti, che sono anche i più difficili: è significativo che la Spagna abbia giocato il proprio calcio migliore stasera, conservando magari qualcosa anche per domenica.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Non vorrei sembrare ingeneroso o eccessivo: stasera si è giocata una semifinale mondiale fra due grandi squadre e le differenze di cui ho parlato hanno l'aspetto di piccoli dettagli. Dettagli come un colpo di testa su calcio d'angolo. Va però detto che la differenza fra le due squadre, ancorché non eclatante, si è vista durante l'intero arco della partita.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Ad ogni modo, alla Germania si deve rendere onore. I tedeschi possono guardare al prossimo futuro con rinnovato ottimismo, perché l'ossatura della nazionale è ottima e ancora giovane: molti dei giocatori chiave saranno ancora buoni fra quattro anni, altri saranno cresciuti e c'è da giurare che nuovi talenti si faranno strada. Löw, raccogliendo l'eredità di Klinsmann, ha dato avvio a un ciclo lungo e promettente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Una sola cosa mi sentirei di far notare al tecnico tedesco; una cosa che dico con un pizzico d'orgoglio nazionale, quel poco che gli Azzurri mi permettono di conservare: caro Joachim, hai perso per un colpo di testa; hai perso per una piccola disattenzione della difesa, una sbavatura, una pennellata di troppo, una nota stonata in una partitura perfetta. Quella sbavatura di cui la difesa italiana, durante la semifinale del 2006, non si è macchiata; per fortuna, per cultura ma anche per la classe che seppero dimostrare i calciatori azzurri preposti alla difesa della propria porta. In quell'occasione la Germania si sentì defraudata e ancora pochi giorni fa Löw manifestava il proprio disprezzo per il gioco difensivo degli azzurri (che proprio grazie alla difesa hanno vinto il mondiale 2006). Farei notare che le uniche due squadre ad aver fermato le furie rosse spagnole, nella fase finale di Euro 2008 e in quella di questo mondiale, sono state due nazionali dal solito impianto difensivo: l'Italia, che due anni fa portò la sfida dei quarti di finale ai rigori; la Svizzera, che quest'anno ha vinto grazie a difesa e contropiede.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Quattro anni fa Fabio Cannavaro fu il terzo difensore nella storia ad aggiudicarsi il Pallone d'Oro (su Cannavaro ci sarebbe molto da dire): i primi due erano stati “Kaiser” Franz Beckembauer e Matthias Sammer, connazionali di Löw. Qualcosa, qualche piccola cosa, possono insegnarla anche l'Italia e il proprio stesso passato.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Sabato prossimo, mentre io sarò ad Anversa a godermi amici, mare e birra, due squadre si contenderanno la finale dei poveri:&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;l'&lt;b&gt;Uruguay&lt;/b&gt;, col rientrante Suarez;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;la &lt;b&gt;Germania&lt;/b&gt;, col rientrante Müller.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Due giovani che, il loro mondiale, lo hanno già vinto.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt; &lt;b&gt;Spagna – Germania 1 – 0 [Puyol]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-2458407419569752309?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/2458407419569752309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/alles-ist-vorbei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/2458407419569752309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/2458407419569752309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/alles-ist-vorbei.html' title='Alles ist vorbei'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-7905529222726655619</id><published>2010-07-06T16:13:00.000-07:00</published><updated>2010-07-06T16:17:29.736-07:00</updated><title type='text'>L'antifurto arancione</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Treno per Francoforte, martedì 6 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.06&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Ho guardato la prima delle due semifinali allo Schlossbiergarten di Mainz; mentre mi godevo il secondo tempo, beatamente spaparanzato su una sdraio inappropriata al freddo della serata, un angelo stava combattendo con l'antifurto della mia auto; si tratta di un semplice quanto ingegnoso meccanismo installato sotto il volante di quest'ultima, con una serratura opportunamente occultata; qualora non vi si inserisca l'apposita chiavetta l'auto, dopo essere messa in moto (senza apparenti problemi) ed aver percorso alcuni metri, dovrebbe spegnersi e il clacson cominciare a suonare, prendendo in contropiede il ladro quando ormai è convinto di aver compiuto il furto. Il malcapitato, a questo punto, non ha molto tempo per capire cosa stia succedendo (potrebbe trattarsi di un guasto)  e porvi rimedio: è statisticamente probabile che opti per la fuga. Questo deve aver pensato, negli anni '60 o '70 (non ricordo esattamente a quando risalga questo marchingegno, che mio padre trasferisce di auto in auto da allora), chi ha ideato questo semplice antifurto; di fatto, ciò è sistematicamente accaduto, per lo meno da quando sono io ad avere in gestione l'ultima auto a cui l'antifurto è stato applicato.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Domenica prossima l'Olanda disputerà la sua terza finale mondiale, dopo quelle (entrambe perse) del 1974 e del 1978. Sarà una finale tutta europea, la prima disputata fuori dall'Europa (mai una nazionale europea ha vinto un campionato del mondo fuori dal proprio continente) senza che a prendervi parte vi sia almeno una formazione sudamericana. Sarà la seconda finale consecutiva tutta europea: non accadeva dagli anni '30, da quando cioè l'Italia di Pozzo si laureò campione del mondo battendo la Cecoslovacchia (1934) e l'Ungheria (1938).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Quattro anni fa Blatter snobbò la premiazione degli azzurri: si giustificò maldestramente dicendo che, essendo stata una finale fra due squadre europee, gli era  sembrato opportuno lasciare l'incombenza a Platini, presidente dell'UEFA. Se ciò è vero, dobbiamo aspettarci lo spesso comportamente domenica prossima.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;L'Olanda di stasera non mi ha particolarmente impressionato: ha mostrato piuttosto lacune difensive che potrebbero essere decisive contro le qualità di chiunque la sfiderà in finale; tanto la Germania quanto la Spagna hanno caratura e una qualità offensiva superiori all'Uruguay.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;L'Olanda è  una formazione strana, che attacca col collettivo senza avere un vero terminale offensivo: Van Persie non è un centravanti di ruolo e si trova meglio a servire i compagni o agendo sull'esterno; Robben è un'ala pura e Sneijder, che per ora è capocannoniere della competizione (con Villa), è un centrocampista offensivo. L'esperienza insegna che si può giocare anche senza centravanti o, per usare un termine meno impegnativo da un punto di vista tattico, senza goleador; per designare questo tipo di squadra, che solitamente va in rete con un numero più alto di giocatori, i giornalisti italiani hanno coniato l'espressione “cooperativa del gol”. L'Olanda, in tal senso, è una cooperativa del gol anomala, perché ben sette reti finora le hanno segnate Sneijder e Robben. Era assai più cooperativa, in questo senso, la prima Italia di Lippi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Stasera voglio trovare il pelo nell'uovo; mi chiedo perciò se questo tipo di gioco (senza terminale offensivo) funzioni contro qualunque avversaria e in qualunque situazione. A naso, verrebbe da pensare che sia una tattica più adatta ad affrontare le “grandi” rispetto alle “piccole”: avendo funzionato con l'Uruguay, perciò, dovrebbe a maggior ragione dimostrarsi efficace in finale, chiunque sia l'avversaria. I dubbi, semmai, vengono pensando a una ipotetica situazione di svantaggio, negli ultimi 20 minuti della partita: quelli in cui il vecchio Van Nistelrooy sarebbe potuto tornare ancora utile. Mi si potrebbe rispondere che, per ogni evenienza, c'è sempre Huntelaar.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La persona che, mentre Sneijder e Robben regalavano all'Olanda la sua terza finale, stava armeggiando con la mia automobile, non era un ladro. Non l'avevo definito “angelo” per sbaglio o per caso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Stamani, mentre ero sul treno per Mainz, ho avuto notizia della potatura dei platani in Via Marsica, a Roma; la cosa non mi era indifferente, perché la mia automobile era parcheggiata proprio lì e se non fosse stata prontamente spostata, sarebbe stata rimossa dalla polizia municipale; le spese di rimozione e deposito, ovviamente, le avrei dovute pagare io.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Mio padre si trovava a Mosca: non restava che rivolgermi all'unica altra persona che, senza effrazione, sarebbe potuta entrare a casa mia, dotarsi di chiavi e spostare l'automobile lontano dai platani suddetti: Valerio Mammone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Non ostante la laurea imminente e la partita in corso, ha divorato la trentina di chilometri che separano Ostia (cove abita la sua famiglia) a Via Marsica (sotto un cui platano avevo incautamente lasciato la macchina), ha combattuto con l'antifurto meno tecnologico e domestico che ci sia in circolazione e fa spostato il veicolo fuori dalla portata dei potatori. Sbaglio a chiamarlo “angelo”?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il Diario Mondiale è sempre stato dedicato a qualcuno: non sempre, va detto, ho scelto bene i dedicatari. Credo però di non sbagliare dedicando questo diario sudafricano, scritto fra la Germania e l'Italia, a Valerio Mammone, che conobbi quattro anni fa, proprio durante i mondiali, in terra tedesca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La rete di Forlan, quantunque propiziata dalle virtù jabulanesche, ricade in buona parte anche sulla responsabilità di Stekelenburg; poche colpe, invece, si possono attribuire a Muslera sui tre gol olandesi (tutte traiettorie sul palo interno): il primo è una prodezza assoluta di Van Bronckhorst (i puristi della parata faranno notare che l'estremo della Lazio ha provato a prenderla con la mano di richiamo, ma la verità è che era un tiro imparabile); sul tiro di Sneijder sono stati determinanti una deviazione e l'azione di disturbo (al limite del fuorigioco) di Van Persie; nulla da eccepire sul colpo di testa di Robben, figlio di una bella azione e dell'ottimo cross di Kuyt (tanto lavoro sporco in questo mondiale).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;All'Uruguay non mi sento di imputare nulla: con un avversario di maggior caratura e nelle gambe l'incredibile maratona contro il Ghana, l'unica possibilità che avevano i ragazzi di Tabarez era quella di segnare e difendere il vantaggio, agendo in contropiede. Un pareggio e gli eventuali supplementari, avrebbero indubbiamente finito col favorire l'Olanda e, in seconda battuta, l'altra finalista di domenica. Una volta passati in svantaggio, era ovvia la necessità di pareggiare entro breve, perché le forze sarebbero prima o poi andate scemando; il pareggio è arrivato e ad inizio ripresa Forlan e compagni hanno mostrato un ottimo pressing alto, che ha messo in difficoltà l'Olanda nell'impostare l'azione. Il ritmo e la pressione uruguagia sono andati calando poco a poco, sotto il colpo psicologico delle reti subite nella ripresa, ma senza portare alla capitolazione; la rete del 2 – 3 (segnata da uno dei più attivi, quel Maxi Pereira che mi ha ricordato il messicano Salcido contro l'Argentina), congiuntamente al lungo e inspiegabile recupero concesso dall'arbitro, ha infiammato il finale e dato ai sudamericani la speranza di una nuova incredibile resurrezione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Escono a testa alta, essendo andati al di sopra delle più rosee aspettative; avendo vinto, complice anche un tabellone amico, il duello a distanza con tutte le altre compagni sudamericane: &lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Cile, Paraguay, Brasile e Argentina, tutte eliminatee fra ottavi e quarti di finale. Nella finalina, Forlan potrà provare a togliersi lo sfizio, non da poco, di vincere la classifica dei marcatori, Villa, Sneijder, Klose e M&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman, serif;" &gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ü&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman, serif;" &gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ller permettendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;All'Olanda conviene che la seconda semifinale finisca dopo i tempi supplementari. La stanchezza dell'avversaria dopo 120 minuti si andrebbe a sommare al vantaggio, per gli &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Oranje&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, di riposare un giorno in più: non sono cose da poco, nell'economia di un mondiale. Per il gioco espresso fin qui, la Germania è superiore; per qualità dei singoli, la Spagna non ha rivali. Ma l'Olanda è l'unica squadra ad aver vinto tutte le partite fin qui disputate e può già godersi la conquis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ta della finale. Come avevo pronosticato all'inizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt; &lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt; &lt;b&gt;Uruguay – Olanda 2 - 3 [Van Bronckhorst, Forlan, Sneijder, Robben, M. Pereira]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-7905529222726655619?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/7905529222726655619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/lantifurto-arancione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7905529222726655619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7905529222726655619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/lantifurto-arancione.html' title='L&apos;antifurto arancione'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-5955835861719184577</id><published>2010-07-05T15:26:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T15:27:39.270-07:00</updated><title type='text'>I due premi gemelli</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, lunedì 5 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.30&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Verso la fine del mondiale, non ci si può esimere dall'affrontare il discorso sul Pallone d'Oro e del FIFA World Player (of the year); con gli anni i due premi sono diventati sempre più sovrapponibili, per lo meno quanto a eleggibilità: nel corso degli ultimi vent'anni il Pallone d'Oro è stato prima esteso ai calciatori extraeuropei militanti in club europei (1995); successivamente (2007) si è stabilito che vi potessero ambire i giocatori di tutti i campionati del mondo, purché afferenti a federazioni regolarmente iscritte alla FIFA. Quest'ultimo cambiamento per ora non ha prodotto alcun risultato considerevole, perché nessun calciatore che militasse in club extraeuropei ha mai raggiunto nemmeno il terzo posto (solo nella classifica del 2007 sono apparsi i nomi di quattro calciatori attivi fuori dall'Europa: il portiere messicano Guillermo Ochoa, 30° a pari merito con altri; l'attaccante iracheno Younis Mahmoud, 29°; il portiere goleador brasiliano Rogerio Ceni, 28° a pari merito col collega Casillas; l'argentino Riquelme, in prestito al Boca Juniors dal Villareal, 14°).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Ciò che differenziava davvero i due premi era la giuria: giornalisti nel caso del Pallone d'Oro, commissari tecnici e capitani della nazionali nel caso del FIFA W.P.; di fatto, non c'era ragione di pensare che il giudizio degli uni potesse differire globalmente, per qualche specifica ragione, da quello degli altri: infatti negli ultimi cinque anni chi ha vinto l'uno si è aggiudicato anche l'altro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Alla luce di queste considerazioni, appare più che sensata la decisione (ufficializzata oggi) di fondere i due riconoscimenti, di fatto l'uno il clone dell'altro, in un unico premio che sarà il Pallone d'Oro FIFA e la cui assegnazione sarà decisa da giornalisti, commissari tecnici e capitani delle nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Nell'anno dei mondiali il FIFA W.P. è sempre stato assegnato a un campione del mondo: Romario nel 1994, Zidane nel 1998, Ronaldo nel 2002, Cannavaro nel 2006; ad eccezione di Romario, cui il regolamento di allora impediva l'assegnazione del Pallone d'Oro, tutti costoro hanno fatto l'accoppiata.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Solo il francese Kopa (1958) e l'olandese Cruijff (1974) sono riusciti a vincere il premio di &lt;i&gt;France Football&lt;/i&gt; nell'anno in cui il mondiale è stato vinto da una nazionale europea che non fosse la loro: nel 1966 vinse Bobby Charlton, nel 1982 Paolo Rossi, nel 1990 Lothar Matthäus; Kopa (1958), Gerd Müller (1970), Keegan (1978), Bjelanov (1986) e Stoičkov (1994) sono riusciti ad aggiudicarsi il premio senza andare neppure in finale (Müller e Stoičkov furono però capocannonieri).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Quattro anni fa a vincere il titolo mondiale fu una squadra, l'Italia, fondata sul collettivo e sulla forza difensiva: considerando il fatto che i premiati sono quasi sempre attaccanti, a spuntarla avrebbe potuto essere Zinedine Zidane, che fu giudicato il miglior giocatore dell'edizione; giocò a suo sfavore, con ogni probabilità, l'ormai celebre testata ai danni di Materazzi, ed entrambi i premi andarono a Fabio Cannavaro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Le stelle più attese di questo mondiale hanno tutte più o meno giocato al di sotto delle aspettative: Messi, Rooney e Kaka (quest'ultimo è stato anche espulso) non hanno segnato un solo gol, CR9 ne ha fatto uno alla Corea del Nord ed è uscito agli ottavi, Eto'o e Drogba sono usciti dopo il primo turno, Diego Milito ha giocato pochissimo; nessuno di loro ha fatto cose straordinarie, per le più svariate ragioni. Fra questi, chi potrebbe godere comunque di buona considerazione è Messi, unanimemente considerato il miglior calciatore del mondo, reduce da un campionato eccellente con il Barcellona che lo ha portato a stravincere la scarpa d'oro (34 reti); Milito, pur avendo disputato una stagione irripetibile con l'Inter, non ha alcuna speranza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Naturalmente, sull'esito del voto saranno determinanti queste ultime partite: la nazionale che dovesse arrivare in finale e vincere il titolo, potrà legittimamente ambire a vedere premiato un proprio elemento: nell'Olanda ci sarebbe Robben, che ha recuperato dall'infortunio e si è reinserito bene nel gruppo, ma non credo che potrebbe superare Sneijder: il numero dieci dell'Inter è reduce dal &lt;i&gt;treble&lt;/i&gt; e ha preso per mano la propria nazionale, fornendo assist e segnando gol importanti: i tre episodi chiave dello storico quarto con il Brasile, portano la sua firma (oltre a quella di Melo, in negativo).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; L'Uruguay è plasmato a immagine e somiglianza di Forlan, un operaio che ha saputo diventare una star con gli anni, invecchiando come un buon vino: qualora la &lt;i&gt;Celeste&lt;/i&gt; dovesse vincere il titolo, il suo numero dieci potrebbe far valere anche i punti guadagnati con la conquista della Coppa Uefa, della cui finale è stato protagonista assoluto (due gol).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Più difficile sarebbe individuare dei nomi nelle rose di Spagna e (soprattutto) Germania: i tedeschi hanno un collettivo eccezionale, in cui è difficile individuare punti deboli e punti di forza (in senso buono: non è bloccando l'azione di un giocatore che si neutralizza il gioco della squadra). Faccio qualche nome: Lahm, Schweinsteiger, Özil, Müller e Klose. Quest'ultimo si gioca anche il record di reti segnate in più edizioni dei mondiali, traguardo che farebbe ulteriormente salire le sue quotazioni. Non va dimenticata, per i calciatori del Bayern Monaco, l'eccellente stagione disputata dal club.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Nella Spagna è più facile partire dagli esclusi: Torres, innanzi tutto, reduce da una cattiva stagione a Liverpool e lontano dalla forma migliore; Fabregas, che parte sempre dalla panchina; vedo invece bene Villa, Casillas (che ha parato un rigore decisivo contro il Paraguay), Puyol e i soliti Xavi e Iniesta.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Il tutto si deciderà nelle prossime quattro partite: per coloro che sono in lizza (Villa, Klose, Müller, Sneijder, Forlan, Suarez), anche il raggiungimento del titolo di capocannoniere giocherà un ruolo importante.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Voglio sbilanciarmi nel pronostico e dico Klose. Con Sneijder (il favorito per la stampa internazionale) come prima alternativa.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Stamattina, in un locale di Hannover (città dell'esordio azzurro, quattro anni fa), un italiano è stato ucciso e un altro gravemente ferito con colpi d'arma da fuoco alla testa. Il colpevole pare che sia un tedesco, con cui i due avrebbero avuto un diverbio circa le vittorie e il blasone delle nazionali di Italia e Germania. Avremo modo di riparlarne.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-5955835861719184577?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/5955835861719184577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/i-due-premi-gemelli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5955835861719184577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5955835861719184577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/i-due-premi-gemelli.html' title='I due premi gemelli'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-6272676149404423113</id><published>2010-07-04T14:50:00.001-07:00</published><updated>2010-07-04T14:50:56.737-07:00</updated><title type='text'>Modello Germania</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, domenica 4 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.30&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Quando le cose vanno male, la tentazione di tagliare teste senza neanche badare a quale collo siano attaccate è forte. Io non sono per il &lt;i&gt;repulisti&lt;/i&gt; indiscriminato, ma per un po' di pulizia selettiva sì. Per esempio, sostituirei volentieri Abete, che non mi è mai piaciuto; al posto di Abete e del codazzo che sicuramente gli fa capo (in Italia vanno sempre di moda i clan numerosi), proverei a mettere qualche dirigente straniero. Tedesco, magari.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Spesso mi si accusa di esterofilia. Germanofilia, in particolare. Accetto la critica e incasso il colpo, facendo tuttavia notare che il calcio tedesco, una decina di anni fa, era in notevole ribasso; negli ultimi anni un'adeguata politica delle autorità competenti ha prodotto una serie di risultati apprezzabili; primo fra tutti, lo sviluppo del settore giovanile. La Germania, non dimentichiamolo, detiene svariati titoli a livello giovanile: fra questi spicca la vittoria agli Europei Under 21 dello scorso anno: da quella squadra provengono alcuni elementi dell'attuale rosa di Löw: Neuer, Boateng, Kedira, Marin, Özil (senza dimenticare altri giovanissimi elementi venuti fuori troppo tardi per partecipare a quel trionfo europeo ma non per questo ignorati dal ct: Badstuber, Kroos, Müller). La forte e sfortunata Italia di Azeglio Vicini era figlia dei suoi precedenti cicli alla guida dell'Under (Zenga, Tacconi, Baresi, Bergomi, Ferri, Berti, Donadoni, De Napoli, Vialli, Mancini, Giannini, Maldini); della prima Italia di Lippi, molti erano i reduci dai cicli vincenti di Maldini, Tardelli e Gentile. Se la forza delle formazioni giovanili dice qualcosa sul futuro della nazionale, preoccupiamoci del fatto che, dal 2004, non abbiamo più conquistato una finale dell'Europeo Under 21, competizione in cui, per oltre un decennio, avevamo dettato legge. Sei anni fa vincemmo per l'ultima volta la competizione continentale di categoria e a quella formazione Lippi attinse cinque elementi: Amelia, Zaccardo, De Rossi, Gilardino, Barzagli.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Considerando l'età media dei convocati in Sudafrica e il valore delle nazionali giovanili, la Germania ha un radioso futuro, indipendentemente dal risultato in questo mondiale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Notevole è l'apporto multietnico (Oezil, Boateng, Kedira, Marin, Klose, Podolski) alla squadra allenata da Löw: anche questo, non solo sul piano sportivo (ma anche e soprattutto su quello dell'integrazione), è un dato estremamente positivo. Tengo da parte il caso della naturalizzazione di Cacau, che personalmente non condivido (al pari di quella di Camoranesi). Ad ogni modo, parlando di calcio e società multietniche, vale la pena ricordare la Francia del biennio 1998-2000, che vinse tutto facendo storcere il naso all'estrema destra razzista.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;In Germania i biglietti delle partite costano poco, si possono acquistare con grande facilità anche su internet, gli stadi sono pieni e sono pronto a scommettere che anche il livello di sicurezza sia più alto del nostro, oltre garantito con costi minori. I mondiali qui sono un vero momento di aggregazione, come è stato dimostrato quattro anni fa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;A livello di club il calcio tedesco ci sta affiancando ed è prossimo al sorpasso: sorpasso che ci sarebbe già stato quest'anno, almeno quanto a presenze in Champions League, se la finale della massima competizione internazionale non l'avesse vinta l'Inter.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Andrà notato come, sempre parlando di coppe, una Germania meno opulenta di Spagna, Inghilterra e Italia abbia piazzato anche una squadra in semifinale di Coppa Uefa (Amburgo); l'anno scorso il Werder Brema era andato addirittura in finale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Bundesliga è il primo banco di prova per i calciatori tedeschi, che hanno modo di crescere e di meritarsi la Nazionale: il Bayern Monaco è ben più tedesco di quanto non sia italiana l'Inter: Butt, Schweinsteiger, Klose, Gomez, Müller, Badstuber sono campioni di Germania e calciatori della nazionale di Löw. La questione non riguarda solamente la Germania e il Bayern: l'asse portante del Barcellona, per esempio, include alcuni fra i migliori calciatori spagnoli, che sono diventati pilastri della nazionale campione d'Europa: Puyol, Piqué, Xavi, Iniesta, per citare i più rappresentativi (per il futuro c'è anche Bojan Krkic); nel Real Madrid giocano Casillas e Sergio Ramos, l'anno scorso fu acquistato Xabi Alonso dal Liverpool e quest'anno è stato preso Villa dal Valencia; nel Manchester United  spiccano i nomi di Ferdinand e Rooney, mentre nel Chelsea giocano Terry, Lampard e i due Cole (Ashley e Joe).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Il capitolo più dolente, forse, è quello dei portieri: l'Italia, per tradizione, non dà alla luce grandissimi attaccanti, ma portieri bravi, addirittura eccezionali, sì. L'ultimo prodotto di eccellenza si chiama Gianluigi Buffon; prima di lui, percorrendo a ritroso la storia della nostra nazionale, si possono citare Toldo, Peruzzi, Pagliuca, Zenga, Tacconi (che fu sempre secondo, ma era un portiere formidabile, bravo soprattutto sui calci di rigore), Zoff, Albertosi. Di costoro Buffon è erede più che degno: il problema è che ha 32 anni, l'ernia del disco e nessun sostituto all'altezza. Alzi la mano chi si sente di paragonare le nuove leve ai nomi che ho appena elencato e ad altri che non ho nominato (ne cito tre: Bordon, Galli, Tancredi). La scomparsa dei portieri italiani è senz'altro dovuta al proliferare degli stranieri nel nostro campionato. Una volta nessuno comprava portieri all'estero: ricordo come una sorpresa la decisione, da parte del Parma, di ingaggiare Claudio André Taffarel, negli anni '90. Oggi ha un estremo difensore straniero perfino il Catania (Andujar); la Roma, caso estremo, nell'ultima stagione ne ha fatti giocare addirittura quattro (Julio Sergio Bertagnoli, Doni, Artur e Lobont); si può ben comprendere quali siano le difficoltà, per un portiere del vivaio giallorosso, nell'arrivare a giocare in prima squadra.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;L'organizzazione di Germania 2006 è stata pressochè perfetta ed è un altro fiore all'occhiello del Kaiser; dietro Italia '90, che ha avuto anche la sfortuna di essere un mondiale noioso (non per colpa nostra), ci sono gli sprechi miliardari nella costruzione degli stadi: esemplicare il caso del San Nicola di Bari, la cui pista d'atletica credo che non abbia avuto, in vent'anni, un solo utilizzo. Non dobbiamo stupirci del fatto che gli Europei del 2012 siano stati assegnati a Polonia e Ucraina.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Accetto, dunque, le accuse di esterofilia. Penso che ci siano paesi da cui possiamo imparare tanto, in materia di cultura sportiva, di organizzazione, gestione e pianificazione. E mi chiedo come mai da decenni le nostre società importano calciatori, allenatori e perfino dirigenti, mentre in Federazione non ci si possa valere dell'esperienza di qualcuno formatosi altrove, con alle spalle un curriculum incoraggiante. È davvero così assurda questa proposta?&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-6272676149404423113?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/6272676149404423113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/modello-germania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6272676149404423113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6272676149404423113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/modello-germania.html' title='Modello Germania'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-7780902719906061271</id><published>2010-07-03T15:57:00.000-07:00</published><updated>2010-07-03T15:58:09.589-07:00</updated><title type='text'>Diego Armando scontento</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, sabato 3 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.37&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Dopo la prima fase della competizione e ancora dopo gli ottavi di finale si era detto che era un mondiale con una forte impronta sudamericana; su cinque squadre partecipanti, ben cinque si erano qualificate al secondo turno, di cui due (Argentina e Brasile) a punteggio pieno e con legittime speranze di conquistare il titolo; ancora più incoraggianti erano stati gli ottavi: l'unica eliminata, il Cile, aveva perso per mano del Brasile, in un inevitabile scontro fratricida; i brasiliani, usciti vincitori, avevano mostrato un crescente stato di forma e sembravano già destinati a raggiungere la finale; meno limpida era stata la vittoria dell'Argentina, ma comunque netta e incoraggiante.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;I quarti di finale si sono abbattuti sul Sud America come uno tsunami, da cui esce miracolosamente indenne il solo Uruguay, qualificatosi nel modo rocambolesco che sappiamo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Checché ne dica Maradona, si può essere d'accordo con i media: la Germania ha “&lt;span style="font-style: normal;"&gt;asfaltato”&lt;/span&gt; l'Argentina; questo vezzo linguistico del giornalismo sportivo attuale è una metafora che rende perfettamente conto di un incontro in cui una squadra ha mostrato una netta superiorità sull'altra, annullandone da subito difesa e attacco. Dal primo minuto i tedeschi hanno macinato il proprio gioco: impeccabili in difesa, abili a rubare palloni a centrocampo e ripartire, formidabili nelle verticalizzazioni e precisi nei passaggi. Maradona, che a fine partita ha avuto modo di litigare con qualche tifoso, ha detto che alla Germania le idee sono venute solo in seguito al gol di Müller; peccato che l'episodio sia avvenuto al 3° minuto di gioco, il che vale a dire che la Germania ha avuto idee, e “che” idee, per 87 minuti più recupero. A proposito di recupero: si sarà notato che l'arbitro Irmatov ha non ha dato che un minuto, nel secondo tempo; non conosco la regola in campo internazionale, ma in Italia, con cinque sostituzioni, bisogna dare almeno due minuti e mezzo; l'intenzione, evidentemente, è stata quella di non prolungare ulteriormente una partita già abbondantemente finita; risparmiare agli argentini qualche minuto di agonia e ai tedeschi il remoto rischio di farsi male o incappare in qualche inutile cartellino giallo; ovviamente, nessuno sulle due panchine ha avuto la sfacciataggine di protestare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Comunque vada a finire, quella di Thomas Müller è una favola: un anno fa giocava nella terza serie tedesca; oggi è campione nazionale, vice campione d'Europa (in finale, contro l'Inter, ha avuto anche la palla del pareggio) e in piena corsa, oltre che per la vittoria mondiale, anche per il titolo di capocannoniere della competizione; gioca da veterano, è freddo sottoporta e bravissimo negli assist; la palla servita a Podolski, in occasione del raddoppio di Klose, è un pezzo di autentica bravura.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Per una curiosa casualità, Müller ha esordito in nazionale proprio contro l'Argentina di Maradona, nel marzo di quest'anno; per un curioso gioco di nomi (lui che porta cognome e numero del grande Gerd, capocannoniere nel '70 e campione del mondo nel '74), lui che ha reso Maradona profondamente triste («Mai così giù in vita mia»), ha un compagno di squadra, di poco più giovane, che si chiama Diego Armando (in onore del ct argentino) Contento. Müller, ammonito, salterà la semifinale contro la Spagna: rientrerà in una delle due finali e questo mondiale, comunque vada a finire, lo ricorderà come una favola.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Che l'analisi di Maradona sia poco lucida o poco onesta è dimostrato dal fatto che è l'Argentina, dopo lo svantaggio, ad aver cominciato ad abbozzare un gioco offensivo con qualche idea; troppo poco, tuttavia, per una difesa ai limiti della perfezione, tanto da concedere a Neuer un pomeriggio di tranquilla e ordinaria amministrazione. A darsi da fare e a mostrare un po' di ispirazione, nelle file argentine, è stato soprattutto Di Maria. Higuain ha combinato poco e Messi non è mai riuscito a creare pericoli veri: chiude il mondiale a zero gol, senza essere mai stato all'altezza di quanto ci ha mostrato col Barça.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Germania, al contrario, si è resa pericolosa ogni volta che ha recuperato palla e verticalizzato il gioco: Klose avrebbe potuto già raddoppiare nel primo tempo; ci è riuscito nella ripresa e da quel momento non c'è stata più partita.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Germania è un collettivo perfetto i cui componenti hanno anche buone doti da solisti;  Müller e Podolski agiscono larghissimi sulle fasce, aiutano la difesa (soptattutto Podolski) e impostano il gioco d'attacco. Schweinsteiger acquisisce personalità partita dopo partita: all'inizio sembrava poter sostituire dignitosamente Ballack, oggi sembra la reincarnazione di Lothar Matthäus. Boateng ha recuperato non so quanti palloni a centrocampo, facendo ripartire i suoi compagni. Özil è un concentrato di tecnica e saggezza: il cross che ha messo in condizione Klose di segnare il 4 – 0 è elegante e delicato come i colori delle &lt;i&gt;Fanciulle al pianoforte&lt;/i&gt; di Renoir.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Al posto di Löw, non mi preccuperei troppo per l'assenza di Müller in semifinale: la Germania ha dimostrato già contro il Ghana di poter sostituire un attaccante (Klose) squalificato; mi preoccuperei, piuttosto, di mantenere il ritmo e il livello di gioco delle ultime due partite: se ci riesce, ce n'è davvero per pochi.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Maradona, qualche colpa, ce l'ha: la difesa ha delle responsabilità sulle reti tedesche ed è stato delittuoso non dare a Milito almeno una mezz'ora per provare a fare ciò che gli è riuscito bene  durante tutta la stagione. Come Müller e Podolski, anche Tevez e Messi sono retrocessi spesso sulla linea dei centrocampisti; mentre i primi, tuttavia, hanno eseguito un dettame tattico preciso (essere i primi a difendere e ripartire), forti di una condizione atletica eccezionale, i secondi hanno agito in maniera più casuale e senza fornire un apporto difensivo: retrocedevano per difficoltà di trovare spazi in attacco, un po' come il Rooney visto in Sudafrica.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Se la Spagna giocherà in semifinale come contro il Paraguay e la Germania come contro l'Argentina, l'esito della partita è scontato: ma il calcio, per fortuna di chi lo segue, non è così prevedibile. Bastano un episodio o un giocatore in giornata storta, vedi il Olanda - Brasile, per uscire dalla competizione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Spagna, ad ogni modo, ha faticato non poco per battere il Paraguay; qualche pazzo, in Italia, adesso  dirà che il Paraguay si è difeso con onore, dimostrando di essere una squadra di tutto rispetto; dirà che, perciò, si deve rivalutare il mondiale dell'Italia; dimenticando, ovviamente, che neppure la Nuova Zelanda siamo stati in grando di  battere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Spagna ha imparato a vincere di misura e sembra avere dalla sua una discreta dose di buona sorte: contro il Portogallo Villa ha segnato un gol in fuorigioco; stasera ha messo la palla in rete dopo una doppia carambola contro i legni della porta avversaria. Va detto che l'azione che ha portato al gol, impostata e rifinita da Iniesta, è stata davvero molto bella.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Ma l'eroe spagnolo di stasera è Casillas: se non avesse parato il rigore di Cardozo, non so come sarebbe finita. Il pianto di Cardozo, a fine partita, è fra le cose più belle e genuine di questo mondiale.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Quanto a sorprese, spettacolo ed emozioni, questi quarti di finale non ci hanno certo delusi: due rimonte (Olanda e Uruguay), una goleada-spettacolo (Germania) e una partita in bilico fino all'ultimo, col giallo di due rigori parati (quello di Xabi Alonso dopo la ripetizione) nell'arco di un minuto; di tutto questo dobbiamo ringraziare non solo i vincitori, ma anche e i vinti:&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;il &lt;b&gt;Brasile&lt;/b&gt;, per gli errori di Melo;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;il &lt;b&gt;Ghana&lt;/b&gt;, per il rigori di Gyan;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;b&gt;l'Argentina&lt;/b&gt;, per la tristezza di Diego;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;il &lt;b&gt;Paraguay&lt;/b&gt;, per le lacrime di Cardozo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Argentina - Germania 0 - 4 [Müller, Klose, Friedrich, Klose]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Paraguay – Spagna 0 - 1 [Villa]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-7780902719906061271?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/7780902719906061271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/diego-armando-scontento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7780902719906061271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7780902719906061271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/diego-armando-scontento.html' title='Diego Armando scontento'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-7440198824643963021</id><published>2010-07-02T15:16:00.000-07:00</published><updated>2010-07-02T15:17:13.108-07:00</updated><title type='text'>Fenomeno a parole</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, venerdì 2 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.29&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il cucchiaio di Abreu, già pallonetto, cancella il sogno di vedere una squadra africana nella semifinale di un campionato mondiale di calcio. Mai ci si era andati così vicini: durante i novanta minuti regolamentari il Ghana ha creato qualcosa in più degli avversari; durante i supplementari la superiorità degli africani è diventata schiacciante, fino a produrre, al 120°, l'occasione più ghiotta per il definitivo vantaggio. Parando con le mani il colpo di testa di Adiyah, Suarez ha sacrificato la propria presenza nella molto eventuale serie dei calci di rigore e nella ancor più improbabile semifinale; adesso immagino che in patria sia un eroe. Così come Muslera, che ha serie colpe sul vantaggio di Muntari e sull'azione dell'ultimo secondo dei supplementari, ma che ha parato due rigori che hanno permesso ad Abreu di calciare quello decisivo. Entrambe le reti segnate durante i tempi regolamentari sono il risultato della complicità fra l'incertezza dei portieri e le traiettorie dello &lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Non riesco a immaginare il rammarico di un Ghana a pochi centimetri dalla storia, tanti quanti lo spessore di una traversa;  gli stessi, curiosamente, che erano mancati al Giappone per raggiungere gli storici quarti di finale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il Brasile è fuori: la cosa è tanto più sorprendente se si considera che i verdeoro hanno disputato un  primo tempo maiuscolo, mettendo in evidenza le lacune difensive degli avversari e un gioco spumeggiante, fatto di incursioni centrali e di triangolazioni velocissime fra gli attaccanti; Kaka sembrava pià ispirato delle partite precendenti e Robinho era in grande forma.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A cambiare volto alla partita è stato un solo giocatore, Felipe Melo; il pasticcio difensivo sul cross di Sneijder ha tramortito il Brasile e rivitalizzato l'Olanda; la sua errata marcatura su Sneijder ha favorito la seconda rete e l'espulsione per un fallaccio sullo stesso Sneijder (che ha messo lo zampino in tutti e tre gli episodi decisivi) ha ulteriormente indebolito un Brasile ormai in difficoltà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Dunga, come Lippi, si assume ogni responsabilità dell'eliminazione, ma francamente non saprei come rimproverarlo; eccezion fatta per i disastri di Melo (che nelle partite precedenti era stato dignitoso e che nel primo tempo aveva propiziato il vantaggio di Robinho), la squadra ha giocato bene, per metà partita assai meglio degli avversari; i quali hanno avuto due meriti: compattare la difesa dopo le difficoltà della prima mezz'ora e non perdere mai la speranza e la calma.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Dunga aveva avuto il merito, dopo la partita contro la Costa d'Avorio, di sostituire Elano con Dani Alves, soluzione tattica che non aveva alterato gli equilibri della squadra, potenziandone semmai la capacità difensiva. L'ingresso di Nilmar nel finale, ogggi, era una scelta obbligata, date le circostanze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Dopo il pareggio, le forze olandesi si sono moltiplicate; per contro, il Brasile ha perso brillantezza e sicurezza. Sì, direi che l'episodio dell'autogol abbia completamente trasformato l'inerzia della partita, più o meno come l'errore di Gyan ha invertito la condizione psicologica di Ghana e Uruguay prima dei calci di rigore di stasera. Qualcosa di simile era avvenuto durante i supplementari della finale di quattro anni fa, quando il cartellino rosso di Zidane aveva avuto il sapore di una resa anticipata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La sopravvivenza dell'Olanda, che partirà avvantaggiata contro l'Uruguay (più stanco, dopo la maratona di  stasera), alimenta la mia speranza di vedere in finale almeno una fra le squadre che avevo pronosticato; l'altra finalista, naturalmente, spero che sia la Germania, chiamata all'impresa domani contro l'Argentina ed eventualmente, salvo altre sorprese, mercoledì prossimo contro la Spagna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Leggo che Ronaldo (l'ex Fenomeno), attraverso  Twitter, ha lanciato velate minacce all'indirizzo di Felipe Melo; francamente, benché la prestazione dello juventino sia stata davvero sciagurata, mi chiedo come si permetta di commentarla chi non ha saputo meritarsi la qualificazione. Ronaldo, con tutti gli infortuni che ha avuto, avrebbe avuto ancora la possibilità di essere fra i convocati, se avesse seguito una dieta da atleta e non da ghiottone boccaccesco. Avrebbe potuto essere almeno in panchina, entrare nel secondo tempo (invece di Nilmar) e togliere le castagne dal fuoco. Così,  a parole, è facile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Auguriamoci di vivere anche domani un'altra grande giornata di calcio come quella di oggi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Olanda - Brasile 2 - 1 [Robinho, F. Melo aut., Sneijder]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Uruguay – Ghana 5 – 3 [1 – 1 dopo i tempi supplementari (Muntari, Forlan); tiri di rigore: Forlan, Gyan, Victorino, Appiah, Scotti (Mensah, Maxi Pereira, Adiyah), Abreu]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-7440198824643963021?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/7440198824643963021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/fenomeno-parole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7440198824643963021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7440198824643963021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/fenomeno-parole.html' title='Fenomeno a parole'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-1240183644084179577</id><published>2010-07-01T15:06:00.000-07:00</published><updated>2010-07-01T15:07:30.529-07:00</updated><title type='text'>God save Macheda</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, giovedì 1 luglio 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 22.44&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Chissà cosa pensa Antonio Cassano, che si è sposato da una manciata di giorni; chissà se sta seguendo la Coppa del Mondo, chissà cosa ha pensato dell'eliminazione dell'Italia, chissà se si è morso il labbro vedendo tanti campioni non giocare all'altezza della propria fama e l'Italia latitare proprio sul piano della fantasia. Non sembra essere il tipo da rimpianti, Antonio Cassano da Bari Vecchia, il miglior piede italiano dai tempi di Baggio (che di mondiali ne ha disputati tre), uno che avrebbe potuto avere la carriera di un Totti o di un Del Piero (che campioni del mondo lo sono stati e lo sono ancora) e che forse, invece, non calcherà mai il palcoscenico di un mondiale.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Parliamo d'Italia, oggi che Prandelli è ufficialmente il nuovo ct. Cominciamo col dire che cosa mi è piaciuto: ho apprezzato la pianificazione, vale a dire il fatto che il progetto Prandelli fosse già stato lanciato prima della rassegna; quattro anni fa, di quello che sarebbe stato presumibilmente il dopo-Lippi, non si sapeva assolutamente nulla; Prandelli arriva alla Nazionale avendo la giusta esperienza alle spalle: non è un allenatore vecchio e bollito, né un novellino; arriva a quella che lui stesso definisce la vetta di una carriera dopo una stagione deludente e formativa, durante la quale ha fatto vedere un'ambizione, una fame di successi evidentemente non condivisa dalla Fiorentina. Non so se Cesare sia il miglior allenatore in assoluto: probabilmente è il migliore allenatore italiano su piazza, però; certamente si sarebbe potuto affidare gli azzurri anche a uno straniero, ma non è nella nostra cultura.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Sulla disfatta azzurra Lippi ha sicuramente delle responsabilità, però una cosa va detta: il materiale a sua disposizione non era all'altezza di quello che hanno altri ct, Maradona in primis; se analizziamo la composizione della rosa azzurra in Sudafrica, scopriamo che la squadra ad aver dato il maggior contributo è la peggior Juventus degli ultimi decenni, con sei convocati (Buffon, Camoranesi, Cannavaro, Chiellini, Iaquinta, Marchisio); poi il Milan della neoausterity berlusconiana, con tre elementi (Gattuso, Pirlo e Zambrotta) e il Napoli qualificato per la Coppa Uefa, con altrettanti giocatori (De Sanctis, Maggio, Quagliarella); due giocatori per la deludente Fiorentina (Gilardino e Montolivo), per il Genoa di metà classifica (Bocchetti e Criscito), per la sorprendente Sampdoria (Palombo e Pazzini), per l'Udinese che ha lottato per la salvezza (Di Natale, Pepe); uno per Bari (Bonucci), Cagliari (Marchetti), Roma (De Rossi). Nessun giocatore dell'Inter stellare del 2010 ha ricevuto la chiamata di Lippi: gli unici che ci avrebbero potuto sperarvi, del resto, non hanno giocato con continuità (Balotelli e Santon, che faranno parte del prossimo ciclo prandelliano); nella Roma, seconda in classifica (e con una caratura internazionale nettamente inferiore all'Inter), oltre a De Rossi era in lizza un Totti acciaccato, lento e incostante sul piano della condizione fisica; nutriva qualche speranza anche un Toni scacciato dal Bayern e, seppur recuperato da Ranieri, non certo nella  miglior fase della carriera (fra parentesi: durante &lt;i&gt;Miss Italia nel mondo&lt;/i&gt;, ieri sera, Massimo Giletti gli ha domandato se Cassano avrebbo potuto cambiare le sorti della nazionale azzurra in Sudafrica; talmente imbarazzato dalla domanda, Toni è riuscito a condensare nella sua risposta almeno cinque errori di sintassi).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; I grandi protagonisti del campionato italiano sono gli stranieri, di cui è composta l'intera rosa titolare dell'Inter: unica squadra, fra l'altro, ad avere un autentico spessore internazionale; né i campionati esteri hanno offerto candidati migliori: Giuseppe Rossi, del Villareal, ha vissuto la sua peggior stagione spagnola; Aquilani, in forza al Liverpool, è costantemente vessato da infortuni ed è reduce da una stagione orribile dei Reds (che ha nuociuto anche a Capello).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; I grandi protagonisti del calcio internazionale, oggi, sono altri; il livello del nostro campionato, dopo calciopoli, è calato; contrariamente a qualche anno fa, in cui i nostri si distinguevano all'estero (per fare solo pochi nomi: Ravanelli capocannoniere in Inghilterra, Zola stella del Chelsea, Vieri &lt;i&gt;pichichi&lt;/i&gt; in Spagna, Toni capocannoniere in Germania), oggi l'Italia non esporta più i propri calciatori migliori o quanto meno non li lancia sul mercato delle squadre migliori: a Madrid Cannavaro non è diventato il nuovo Hierro e di Cassano si ricorda solo la pinguedine; Zambrotta a Barcellona ha deluso e nel 2008 fu un suo errore a costare l'eliminazione in Champions League (contro il Manchester United); qualcosa di meglio ha fatto Grosso al Lione, ma non credo che gli si intitolerà lo stadio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Non esportiamo e, in compenso, importiamo molto; il che non sarebbe neppure male, se importassimo bene e se soprattutto sviluppassimo anche i vivai; oggi, invece, i grandi lasciano l'Italia per altri campionati più ricchi e competitivi (Kaka e Ibrahimovic) e l'unica squadra che sembra poter fare concorrenza alle grandi, sul piano del mercato internazionale, è l'Inter.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Tutto ciò, unitamente a un certo scetticismo tutto italiano per la gioventù, non aiuta a tirar su nuove generazioni di campioni; per questo non mi scandalizza il fatto che il meglio dei nostri vivai se ne vada all'estero, allettato da opportunità di guadagno e di crescita; operazioni come quella compiuta da Ferguson con Macheda sono un colpo al cuore delle nostre società, ma danno speranza, in prospettiva, alle nostre nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Se non li alleviamo noi, i nostri giovani, facciamoli crescere all'estero.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-1240183644084179577?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/1240183644084179577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/god-save-macheda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1240183644084179577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1240183644084179577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/07/god-save-macheda.html' title='God save Macheda'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-9040403436693130870</id><published>2010-06-30T11:44:00.000-07:00</published><updated>2010-06-30T11:45:05.403-07:00</updated><title type='text'>Accettare l'errore umano</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, mercoledì 30 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 18.45&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; L'argomento più attuale, dopo gli ottavi, sono gli errori arbitrali; premetto che, nelle prime gior&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;nate, la precisione degli arbitri mi aveva colpito; le loro prestazioni sono andate calando proprio mentre la manifestazione si andava avviando verso la sua fase centrale, quella più “calda”. Arrivati a questo punto, si possono trarre alcune considerazioni di carattere generale: 1) gli errori si concentrano soprattutto in un settore: quello delle sanzioni. Non sempre vengono punite dovutamente le entrate rudi, coi piedi a martello, mentre troppo credito è dato ai simulatori; non tanto i cascatori d'area di rigore, quanto quelli che trasformano buffetti o contatti involontari in gesti di violenza inaudita, per indurre l'arbitro ad estrarre il cartellino rosso; 2) gli ottavi di finale sono stati caratterizzati da gravi sviste di altro genere: gol fantasma (Inghilterra, non dato) e gol in fuorigioco (Argentina e Spagna, dati); tre errori gravi, di cui è difficile sottovalutare il peso esercitato sull'esito delle partite durante le quali sono avvenuti; le squadre che ne hanno beneficiato, del resto, hanno tutte e tre superato il turno; bisogna ammettere, tuttavia, che tutte e tre hanno giocato meglio dei rispettivi avversari: la Germania, nel primo come nel secondo tempo, ha surclassato l'Inghilterra sul piano del gioco; l'Argentina, una volta sbloccatasi, ha legittimato la vittoria con altre due reti; la Spagna, gol a parte, ha creato più occasioni del Portogallo. C'è una differenza, in questo senso, fra l'episodio di Germania – Inghilterra e gli altri due: questi ultimi sono figli del gioco d'attacco di Argentina e Spagna, vale a dire: quanto più si cerca la porta avversaria, quanto più si staziona nei pressi dell'area di rigore, tanto più è probabile godere di una svista arbitrale in occasione di un fuorigioco più (Tevez) o meno (Villa) evidente; tanto più è probabile che un proprio attaccante subisca un fallo da rigore o che, cadendo in area, induca l'arbitro in errore. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman, serif;" &gt;È&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman, serif;" &gt; questa la ragione principale per cui le squadre più forti sono anche quelle, solitamente, più “aiutate” dagli arbitri in questo tipo di circostanze: per un fatto meramente statistico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Questo ragionamento non è applicabile al caso del gol fantasma di Lampard: in questo senso, il danno subito dagli inglesi è stato maggiore, ma la differenza in campo fra le due squadre è stata netta, prima e dopo l'episodio. Va anche detto che, dopo il pareggio, Capello avrebbe potuto registrare la difesa (nell'intervallo) e la storia sarebbe (forse) stata diversa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Per ragioni diverse, visti in rapporto con la loro gravità e con l'andamento delle partite sul cui esito hanno avuto un ruolo, questi tre errori si equivalgono. Sul piano della discussione &lt;i&gt;a posteriori&lt;/i&gt;, no.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Il problema di stabilire quando il pallone supera o meno la linea di porta è stato oggetto di animate discussioni da ben prima che io nascessi: della rete fantasma di Hurst, durante la finale del 1966, si discute ancora, senza che tedeschi e inglesi abbiano raggiunto un pacifico accordo (per me non è gol); il Milan di Sacchi, prima durante la Coppa dei Campioni del 1989, si vide negata la convalida di almeno due reti regolari, perché all'arbitro era sfuggito il dettaglio che il pallone aveva superato la linea di porta; alcuni errori di questo tipo, nel campionato italiano 1997-1998, favorirono la Juventus nella volata-scudetto con l'Inter.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Proposte per risolvere il problema ne sono state avanzate tante: moviola in campo, assistenti dell'arbitro piazzati sulla linea di porta, sensori da inserire nel pallone o nei pali, etc. Alcuni anni fa il Consiglio Nazionale delle Ricerche, su incarico della Federcalcio, portò avanti uno studio del cui dossier conservo gelosamente una copia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; L'entità dell'errore (grave) di Rosetti e Ayroldi, durante Argentina – Messico, è stata amplificata dalla situazione grottesca nella quale è avvenuto: i due protagonisti dell'accaduto si sono evidentemente resi conto, grazie al tempismo del replay sui tabelloni dello stadio, di ciò che avevano combinato; hanno tuttavia realizzato, anche sulla scorta delle esplicite minacce degli argentini (ai quali non si può certo riconoscere grande fairplay, in questo frangente), che non si sarebbe potuto far nulla per rimediare veramente: per correggere l'errore si sarebbe dovuto violare il regolamento, che impedisce al direttore di gara di servirsi del replay per modificare una decisione; Rosetti si trovava di fronte a due destini ingrati: crocifisso per non aver annullato un gol irregolare, che avrebbe probabilmente inciso sulla qualificazione, oppure cacciato per aver violato il regolamento. Dev'essersi subito reso conto, il fischietto italiano, che il suo mondiale era finito. Finito per finito, Rosetti avrebbe potuto fregarsene della legge e agire secondo giustizia (e buon senso). Se prima che si ricominci a giocare scopro che il gol non è valido, lo annullo, indipendentemente dal canale attraverso cui lo sono venuto a sapere. Questa fu, quattro anni fa, la linea adottata da Helizondo durante la finale, allorquando decise di espellere Zidane per la testata a Materazzi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Sorprenderò tutti: non mi schiero con la Gazzetta e con chi attacca la FIFA invocando l'aggiornamento della tecnologia o del regolamento per evitare situazioni di questo tipo. “Per un calcio credibile”, dicono, salmodiando questo e altri slogan. Non mi scandalizza, Blatter, quando dice che gli arbitri non devono guardare i tabelloni; il concetto è giusto, ma è espresso male: se i tabelloni ci sono e trasmettono i replay, è ovvio che gli arbitri &lt;i&gt;non possono&lt;/i&gt; non guardarli. Se si vuole, come è lecito volere, che gli arbitri usino solamente il proprio occhio e quello dei guardalinee (o del quarto uomo), bisogna far impedire la diffusione delle immagini sui maxischermi o quanto meno inibire la riproposizione dei replay. Mi pare, del resto, che a Italia '90 funzionasse così.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Tendenzialmente sono contrario alla moviola in campo, perché altererebbe lo svolgimento del gioco senza risolvere necessariamente le controversie. Così come sono contrario all'incremento del numero di guardalinee (o giudici di porta, nel caso di assistenti piazzati sulla linea di fondo), cosa che ne farebbe solo calare il livello medio, per forza di cose.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Sui gol fantasma si potrebbe provare ad adottare una soluzione tecnologica di altro genere, come un sensore nel pallone e/o nei pali: la risposta di un simile dispositivo, ove applicabile, avrebbe il crisma dell'oggettività e non sarebbe oggetto né di proteste estemporanee, né di ulteriori discussioni post-partita.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Laddove la FIFA ha dei doveri inderogabili, è nella formazione e nella scelta dei direttori di gara; a curarne direttamente la formazione, ovviamente, sono le federazioni nazionali, su cui la FIFA deve esercitare una adeguata sorveglianza; deve altresì promuovere la formazione degli arbitri internazionali (assieme agli organi che organizzano e controllano il calcio nei vari continenti), attraverso corsi di aggiornamento e altri strumenti di verifica e controllo; la FIFA deve impegnarso non tanto a incrementare il livello medio della classe arbitrale (cosa a cui devono pensare le federazioni nazionali), quanto a coltivarne le eccellenze; la selezione, poi, deve essere inderogabilmente condizionata da un solo elemento: il valore dell'arbitro; se gli arbitri migliori del  mondo sono tutti in Europa (lo dico come pura ipotesi esemplificativa), è giusto che al mondiale arbitrino solamente gli eruopei. A voler essere troppo ecumenici, c'è il rischio di ripetere  il disastro del 2002.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Ciò detto, e detto anche che la FIFA può migliorare il proprio operato, preso atto della totale mancanza di comunicazione e di strategia di Blatter (peggio di lui, quanto a comunicazione, solo Papa Ratzinger), aggiungo solo questo: il calcio sarà davvero più credibile quando avremo imparato ad accettare l'errore umano e a conviverci serenamente.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-9040403436693130870?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/9040403436693130870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/accettare-lerrore-umano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/9040403436693130870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/9040403436693130870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/accettare-lerrore-umano.html' title='Accettare l&apos;errore umano'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-5022238066374732403</id><published>2010-06-29T17:32:00.000-07:00</published><updated>2010-06-29T17:38:28.639-07:00</updated><title type='text'>Altri nove cierrenove</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Treno per Francoforte, martedì 29 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.22&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Mi sono nuovamente lasciato l'Italia alle spalle: è la Germania la mia casa per questi tre mesi, che si concluderanno mercoledì 14 luglio, giusto alla fine della 19&lt;sup&gt;a&lt;/sup&gt; edizione della Coppa del Mondo. All'arrivo nell'aeroporto di Hahn, questa mattina, ho notato con una certa sorpresa che la temperatura qui è più alta che in Italia; basandomi sui giorni trascorsi a Roma, per non parlare delle settimane precedenti passate fra Mainz e Francoforte, ricorderò il giugno del 2010 come fra i più freschi della mia vita. La giornata più calda in assoluto l'ho trascorsa a Heidelberg.&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Dopo la lezione di Frau Wehr mi sono ritagliato due ore per vedere la partita fra il Giappone e il Paraguay. Dopo il mondiali asiatici del 2002 ho maturato la convinzione che le squadre outsider, in un torneo, sono come la maggior parte delle spezie: se usate in quantità moderate, arricchiscono e completano il piatto, rendendolo più appetitoso; tuttavia, è sufficiente esagerare con le dosi e la stessa pietanza diventa disgustosa, talora immangiabile. Il mondiali del 2002 ha visto la prematura eliminazione di formazioni in lizza per la vittoria finale: in parte per errori imputabili a loro stesse e ai loro ct (Francia, Argentina), in parte agli arbitri (Spagna), in parte ad entrambi i fattori (Italia), in parte per accoppiamenti sfortunati (Inghilterra); senza dimenticare la clamorosa assenza dell'Olanda e quella, altrettanto pesante, della Repubblica Ceca, che allora era fra le squadre più temibili d'Europa e del  mondo. Di ciò hanno approfittato formazioni di rango minore, che hanno ottenuto risultati storici: quarti di finale (USA, Senegal) e semifinale (Turchia, Corea del Sud) ; a queste si può aggiungere, senza voler fare un torto a nessuno, anche la Germania di Rudi Voeller, che non aveva una rosa fra le migliori della sua storia; i tedeschi, collocati nella parte bassa del tabellone, hanno avuto a disposizione un cammino in comoda discesa: per arrivare in finale sono bastate tre reti (il massimo risultato col minimo sforzo, questo è senza dubbio ammirevole), distribuite equamente contro Paraguay, Stati Uniti e Corea del Sud.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Le outsider di quell'edizione, sfruttando una serie di circostanze favorevoli, si sono ritrovate a giocare partite che non erano all'alteza di disputare: il calcio che si vide fu noioso, privo degli spunti di gioco delle grandi squadre e degli assoli che, a certi livelli, solo i campioni possono garantire; in quello scenario mediocre, la Germania ebbe il merito di ottimizzare gli sforzi per raggiungere il massimo risultato; il Brasile passeggiò letteralmente verso il successo finale, faticando un po' solamente coi tedeschi, per altro nettamente inferiori.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Subentrano strani complessi, nel cervello collettivo delle squadre outsider, a partire da un certo punto in poi: le gambe si irrigidiscono, la manovra di chi nelle prime partite ha mostrato un bel gioco, brillante e innovativo, si involve improvisamente; così come improvvisamente, chi era partito senza nulla da perdere, sente il peso della responsabilità, la tensione per l'occasione storica, le gambe molli per la paura di perdere o di vincere. Il desiderio di giocarsela ai calci di rigore. A ben vedere, le piccole squadre che vanno avanti, in linea di massima, seguono il percorso inverso di certe grandi, Italia compresa, che generalmente partono piano e si esaltano nelle fasi avanzate della competizione: quando il gioco si fa difficile, diremmo parafrasando il detto, escono fuori i campioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Questo preambolo spiega come mai Paraguay – Giappone non sia stata che una lunga e noiosa premessa all'inevitabile conclusione: i tiri di rigore, i primi di questa edizione del mondiale. Tirati per altro benissimo da entrambe le squadre, se è vero che la differenza l'ha fatta una traversa, colpita dallo sfortunato Komano (unico errore sui 9 rigori calciati). Fra due squadre che non avevano mai raggiunto i quarti di finale, la cosa non deve sorprendere.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Dopo la mia prima conferenza tenuta in tedesco e dopo una piacevole chiacchierata con Frau Wehr e un paio di studenti, accompagnata da birra e (un ottimo) cheeseburger, mi sono dedicato a Spagna – Portogallo; la partita è stata decisa, in un momento in cui la Spagna stava premendo contro la porta avversaria, da una rete di Villa in fuorigioco. Lascerò ai prossimi giorni i commenti sugli errori arbitrali, argomento che sta infiammando le pagine di giornali e riviste, nonché i salotti dedicati al calcio; per ora mi preme notare come il Portogallo, che aveva disputato un primo tempo dignitoso, abbia ceduto nella ripresa. Fuorigioco o no, va detto che la Spagna del secondo tempo ha cambiato ritmo (Xavi e Iniesta, in questo, sono autentici maestri) e ha avuto una serie di occasioni ravvicinate, con Villa e Llorente; va detto che il migliore in campo per i portoghesi è stato Eduardo, il portiere; va detto, infine, che la reazione lusitana al vantaggio avversario è stata assolutamente effimera, con Ronaldo lontano dalle zone nevralgiche del gioco, triste, stanco e frustrato, probabilmente anche poco ispirato, mai in grado di portare pericoli a Casillas.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Il problema del Portogallo è certamente la fase offensiva: i sette gol realizzati nella  rassegna sono tutti figli dello scontro impari contro la Corea del Nord; un centravanti vero di spessore internazionale, se non si considera tale CR9 (che è qualcosa di più e di diverso da un centrattacco tradizionale), manca; inoltre il Portogallo, per tradizione, ha un gioco manovrato, lento, fatto di circolazione della palla più che di ritmo incalzante, ciò che serve per provare a recuperare una situazione di svantaggio contro un avversario forte. La Spagna, del resto, non ha solo un attacco formidabile, che ha in Villa (più che in Torres) il proprio vertice, ma ha anche una coppia di centrocampisti che non ha eguali nel mondo (i suddetti Xavi e Iniesta), un terzino destro che  potrebbe giocarsi il posto con Philipp Lahm al Bayern, uno fra i portieri (Casillas) e uno fra i difensori centrali (Puyol) più forti del pianeta ed altri calciatori di livello internazionale in tutti i reparti. Passata in vantaggio, la Spagna non ha fatto che abbassare il ritmo, tenendo costante il pressing nella propria metà campo e chiudendo tutti gli spazi, senza rinunciare a qualche sortita offensiva con Llorente. Il massimo col minimo sforzo, è così che si vince.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Quando si ha CR9 l'abilità sta nel costruirgli attorno una squadra che ne esalti le qualità; il Manchester United lo faceva, il Real Madrid lo fa, il Portogallo di Queiroz no. A differenza di Messi, cui si può dire va' in campo e gioca, CR9 va istruito sui compiti da assolvere; a mio parere il meglio lo dà sulla fascia (specie in una squadra che non riesce a costruire trame efficaci), naturalmente con licenza di accentrarsi e di ricoprire, temporaneamente, anche la posizione di centrattacco; il modo in cui si scambiavano di posizione lui e Rooney, nel Man Utd di qualche anno fa, era assolutamente meraviglioso. Da registrare e far vedere in tutte le scuole calcio. Sarà anche stata colpa di una serata poco ispirata, ma io Ronaldo l'ho sempre visto isolato in attacco, con la palla lontana e i compagni a contenderla agli spagnoli, oppure distante dalla zona nevralgica, in costante difficoltà sui raddoppi avversari. Ce ne sarebbero voluti altri nove, di CR9.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Altre otto squadre abbandonano la competizione:&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;la &lt;b&gt;Corea del Sud&lt;/b&gt; di Park, che gioca nientemeno che nel Manchester United;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;gli &lt;b&gt;Stati Uniti d'America&lt;/b&gt;, sotto gli occhi sornioni di Clinton&lt;span style="font-style: normal;"&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;l'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Inghilterra&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; del gol e del centravanti fantasma (Rooney);&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Messico&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; del vecchio Aguirre e del mio Blanco (adios!);&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Slovacchia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; dei Vladimir Weiss;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;il presuntuoso &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Cile&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, tutta tecnica e poca concretezza sotto porta;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Giappone&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;, abilissimo nei calci piazzati, ma evidentemente non abbastanza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;A voi, grazie per aver partecipato; agli altri forza e coraggio, ché il cammino è ancora lungo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Paraguay – Giappone 5 – 3 [0 – 0 al termine dei tempi supplementari; rigori: Barreto, Endo, Barrios, Hasebe, Riveros (Komano), Valdez, Honda, Cardozo]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Spagna – Portogallo 1 – 0 [Villa]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-5022238066374732403?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/5022238066374732403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/altri-nove-cierrenove.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5022238066374732403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5022238066374732403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/altri-nove-cierrenove.html' title='Altri nove cierrenove'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-680386982219949762</id><published>2010-06-28T15:16:00.000-07:00</published><updated>2010-06-28T15:19:58.005-07:00</updated><title type='text'>Le trasmissioni riprenderanno appena possibile...</title><content type='html'>Mi scuso con tutti i lettori del Diario Mondiale: a causa di una serie vorticosa di impegni e di qualche problema tecnico, non mi è stato possibile essere costantemente online negli ultimi giorni. Ho comunque seguito le partite, preso appunti e scritto il diario su supporto cartaceo.&lt;br /&gt;Domani, con il termine degli ottavi di finale, mi rimetto in pari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Promesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-680386982219949762?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/680386982219949762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/le-trasmissioni-riprenderanno-appena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/680386982219949762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/680386982219949762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/le-trasmissioni-riprenderanno-appena.html' title='Le trasmissioni riprenderanno appena possibile...'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-8085031808736792075</id><published>2010-06-26T23:58:00.000-07:00</published><updated>2010-06-27T04:18:44.684-07:00</updated><title type='text'>Il destino nel nome</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Roma, sabato 26 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;L'alba del giorno dopo&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Come redattore di un diario di questi mondiali e soprattutto come blogger sto perdendo colpi. Non posso negare di essere stato poco assiduo in questi giorni, caratterizzati da strade divorate in automobile, soste precarie, pianti e sorrisi di bambini, vestizioni e svestizioni, sudore e bevute. Fra il Mundial e il matrimonio di Livio e Roberta ho dovuto necessariamente scegliere e penso di aver scelto bene. Ciò premesso e fatti loro gli auguri di un magnifico Viaggio, mi ricompongo nei panni di appassionato commentatore non professionale.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Avevo faticato a trovare un calciatore che potesse essere la rivelazione della rassegna, e ora mi pare di averlo trovato: Luis Suarez, 23 anni, uruguagio, punta dell'Ajax.  Il destino nel nome. Tre reti nelle ultime due partite, fondamentali le ultime due per accedere ai quarti di finale, spettacolare il secondo. Parlo non avendo visto che poche immaagini: si muove molto, è rapido, ha un piede (sinistro) molto preciso, lavora sodo ed ha il senso del gol. Nel campionato olandese ha segnato valanghe di reti e sono convinto che, al termine della manifestazione, sarà al centr dell'attenzione dei grandi club europei.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;L'attacco uruguagio ha preso una forma incoraggiante: Forlan è un leader, una punta esperta e un creatore di gioco (eccezionale il suo lavoro in occasione del primo vantaggio); Cavani non canta, ma porta egregiamente la croce; Suarez ha nel piede i colpi decisivi. Solidissima anche la difesa, quantunque il pareggio coreano (prima rete subita durante il mondiale) sia frutto di un'incomprensione fra Muslera e Fucile.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Superando gli USA dopo i tempi supplementari, il Ghana affianca il Camerun (1990) e il Senegal (2002), uniche formazioni africane ad aver mai raggiunto i quarti di finale in una Coppa del Mondo. Quantunque provi simpatia (nel calcio) per gli Stati Uniti, mi allieta sapere che c'è ancora un pezzetto d'Africa in questo mondiale africano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Affrontare l'Uruguay nei quarti non è una benedizione, ma lascia margini per poter sognare un posto solitario nella storia: francamente me lo auguro, ma vedo favorita la &lt;i&gt;Celeste&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di Tabarez.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Germania – Inghilterra, che si disputerà domani, è un pezzo importante di storia del calcio; mi vengono in mente la finale di Webmley del 1966, vinta dagli inglesi grazie a un gol fantasma ai supplementari, e la rivincita trent'anni dopo, all'Europeo del 1996, sempre a Wembley, lo sguardo vitreo di Southgate dopo il rigore fallito e la Germania che va in finale e la vince. Se lo ricorderanno bene Oliver Bierhoff (attuale team manager della Germania) e Andreas Koepke (preparatore dei portieri), che quell'Europeo lo vissero da grandi protagonisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Uruguay – Corea del Sud 2 – 1 [Suarez, Lee, Suarez]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;USA – Ghana 1 – 2 [Boateng, Donovan rig., Gyan]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-8085031808736792075?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/8085031808736792075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-destino-nel-nome_26.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/8085031808736792075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/8085031808736792075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-destino-nel-nome_26.html' title='Il destino nel nome'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-1826973283906405316</id><published>2010-06-25T23:59:00.000-07:00</published><updated>2010-06-27T04:17:56.119-07:00</updated><title type='text'>Made in (Sud)America</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Roma, venerdì 25 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Notte&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Si è finalmente conclusa la fase più dura della rassegna, parlando dal punto di vista di chi il mondiale lo segue; da oggi in poi si disputeranno non più di due partite al giorno, con pause di uno o più giorni fra ottavi, quarti, semifinali e finali.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Girone G e girone H rispettano in pieno i pronostici della vigilia: Brasile e Portogallo pareggiano e se ne vanno a braccetto agli ottavi; la Spagna supera il Cile ma la Svizzera di Hitzfeld non ne approfitta e torna a casa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il sito web dell'International FIFA Fan Fest di Roma dava per battuta la Costa d'Avorio già prima della partita: perché? Una goleada degli africani, in combinazione con una sconfitta del Portogallo, avrebbero potuto alterare la differenza reti e ribaltare il risultato della qualificazione; a rigor di logica, anzi, perfino la Corea del Nord avrebbe potuto passare il turno a spese del Portogallo, ovviamente segnando un numero di reti fantascientifico; la Costa d'Avorio ha vinto con sulla formazione più debole dell'intero mondiale (Corea del Nord: tre sconfitte, dodici gol subiti e uno fatto, uno come la Francia) con uno scarto buono ma non sufficiente per riuscire nell'impresa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il Portogallo, ad ogni modo, si è guadagnato la certezza della qualificazione sul proprio campo, costringendo il Brasile a restare a secco di reti, attaccandolo anzi e provando a batterlo; lo 0 – 0 dimostra quanto la squadra verdeoro sia plasmata a immagine e somiglianza del proprio ct, un pragmatico che bada al risultato innanzi tutto. E va detto che il Brasile ha dato ampio spazio alle seconde linee, per rimpiazzare gli squalificati (Kaka) e far rifiatare chi aveva giocato le partite precedenti.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Chi qualche rimpianto lo può avere è la Svizzera: battendo un debole Honduras, avrebbe avuto buone possibilità di superare il turno, in caso di non improbabile (come poi è stato) sconfitta del Cile contro la Spagna; pesa moltissimo, oltre al pareggio contro il fanalino di coda, l'espulsione di Behrami nella seconda partita, che ha fatto pendere l'ago della bilancia dalla parte dei Cileni (vittoriosi poi per uno a zero).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La seconda vittoria della Spagna, contro gli avversari più forti del girone, dimostra che il passo falsso all'esordio è stato frutto di una giornata storta e nulla più; considerando la psicologia delle nazionali iberiche (un discorso analogo vale anche per il Portogallo), questo passo falso potrà addirittura risultare positivo, scacciando dalla mente dei campioni d'Europa il germe del rilassamento e dell'autocompiacimento; commettere l'errore di ammirarsi in uno specchio, dagli ottavi di finale in poi, sarebbe un errore fatale.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La sconfitta del Cile contro la Spagna (anche questa partita è stata condizionata da un'espulsione dubbia) è la prima di una sudamericana in questo mondiale; disputeranno gli ottavi 6 squadre europee (Germania, Inghilterra, Olanda, Slovacchia, Spagna e Portogallo), 5 sudamericane (Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile e Cile), due nordamericane (Messico e USA), due asiatiche (Giappone e Corea del Sud) e una sola africana (Ghana).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Finora è il Sud America a targare la rassegna: tutte e 5 le nazionali partecipanti si sono qualificate agli ottavi senza sconfitte: quattro potrebbero avanzare fino ai quarti (una fra Brasile e Cile lascerà il Sudafrica prima), mentre il numero delle squadre europe che passeranno il prossimo turno si sa già: tre. Nella parte bassa del tabellone, la sorprendente presenza di Paraguay e Giappone apre una ghiotta occasione per le chi vincerà il derby iberico fra Spagna e Portogallo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Trentatré sono le reti segnate durante l'ultimo turno dei gironi preliminari: poco pià di due gol a partita, la media si è nuovamente abbassata.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Delle trentadue squadre iscritte a questa fase finale ben sedici la lasciano anzitempo:&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;la &lt;b&gt;Francia&lt;/b&gt; del ribelle Anelka;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;il &lt;b&gt;Sudafrica&lt;/b&gt; padrone di casa&lt;span style="font-style: normal;"&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Nigeria&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; dei gol sbagliati;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Grecia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; dei primi storici punti (e gol);&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;l'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Algeria&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; del catenaccio;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Solvenia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; della grande illusione;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;l'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Australia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che ha chiuso in crescendo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Serbia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che ha chiuso in calando;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Danimarca&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, davvero troppo stanca;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Camerun&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, imperdonabilmente distratto;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Nuova Zelanda&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che non ha mai perso;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;l'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che non ha mai vinto;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Corea del Nord&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, sommersa di reti;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Costa d'Avorio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, a cui sarebbe servito un miracolo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Svizzera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che aveva illuso tutti;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0.3cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;l'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Honduras&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che non ha mai illuso nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A tutte le altre, in bocca al lupo per il prosieguo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Corea del Nord – Costa d'Avorio 0 – 3 [Touré, Romaric, Kalou]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Portogallo – Brasile 0 – 0&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Cile – Spagna 1 – 2 [Villa, Iniesta, Millar]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Svizzera – Honduras 0 - 0&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-1826973283906405316?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/1826973283906405316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/made-in-sudamerica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1826973283906405316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1826973283906405316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/made-in-sudamerica.html' title='Made in (Sud)America'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-6191113505784516084</id><published>2010-06-25T04:20:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T04:21:57.709-07:00</updated><title type='text'>Il giorno più lungo</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Ro&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;ma, giovedì 24 giugno 2010&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;Notte&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Nel senso proprio di notte fonda. L'Italia non accede alla seconda fase del mondiale: lo hanno detto in molti, a partita finita, in radio tv e internet; io mi ero già fatto il calcolo durante i 90 minuti, aspettando che questo incubo si materializzasse.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La notte è ancora più nera perché il ricordo non può non andare a quella di Berlino, illuminata dal rigore di Grosso, dai colori e dalle immagini della premiazione, da Cannavaro che alza la coppa.. Ora Cannavaro cerca di consolare i compagni che la coppa non l'hanno vinta e chissà se la vinceranno mai.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La delusione è ancora più grande perché è stata preceduta da una clamorosa illusione, alimentata da Di Natale prima e da Quagliarella (una prodezza inutile), bravi a prolungare l'agonia azzurra fino all'ultimo secondo del recupero.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Non entro nel merito della rete annullata all'Italia, perché non ho rivisto bene le immagini; di sicuro va detto che l'Italia si meritata, non una ma più volte, questa eliminazione. Non è mai stata in vantaggio, ha commesso una serie di gravi errori difensivi, ha mostrato lacune evidenti nella costruzione del gioco e nelle qualità dei singoli, ha corso meno o comunque peggio degli avversari. Si è comportata bene solo sul piano disciplinare, non perdendo mai la testa a fronte di una situazione via via sempre più difficile e di una pressione mediatica che, immagino, si sia sentita. Ieri poteva finire in rissa e non è stato così. Bravo anche l'arbitro a dispensare, senza esagerare in un senso o nell'altro, i cartellini gialli, grazie ai quali ha tenuto in pugno l'incontro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Sia detto serenamente: Lippi ha commesso degli errori, a cominciare dalla costruzione del gruppo. Sia detto serenamente perché Lippi è il ct che ha contribuito in modo fondamentale alla vittoria di un mondiale, quattro anni fa, che era partito sotto i peggiori asupici (l'alba di calciopoli). Alllora era stato pressoché perfetto, durante il suo secondo ciclo no. Dall'inizio non ha costruito un gruppo costruito sul presente-futuro, bensì sul passato-presente. Il coraggio di sfilare a Cannavaro la fascia da capitano non l'ha avuto, né di puntare su alcuni giocatori giovani che avrebbero pouto far bene anche quest'anno. Non entro nei dettagli, cosa che ci sarà modo di fare nei prossimi giorni. Dico solo che Lippi, quando dice che è tutta colpa sua, è apprezzabile ma non è sincero. Non è tutta colpa sua e lui lo sa. Ma torniamo alla partita.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Slovacchia ha giocato molto bene, aggredendo e muovendosi in maniera armonica, con e senza palla, sfruttando le occasioni e chiudendo gli spazi. Da subito è sembrata godere di migliore condizione atletica. È andata in affanno solo in una fase avanzata della partita, quando Pirlo e Quagliarella hanno cambiato il volto dell'attacco azzurro, costruendo geometrie il primo, arrencando pericoli veri il secondo; Pirlo stava male e va bene, ma lo scarso utilizzo di Quagliarella, in questa Italia, è stato un errore imperdonabile: una conclusione respinta a cavallo della linea da un difensore, una splendida combinazione con Iaquinta che ha propiziato il gol di Di Natale, un movimento che ha indotto gli avversari all'autorete (annullata), un gol da cineteca: avevo già detto i giorni scorsi che Quagliarella (che pure non ha grande caratura internazionale) avrebbe dovuto trovare maggior spazio, che lui avrebbe potuto forse sfruttare le proprietà dello &lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, che lui... l'avevo detto e lo ammetto: un po' me ne compiaccio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Mi compiaccio ancor più di aver calcolato i tempi di percorrenza da Berna a Roma con precisione cronometrica. In dieci ore esatte Till Stellino ed il sottoscritto hanno attraversato la Svizzera Tedesca, il traforo del San Gottardo, il Canton Ticino, la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Toscana, l'Umbria e parte del Lazio fino a Roma; siamo arrivati alle 15 e 15, abbiamo scaricato canotti, borse di vestiti, computer, televisori portatili, casse di birra e di vino, accessori per la pittura ed altri effetti personali in una manciata di minuti (con il significativo apporto di Valerio Mammone), poi siamo corsi  verso l'International FIFA Fan Fest di Piazza di Siena: in tempo per il fischio d'inizio di questa infinita sofferenza collettiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Per quanto si possa criticare certi attegiamenti dei commentatori tedeschi, la qualità del servizio erogato dalla nostra tv di stato è certamente più bassa; il raccomandato (non mi spiego altrimenti il rilievo dato alla sua posizione) Civoli e l'abbronzatissimo Bagni sono ormai la parodia dei loro rispettivi ruoli: non fanno che distrarre l'attenzione dello spettatore, deviandola dalla partita ai loro patetici siparietti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Per ben due volte Civoli ha incautamente dato per morta l'Italia, salvo rimangiarsi la parola dopo le segnature di Di Natale e Quagliarella: non è il massimo, per un telecronista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Nella giornata (per me) più lunga non c'è molto altro da raccontare: la Nuova Zelanda chiude la sua magnifica esperienza (contro di noi hanno giocato un calcio perfetto, in rapporto alle loro qualità) senza sconfitte, con appena due gol subiti e un punto in più di noi; il Giappone strapazza una Danimarca stanca, mostrando più vigore atletico e una eccezionale capacità nel battere i calci di punizione (il primo, calciato da Honda, ricorda quelli di CR9); l'Olanda recupera Robben (che ha preso un palo) e batte anche il Camerun, che si congeda dal mondiale con la terza sconfitta e la seconda rete di Eto'o.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Me ne vado a dormire osservando che si sono segnate le prime reti su pallonetto (Kopunek, Quagliarella) e oensando che domani, al mio risveglio, il cielo sarà un po' meno azzurro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Paraguay – Nuova Zelanda 0 – 0&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Slovacchia – Italia 3 – 2 [Vittek, Vittek, Di Natale, Kopunek, Quagliarella]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Camerun – Olanda [Van Persie, Eto'o, Huntelaar]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Danimarca – Giappone 1 – 3 [Honda, Endo, Thomasson, Okazaki]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-6191113505784516084?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/6191113505784516084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-giorno-piu-lungo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6191113505784516084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6191113505784516084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-giorno-piu-lungo.html' title='Il giorno più lungo'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-162599573411365616</id><published>2010-06-25T04:18:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T04:20:04.603-07:00</updated><title type='text'>Il miracolo di Berna</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Berna, mercoledì 23 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Notte&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il nostro viaggio è iniziato: fermatici a Friburgo per acquistare dei vini, Till e io abbiamo so&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;stato  in una &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: georgia;"&gt;Kneipe&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-family: georgia;"&gt; per mangiare un &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: georgia;"&gt;Flammkuchen&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-family: georgia;"&gt; e guardare il secondo tempo di Inghilterra – Slovenia, alternato alle fasi salienti dell'incontro fra statunitensi e l'Algeria. Nulla di eccezionale fino al 92°, quando il brutto anatroccolo Landon Donovan non ha regalato ai suoi successo e qualificazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Non ho realizzato subito che questo risultato, imprevedibile per i tempi in cui è maturato, ha dato agli USA addirittura il primo posto nel girone, sottratto a Capello &amp;amp; Co. Ciò significherà che una fra Inghilterra e Germania dovrà per forza di  cose uscire agli ottavi, mentre una fra Inghilterra e Ghana si ritroverà di sicuro ai quarti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La Germania ha battuto il Ghana con una splendida rete di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ö&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;zil, meritandosi il primo posto. I tedeschi hanno rischiato varie volte di prendere il gol, ma hanno mostrato anche di essere una squadra viva, che sa attaccare e che sa cavarsi d'impaccio nelle situazioni di difficoltà. Del resto, hanno preso un gol meno di noi (giocando una partita in più) e ne hanno segnati cinque. Noi per ora ne abbiamo segnati due, di cui uno su calcio di rigore. Vedremo cosa succederà domani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La combinazione di risultati venutisi a determinare nel corso dei secondi tempi era palesemente favorevole al Ghana; che ha continuato a macinare gioco, ma non so dire se volesse veramente provare a recuperare lo svantaggio, per trovarsi ad affrontare l'Inghilterra di Fabio Capello.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Diario breve e stringato, oggi: domani, all'alba, partiremo per provare a raggiungere Roma in tempo per vedere Slovacchia – Italia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Slovenia – Inghilterra 0 – 1 [Defoe]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Stati Uniti – Algeria 1 – 0 [Donovan]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Australia – Serbia 2 – 1 [Cahill, Holman, Pantelic]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ghana – Germania 0 – 1 [&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ö&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;zil]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-162599573411365616?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/162599573411365616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-miracolo-di-berna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/162599573411365616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/162599573411365616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-miracolo-di-berna.html' title='Il miracolo di Berna'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-1384970572424310300</id><published>2010-06-22T14:45:00.000-07:00</published><updated>2010-06-22T14:46:54.597-07:00</updated><title type='text'>Adieu les bleus</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, martedì 22 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 22.30&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo di calcio, la nazionale ospitante non supera la fase a gironi: va  detto che il Sudafrica, certo non una squadra di rango (ma di rango non erano neppure Giappone e Corea del Sud, che nel 2002 arrivarono entrambe alla fase a eliminazione diretta; i coreani raggiunsero addirittura le semifinali, al termine di un cammino accompagnato da polemiche e sospetti), è stata inserita in un girone molto difficile, per essere una testa di serie; paradossalmente l'avversario più duro, sulla carta (la Francia), è stato quello che ha opposto minor resistenza, l'unico che i Bafana Bafana siano riusciti a battere; se qualche rimpianto dev'esserci, riguarda certo la partita inaugurale, in cui i padroni di casa non sono riusciti ad amministrare il vantaggio; ad ogni modo, del girone passano il turno le squadre più forti, stando a ciò che si è visto in questi giorni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; In molti pensavano che l'incontro fra Uruguay e Messico si consumasse noiosamente fra due squadre desiderose solamente di pareggiare per accedere agli ottavi di finale; così non dev'essere stato (la tv tedesca si è collegata con Rustenburg solo per alcuni rapidi aggiornamenti e alle 18 ha trasmesso gli highlights), perché il Messico ha schierato una formazione protesa all'attacco e l'Uruguay, col tridente Cavani-Forlan-Suarez ha prodotto un buon numero di palle-gol, adando in vantaggio e portando a casa il risultato; va detto, a testimonianza di una partita “vera”, disputata con impegno da entrambi i contendenti, che il Messico aveva colpito una clamorosa traversa prima della rete  di Suarez.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Queste considerazioni non possono che accrescere il rammarico e la vergogna dei francesi, che si sentivano eliminati già prima di oggi (lo avevo detto) e che invece una possibilità di redenzione l'avrebbero avuta. Domenech ha cambiato nuovamente le carte in tavola, ripescando Gorcouff e dando a Cissé una maglia da titolare, al posto di colui che l'aveva mandato a farsi fottere (Anelka, tornato a casa); a conferma dello stato di evidente confusione mentale, il ct transalpino ha nuovamente lasciato in panchina Henry ad ammuffire di tristezza; Tierry non sarà più quello di qualche anno fa, la freccia dell'Arsenal che segnava valanghe di gol e che era imprendibile in progressione, ma è un attaccante esperto, dalla tecnica sopraffina, leader vero; può (anzi deve) stare in panchina nel Barcellona di Messi e Ibra, ma non in una Francia piccola piccola come quella di questa rassegna; Domenech, lo scaramantico Domenech, che mal vedeva Trezeguet per motivi astrologici, chissà cosa avrà pensato quando ha visto il rosso sventolato dall'arbitro in faccia proprio a Gorcouff; si sarà forse chiesto se per caso la  jella transalpina non passi dai “suoi”, di astri.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; L'espulsione (ingiusta) ha chiuso ogni discorso, facendo da preludio al raddoppio sudafricano e ai numerosi tentativi del secondo tempo di segnare la terza rete; nella ripresa, complice lo sbilanciamento dei padroni di casa alla ricerca della goleada che avrebbe loro concesso di superare in classifica il Messico, alla Francia è riuscito almeno di segnare il gol della bandiera (l'unico dei transalpini in questo mondiale).&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; La sua ultima partita in nazionale Diego Armando Maradona la giocò sedici anni fa contro la Grecia, durante i mondiali americani. Finì con un sontuoso 4 – 0 e Maradona segnò la sua ultima rete con la maglia &lt;i&gt;albiceleste&lt;/i&gt;: un'azione spettacolare, puro flipper applicato al calcio, e la corsa di Diego verso la telecamera, il suo grido rabbioso, come a dire: - Chi dice che sono finito? Sono ancora io il numero uno al mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Pochi giorni dopo l'esito di un controllo antidoping spense il sogno di Diego e il motore di quella macchina da gol impressionante si inceppò: l'Argentina fu eliminata agli ottavi di finale dalla Romania.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Una nuova vittoria sui greci, con Maradona ct, regala all'&lt;i&gt;albiceleste&lt;/i&gt; nuovi ottavi di finale, da giocarsi contro il Messico (come quattro anni fa). Con un bel turnover (fuori i marcatori delle prime due partite, Heinze e Higuain), l'Argentina è stata assai meno brillante, più lenta e prevedibile, in difficoltà nel tentativo di scardinare l'assetto difensivo iniziale della Grecia; assetto difensivo cui, col passare del tempo e l'evolversi di Nigeria – Corea, Otto Rehagel ha dovuto rinunciare, per tentare l'impresa (quasi) impossibile di battere il colosso argentino.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Un'occasione, a dir la verità, Samaras l'ha avuta, propiziata dal secondo grave errore di Demichelis (fattosi poi perdonare con la rete del vantaggio); Romero, completamente fuori posizione, non avrebbe avuto alcuna possibilità contro una conclusione nello specchio della porta.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Francamente non ho avuto l'impressione di un Milito snobbato da Maradona; di un Milito non a suo agio in questa squadra come nell'Inter sì; uscire senza aver segnato ed assistere all'apoteosi di Martin Palermo, che bagna l'esordio al Mundial con una rete, non dev'essere psicologicamente facile. La posizione di Milito, da questo incontro, non esce certo rafforzata.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Dopo il Sudafrica esce anche la Nigeria: paga le incertezze del proprio estremo difensore (anche oggi con la Corea) e la scarsa precisione (per non dire altro) sotto porta di Obafemi Martins, che ha sprecato due occasioni d'oro nel secondo tempo (incredbile la prima); la parte del leone, in questo torneo, continuano a farla le squadre sudamericane, che non hanno ancora perso; deludono le africane; fra le europee c'è un po' di tutto (dalla disfatta della Francia al punteggio pieno dell'Olanda).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Anche due anni fa i francesi furono eliminati al primo turno dell'Europeo: si trattava però di un girone davvero di ferro, con Olanda, Romania e Italia; l'umiliazione subita in questo mondiale, contro squadre che non aspirano certo al titolo finale, ricorda semmai quella patita nel 2002, allorquando i campioni d'Europa e del mondo lasciarono la competizione senza aver segnato nemmeno una rete.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Comunque vada, la Francia è già riuscita a fare peggio di noi: un solo punto (noi ne abbiamo già due), un solo gol fatto (noi ne abbiamo segnati già due), quattro subiti (noi ne abbiamo presi “soltanto” due, ma questo è un dato ancora provvisorio); se anche ci andasse male con la Slovacchia, potremo sempre dire che c'è di peggio. Lippi e Abete prendano nota.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; I due gol subiti dagli Azzurri sono la metà di quelli che ha subito la Francia, è vero, ma sono anche tanti quanti ne abbiamo presi quattro anni fa in Germania: allora, fra l'altro, si trattò di una clamorosa autorete di Zaccardo e di un (meraviglioso) rigore di Zidane, assegnato per un fallo molto dubbio su Malouda. Due reti in sette partite allora, due reti quest'anno; è un dato che dobbiamo cercare di mantenere inalterato, un numero cui attaccarci con le unghie e con i denti; il problema è che le unghie sono quelle di Marchetti (non di Buffon) e i denti, anzi la dentiera, quella di Cannavaro: non il fenomeno di Berlino, ma suo nonno gemello.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Dopo giorni di freddo, di vento e di pioggia, oggi abbiamo avutto una giornata di sole; la temperatura è ancora timidamente primaverile, mi riferisco alla primavera tedesca, ma la cosa non mi dispiace; domani Till Stellino ed io partiamo per Roma, un migliaio di chilometri da macinare con l'occhio attento agli orari, soste programmate ad hoc per seguire le partite della Germania (domani sera) e l'Italia (dopodomani pomeriggio): comunque vada, sarà una bella avventura. A Till, che oggi spegne trentatré candeline, dedico questa pagina di diario.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Francia – Sudafrica 1 – 2 [Khumalo, Mphela, Malouda]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Messico - Uruguay 0 – 1 [Suarez]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Grecia – Argentina 0 – 2 [Demichelis, Palermo]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Nigeria – Corea del Sud 2 – 2 [Uche, Jung, Park, Vakubu rig.]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-1384970572424310300?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/1384970572424310300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/adieu-les-bleus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1384970572424310300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1384970572424310300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/adieu-les-bleus.html' title='Adieu les bleus'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-5613783361997362128</id><published>2010-06-21T13:54:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T13:55:46.834-07:00</updated><title type='text'>Un gol per ogni santo</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, lunedì 21 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 22.50&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Chi un fantasista ce l'ha, uno in grado di fare la differenza in avanti e di cambiare il volto a &lt;span style="font-family: georgia;"&gt;qualsiasi partita, è il Portogallo. Cristiano Ronaldo è uno dei calciatori più incontenibili che ci siano al mondo; io lo preferivo alla vecchia maniera, quando giocava esterno, correndo senza sosta lungo la fascia (per lo più la destra), dribblando e crossando, tirando da lontano o saltando l'uomo per convergere verso la porta avversaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Negli ultimi anni la sua posizione si è andata accentrando, diventando qualcosa di simile a quella di un centravanti di ruolo; segna di più, perché si trova più spesso in posizione buona per esplodere il suo destro magnifico; rovescio della medaglia, l'onere di costruire spetta sempre di più ad altri ed è più difficile per lui liberarsi dalle marcature. CR7 è diventato CR9.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;CR9 era nella lista degli incompiuti della prima giornata, nella quale lo si era visto solo una volta (ciò non ostante era stato eletto &lt;i&gt;man of the match&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; dalla FIFA)&lt;/span&gt;, allorquando aveva colpito un clamoroso palo dalla distanza; oggi ho notato che non era mai fra i primi a festeggiare i marcatori portoghesi, non correva loro incontro per condividere una gioia collettiva; se ne stava in disparte, eroe solitario con la faccia imbronciata, bomber che non riesce a sbloccarsi; a un certo punto della ripresa dev'essersi rassegnato a tornare CR7, quello di una volta, e ha preso a divertirsi con gli assist: uno per Tiago (che ha segnato), uno per Meireles (conclusione di poco al lato). E ha preso a divertirsi sul serio: gli abbiamo rivisto il sorriso sul volto, compiaciuto delle gambe che girano, della prestazione maiuscola, delle speranze riaccese. Ha continuato a correre, a inventare, a provare a segnare, ma non come un'ossessione, un dovere, bensì come un divertimento e basta. Quando ha colpito il secondo legno di questo mondiale, sgrullando l'incrocio dei pali dalla pioggia che vi era caduta sopra, ha sorriso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Poi, all'ottantasettesimo minuto, ci riesce: tocco di punta sul portiere in uscita, che respinge il pallone più o meno a casaccio, verso l'alto; la sfera ricade sul dorso di CR9, che non se ne accorge; gli rimane però incollata alla schiena, gli rimbalza in testa e se la trova sul piede, con la porta spalancata e i difensori protesi in un inutile tentativo di recupero: è il 6 – 0.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Ronaldo è tornato.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La goleada contro una piccola squadra è la specialità di nazionali come il Portogallo (o la Spagna); quella di oggi, contrariamente a quanto accade solitamente, è anche molto utile, perché dà ai portoghesi un vantaggio rassicurante, in termini di differenza reti, sulla Costa d'Avorio. Ammesso che Ronaldo e compagni escano sconfitti dalla sfida al Brasile, gli ivoriani dovranno sommergere di reti la Corea, per sperare nella qualificazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La sceneggiata di Keita ha avuto talmente tanto successo da essere riproposta anche oggi, con qualche variante dovuta all'improvvisazione dei protagonisti; a farne le spese è stato Valon Behrami, che ha lasciato i suoi in dieci contro un Cile veloce quanto portato a sprecare le occasioni da gol. A ripensarci, l'errore dell'arbitro di ieri sera è veramente grave: non solo perché ha creduto a un'abile esercizio di finzione, quanto per aver ammonito Kaka. Mi spiego: in simili circostanze, se si vuol credere che Kaka abbia davvero colpito e atterrato Keita, lo si espelle con un rosso diretto; alternativamente, non si espelle Kaka e magari si ammonisce Keita per simulazione. Il giallo a Kaka (già ammonito) non ha alcun senso, è la classica scelta pavida con cui si sbaglia sempre.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Senza l'espulsione di Behrami, siamo alle solite, non so se il Cile avrebbe avuto la meglio sulla Svizzera; che una buona difesa l'aveva già prima che arrivasse Hitzfeld, se è vero che quattro anni fa, in Germania, non prese neppure un gol: vinse il girone di cui era testa di serie la Francia (che si classificò seconda) e poi fu eliminata dall'Ucraina, ai calci di rigore, dopo un tiratissimo 0 – 0. Da oggi la difesa Svizzera vanta un nuovo record (strappato all'Italia): 558 minuti di inviolabilità della propria porta durante le fasi finali dei Mondiali. Chapeau.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Una giornata storta. A nient'altro si deve attribuire il passo falso della Spagna all'esordio. Questa era la ragionevole spiegazione di Ulisse, il mio affezionato commentatore, e di molti altri. È una spiegazione che trova un perfetto riscontro nella convincente prestazione odierna, che non ha lasciato alcuno scampo all'Honduras. Questo tuttavia non contrasta con la considerazione che spesso, agli spagnoli, sono capitate singole partite storte, a volte mezze partite, che sono risultate fatali; quattro anni fa, in vantaggio sulla Francia, si fecero rimontare da un incontenibile Ribery; l'anno scorso, superfavoriti nella Confederation Cup, persero clamorsamente la semifinale contro gli USA. Si giocasse sulla lunga distanza, in un girone all'italiana, la Spagna lo vincerebbe a mani basse; ma qui bisogna stare attenti, perché anche una singola giornata storta, quanto più si va avanti, diventa fatale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;D'altronde, pur dopo la vittoria di stasera, la qualificazione è ancora tutta da conquistare, battendo il Cile nella terza partita; i sudamericani, che potrebbero essere raggiunti anche dalla Svizzera, venderanno cara la pelle.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Sul piano del gioco, la Spagna di oggi ha convinto in pieno; cercando il pelo nell'uovo, diciamo che avrebbero potuto vincere con un margine più ampio; la differenza reti, tuttavia, non sarà decisiva come potrebbe esserlo per il Portogallo, perché vincendo gli spagnoli scavalcheranno comunque il Cile. Per il resto: difesa sicura, Casillas mai impegnato, Villa sugli scudi; sulla tre quarti sinistra, la sua posizione ideale, il numero sette è stato davvero troppo forte per Mendoza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Inutile, nell'Honduras, sostituire Pavon con Suazo: l'attaccante del Genoa, che non è più quello di Cagliari, non ha mai impensierito Casillas, un po' per pochezza della sua squadra, un po' per scarse ispirazione e forma personali. Suazo, del resto (quello di Cagliari), era un giocatore che andava lanciato in velocità, caratteristica nella quale si dice che fosse pressoché ineguagliato; per la precisione, uno che gli tenesse testa nella corsa c'era, proprio a Cagliari, ed era un suo compagno di squadra: Edgar Alvarez, pure lui honduregno, pure lui convocato per questo mondiale.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Con oggi finisce la seconda giornata della fase a gironi: tutte le squadre hanno disputato due partite e da domani fino a venerdì si disputeranno quattro incontri quotidiani, che emetteranno tutti i verdetti; due sono le squadre già qualificate agli ottavi, Olanda e Brasile (a punteggio pieno), mentre per tre formazioni gli ottavi non sono più alla portata: Camerun (sorpresa negativa), Corea del Nord e Honduras; in cinque degli otto gironi tutte e quattro le squadre hanno ancora la possibilità di qualificarsi, almeno sulla carta: ciò lascia presupporre quattro giorni di forti emozioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;42 reti in 16 partite risollevano un po' il morale, dopo le 25 del primo turno; la media sale da  1,5 a 2,6 gol a partita, che è superiore a quella (calcolata sulla somma di tutti gli incontri) di Germania 2006 (2,3); merito anche del risveglio dei bomber, quelli di professione (Higuain, Forlan, Fabiano, Villa) e quelli d'occasione (Tiago), autori di triplette (Higualin) e doppiette (gli altri). Fra gli altri, si sono sbloccati Donovan, Sneijder, Ronaldo e Villa, i cui gol erano attesi e sono sicuramente graditi; la rete più bella è quella di Villa che ha dato alla Spagna il vantaggio sull'Honduras; Villa è anche il secondo a sbagliare un rigore, dopo Podolski.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La squadra che mi ha convinto maggiormente, fino a questo punto, è l'Argentina; quelle più deludenti la Francia, l'Inghilterra e l'Italia (Lippi e Capello, rispetto a Domenech, hanno ancora il destino nelle proprie mani); la Costa d'Avorio, fra le migliori squadre africane, ha avuto la cattiva sorte di trovarsi in un girone di ferro; quel calcio d'angolo, allo scadere della partita col Portogallo, avrebbe davvero dovuto provare a trasformarlo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La morte di Josè Saramago, avvenuta pochi giorni fa, è stata accompagnata da speciose polemiche; le ha alimentate, sia detto con chiarezza, un articolo apparso sull'Osservatore Romano nel quale era passata al setaccio la &lt;i&gt;Weltanschauung&lt;/i&gt; dello scrittore portoghese, con abbondanti riferimenti al suo ateismo e al suo materialismo; curiosamente, mancava ogni riferimento alla qualità letteraria (che pure poteva essere contestata, in linea di principio) di quello che sarà ricordato come uno scrittore e non certo come un teologo o un filosofo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La morte di una persona non deve certo indurre a una falsa stima postuma, ma negare al Premio Nobel per la letteratura il diritto di essere giudicato per la qualità di ciò che ha scritto significa strumentalizzare la circostanza per fare ciò in cui la Chiesa è maestra: apostolato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Avrei avuto piacere, ma era pura utopia, che CR9 &amp;amp; Co., la nazionale del cattolicissimo Portogallo, rendesse omaggio col lutto al braccio alla memoria di un grande connazionale. Così non è stato; nemmeno la dedica di uno dei sette gol (magari per controbilanciare l'iniziativa eversiva si sarebbe potuto dedicare gli altri sei ad altrettanti santi del calendario) rifilati alla Corea del Nord. Come dicevo, pura utopia.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Portogallo – Corea del Nord 7 – 0 [Meireles, Simao, Almeida, Tiago, Liedson Ronaldo, Tiago]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Cile – Svizzera 1 – 0 [Gonzalez]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Spagna – Honduras [Villa, Villa]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-5613783361997362128?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/5613783361997362128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/un-gol-per-ogni-santo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5613783361997362128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5613783361997362128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/un-gol-per-ogni-santo.html' title='Un gol per ogni santo'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-1960437498763576278</id><published>2010-06-20T14:20:00.000-07:00</published><updated>2010-06-20T14:22:11.617-07:00</updated><title type='text'>Il gol di Fabiano mettiamolo ai voti</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, domenica 20 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 11.49&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Non ricordo un giugno così freddo; come se fosse legata al Sudafrica da un inspiegabile vincolo di solidarietà, la Germania sta vivendo un secondo inverno proprio quando dovrebbe arrivare l'estate. I telegiornali mettono in guardia chi ha pianificato di vedere le partite in &lt;i&gt;public viewing&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; sul rischio di venire sorpresi da acquazzoni; con questo tempo e soprattutto con questa temperatura, la  voglia di stare in balcone o di organizzare una grigliata sul fiume è poca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; I mondiali li si guarda in casa, con una buona birra in mano; meglio sceglierne una corposa, con la schiuma che sembra panna e un sapore pastoso, di cereali fermentati, una di quelle birre che si bevono provando una sensazione analoga a quella che dà il pane appena sfornato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Per motivi di sonno, più che altro,  ho tralasciato ieri ogni commento sul pareggio tra Australia e Ghana; partita su cui da dire c'è poco, oltre al fatto che l'Australia (in 10) ha perfino sfiorato il colpaccio e che il Ghana ha perso una ghiotta occasione; ora si giocherà la qualificazione contro la Germania, sapendo benissimo che, qualora dovesse perdere, dovrà probabilmente salutare la competizione. Al Ghana, però, basterebbe anche un pareggio, mentre alla Germania servirà una vittoria; tutto questo sempre considerando scontato il successo della Serbia sugli australiani, che avevo già dato per battuti col Ghana.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;La Francia è a pezzi, nel senso che i pezzi li perde; Anelka, che ha mandato a farsi fottere il ct Domenech, apostrofandolo come figlio di madre ignota e rifiutando di presentare pubbliche scuse, è stato allontanato dal ritiro dei galletti e chiude la propria carriera mondiale; quantunque non mi schieri dalla parte di Anelka, credo che il suo sfogo sia il sintomo più evidente di una situazione di malcontento e spaccatura che corrode l'ambiente francese da molto tempo; male fecero i dirigenti della federazione transalpina a non congedare l'allenatore dopo il disastroso europeo austrosvizzero; male fece la squadra, all'interno della quale da molto tempo serpeggiava lo scetticismo nei confronti del ct, a non chiederne ufficialmente l'esonero; i “senatori”, Henry in testa, avrebbero dovuto rifiutare in blocco le convocazioni, esigendo un cambo di allenatore diventato impellente; hanno scelto, piuttosto, di combattere come “clan” contro le nuove leve (Gorcouff), quelle a cui il successore dovrà per forza di cose affidare le sorti di una nazionale allo sbando, alla fine di un ciclo glorioso che doveva considerarsi concluso già quattro anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Colpisce come, ad eliminazione non ancora avvenuta, i francesi (Malouda, Domenech stesso) parlino già di “salvare l'onore”, con riferimento alla partita in cui affronteranno i Bafana Bafana. Curiosamente, questo atteggiamento è assai diverso da quello dei padroni di casa, che si trovano con gli stessi punti e con una differenza reti peggiore.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Se Parigi piange, Roma non ride: un'Italia sconcertante ha pareggiato la seconda partita di fila e l'avversario di oggi non concede attenuanti, perché si tratta della Nuova Zelanda; una squadra che avevamo più volte inseguito, per poi batterla, già un anno fa, prima della Confederation Cup, e che oggi condivide con noi il secondo posto nel girone.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; L'Italia è sconcertante perché non produce gioco, senza che ciò offra garanzie di una difesa migliore; è vero, come dice Lippi, che i neozelandesi sono andati in vantaggio alla prima occasione; ci aggiungo anche che il loro gol è stato viziato da un fuorigioco. Resta il fatto che l'abbiamo subito su calcio piazzato e in gioco aereo, le uniche due carte che potevano giocare i nostri avversari, le uniche cose su cui divevamo stare davvero attenti. Siamo già al secoldo gol subito in questo modo, dopo quello del Paraguay.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; La pochezza del gioco offensivo dell'Italia fa rabbia, perché è indice di scarsa mentalità, oltre che di mediocrità tecnica; fra la rete neozelandese e il nostro pareggio abbiamo attaccato, prodotto occasioni, messo in difficiltà gli avversari e li abbiamo indotti a concederci un rigore; dopo la trasformazione (perfetta) del quale mi sarei aspettato un secondo tempo a spron battuto, un tiro al bersaglio contro la porta di Paston.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Del portiere neozelandese, nel secoondo tempo, si ricorderanno due bei voli compiuti per parare le conclusioni da fuori area di Montolivo (che ha colpito anche un palo, nel primo tempo) e Camoranesi. Per il resto, poco o nulla: Lippi ha ruotato la rosa degli attaccanti, inserendo in corsa Di Natale e Pazzini, ma ciò che mancava era una squadra dietro, in grado di fare arrivare loro palle giocabili. Il Pirlo e il Totti (o Del Piero) di quattro anni fa, per intenderci.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Un po' di fantasia ci avrebbe fatto comodo; Lippi dice che a casa non ha lasciato nessun campione, né potrebbe dire altrimenti, in questo frangente. Però un Cassano, un Balotelli e un Rossi (Giuseppe), secondo me, sarebbero state alternative migliori, perché hanno caratteristiche tecniche e tattiche che a questa Italia mancano; a tale proposito, visto che il nostro gioco ci ha permesso di concludere solo da fuori, mi chiedo come mai non sia entrato almeno Quagliarella.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Di Natale, l'ho già detto, non ha lo spessore internazionale che si richiede ai partecipanti di un mondiale; nel tridente di Lippi, inoltre, è stato costretto a una posizione defilata che ne ha pensalizzato le virtù realizzative: nel nulla del gioco dell'Italia, non è stato mai servito in modo decente.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; La vittoria del Paraguay è stata impeccabile: la Slovacchia è stata disinnescata scientificamente, impedendo ai due uomini più pericolosi (Hamsik e Weiss) di servire Wittek e di andare al tiro; il risultato non è stato mai in discussione. Se oggi l'Italia non si fosse resa indifendibile, si sarebbe quasi tentati  di riabilitane l'esordio; cercando un'improbabile difesa nella cabala, Lippi ricorda che nell' '82 ci qualificammo al secondo turno con tre pareggi, ma ho la netta sensazione che per raggiungere gli ottavi, questa volta, almeno un incontro dovremo vincerlo; il che significherà migliorare almeno in attacco o in difesa, meglio sarebbe farlo in entrambe le fasi di gioco.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Volendo essere ottimisti, diciamo che è probabile chiudere il girone al secondo posto, il che significherebbe incontrare l'Olanda agli ottavi di finale: se ci arriveremo, sarà la prova del nove.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Brasile – Costa d'Avorio è stata rovinata dalle scorrettezze; gli ivoriani hanno giocato duro e non avrebbero meritato di chiudere la partita in undici; al contrario, è stato espulso Kaka, che ha ricevuto il secondo giallo dopo la sceneggiata ignobile di Keita; ormai va di moda: il gioco è fermo, c'è un lieve contatto fra te e l'avversario (contatto che magari sei proprio tu a cercare); tu ti lasci cadere, ti copri il volto con le mani e lanci un grido di dolore come se ti avessero sparato. Lo fece Rivaldo contro la Turchia (dopo una pallonata), capita regolarmente nel nostro campionato e la prassi viene imitata nelle serie minori, nel calcio a cinque (l'ho visto fare in serie D a un mio ex compagno di squadra), nelle partite dei ragazzini. Nelson Dida, in una partita di Champions League contro il Celtic Glasgow, ha proposto la variante in cui il colpo ricevuto è il buffetto di un tifoso, entrato in campo per sfotterlo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Mentre rivedo le immagini, realizzo quanto siano stati duri nelle entrate gli africani: Bastos ha rischiato, Elano ha lasciato il campo in barella, poco dopo aver segnato il suo secondo gol in questi mondiali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; A giocare con animo sereno non aveva certo contribuito la seconda rete di Luis Fabiano, viziata da ben due falli di mano consecutivi: se non un record, quasi. “Dettagli” a parte, il movimento e i sombreri con cui il centravanti brasiliano si è fatto strada per scaricare un bel sinistro in rete sono da guardare e riguardare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Tutto ciò che ho appena menzionato pesa sulla coscienza della terna arbitrale: il raddoppio del Brasile, il gioco duro non sanzionato, il secondo giallo a Kaka. Già, Kaka: lo straordinario giocatore del Milan, progressivamente appannatosi in Spagna, è riapparso in occasione della rete di Elano, quando ha accelerato sulla sinistra fino alla linea di fondo, per servire un assist magnifico al compagno di squadra; l'espulsione ce lo restituirà agli ottavi, quando il suo contributo sarà davvero necessario.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Si critica Dunga per il gioco poco spettacolare, ma a me pare abbastanza efficace; vista contro il Portogallo, la Costa d'Avorio non era sembrata un avversario malleabile, ma i brasiliani l'hanno dominata schiacciandola nella propria metà campo, facendo circolare la palla a una velocità decisamente maggiore rispetto all'esordio contro la Corea e verticalizzando l'azione. Solidità, concretezza, tecnica, idee. Signore e signori, questo è Dunga.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; L'alto numero di telecamere e le moderne tecnologie di ripresa, che consentono &lt;i&gt;slow motion&lt;/i&gt; di rara bellezza e definizione, gettano una luce inedita su episodi che un tempo restavano sul rettangolo di gioco, trattenuti solo dalla memoria di chi ne era protagonista; la violenza delle entrate a gamba tesa, i tacchetti che affondano su polpacci, caviglie, calcagni, le articolazioni che scricchiolano, si piegano assecondando il colpo, i muscoli di facciali che reagiscono all'impulso del dolore: tutto è amplificato, moltiplicato, consegnato ai libri di storia. Tutto è più evidente e niente sarà dimenticato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Potrebbe esserci anche questa fra le ragioni per cui questo mondiale mi sembra particolarmente duro: vedo tante di queste immagini, di calciatori che aggrediscono pallone e gambe avversarie con la suola tacchettata dei loro scarpini. Provo dolore per le vittime e soddisfazione ogni qual volta vedo certi interventi puniti col cartellino rosso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Le telecamere fanno vedere anche qualcosa di più insolito: Lannoy che chiede a Luis Fabiano, dopo il raddoppio, se per caso abbia toccato il pallone con la mano; Fabiano, una mimica da atto&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;re  consumato, finge di cadere dalle nuvole: - Chi, io? Quando mai...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; È abbastanza sconcertante che un aribtro internazionale, durante una partita dei mondiali, non veda un fallo di mano (o meglio: lo veda e abbia dubbi) e chieda ragguagli al presunto autore; a questo punto avrebbe dovuto chiedere conferma della buona fede di Fabiano a un avversario, che avrebbe senza dubbio denunciato la scorrettezza; che fare, quindi? Metterlo ai voti, magari; votano i ventidue in campo; in caso di parità si estende il suffragio alla panchina, poi allo staff presente a bordo campo ed eventualmente al pubblico sugli spalti (cominciando dalla tribuna d'onore); infine, qualora perdurasse la parità, si potrebbe  risolvere tutto col televoto, un euro per la chiamata da linea fissa, mobile o sms. Venti centesimi del quale potrebbero essere destinati a qualche progetto per lo sviluppo di tutte le zone più depresse del Sudafrica, quelle in cui non ci sono stadi, partite, bandiere e &lt;i&gt;vuvuzelas&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Slovacchia – Paraguay 0 – 2 [Vera, Riveros]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Italia – Nuova Zelanda 1 – 1 [Smeltz, Iaquinta rig.]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Brasile – Costa d'Avorio 3 – 1 [L. Fabiano, L. Fabiano, Elano, Drogba]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-1960437498763576278?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/1960437498763576278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-gol-di-fabiano-mettiamolo-ai-voti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1960437498763576278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/1960437498763576278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/il-gol-di-fabiano-mettiamolo-ai-voti.html' title='Il gol di Fabiano mettiamolo ai voti'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-3821123109891127990</id><published>2010-06-19T15:55:00.000-07:00</published><updated>2010-06-19T15:56:37.110-07:00</updated><title type='text'>L'insopportabile fortuna degli italiani</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, sabato 19 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 22.30&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Dopo la vittoria dell'Olanda sul Giappone un fatto era certo: la giornata di oggi avrebbe emesso il primo verdetto del Mondiale. A decidere “quale” sono state il Camerun e la Danimarca, protagoniste di uno scontro per la sopravvivenza a tratti esaltante. Un eventuale pareggio fra le due a&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;vrebbe determinato l'automatico passaggio dell'Olanda agli ottavi; una vittoria del Camerun avrebbe estromesso i danesi dalla competizione; il successo di questi ultimi, invece, oltre ad eliminare i leoni d'Africa, garantisce il primato nel girone all'Olanda con una partita d'anticipo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La prima squadra eliminata, dunque, è africana; questo dispiacerà un po' a tutti, danesi a parte; viene eliminata, fra l'altro, una nazionale che, in passato, è stata protagonista di episodi significativi. Correva l'anno 1990 e allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano si giocava la partita inaugurale della rassegna; in campo l'Argentina di Maradona (fino al 2002 la partita inaugurale l'hanno sempre disputata i campioni in carica, dal 2006 la squadra ospitante) contro i Leoni Indomabili, vittima predestinata; sulla carta, perché con un poderoso  stacco di testa, Omam-Biyik trafisse l'incerto Pumpido e incrinò le certezze degli argentini. La rete, inattesa valse il successo al Camerun, che sorprese tutti raggiungendo i quarti di finale, dove fu eliminato dall'Inghilterra al termine dell'incontro più bello di quell'edizione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Nessuna squadra africana era mai andata così avanti e quel record è tutt'ora imbattuto; lo ha eguagliato il Senegal nel 2002, eliminato ai quarti dalla Turchia (ai supplementari). Il Camerun del 1990 aveva  in squadra anche Roger Milla, centravanti trenottenne che segnò quattro reti e fu tra i grandi protagonisti di quell'edizione; quattro anni più tardi lo stesso Milla scese in campo contro il Brasile, diventando il più vecchio calciatore ad aver giocato nella fase finale di una Coppa del Mondo (se in quella partita fosse sceso in campo anche Ronaldo, ci arebbe stato anche l'esordio del calciatore più giovane in assoluto).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Roger Milla e Thomas N'Kono, portiere di quel Camerun, facevano pare anche della selezione che affrontò e pareggiò contro l'Italia nel 1982, uno dei tre pareggi nel girone eliminatorio che scatenarono la stampa contro gli Azzurri; pareggi che ci permisero tuttavia di andare avanti, di crescere partita dopo partita e di andare a vincere la finale contro la Germania.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Insomma, col Camerun se ne va un pezzo di storia, oltre che un pezzo d'Africa; se ne va anche un pezzo dei miei pronostici, dato che avevo accreditato la squadra di Eto'o di una clamorosa semifinale e l'attaccante dell'Inter del titolo di capocannoniere.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Imperdonabile, per il Camerun, è stata soprattutto la sconfitta contro il Giappone; la Danimarca, questa sera, ha mostrato lacune difensive come nella partita d'esordio (imperdonabile l'errore di Poulsen che ha permesso ad Eto'o di segnare il momentaneo 1 – 0 per i  camerunensi), ma anche una straordinaria facilità di andare in contropiede; abbozzi di ciò che oggi è risultato l'arma vincente, se ne erano visti già contro l'Olanda.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Rommedhal non è più un ragazzino (come molti suoi compagni di squadra), ma sulla fascia destra è stato l'arma in più per mettere in crisi la difesa del Camerun; da un attaccante navigato come Tomasson mi sarei aspettato maggiore freddezza in un paio di circostanze, che hanno mantenuto la partita aperta fino all'ultimo minuto; a Eto'o non si può muovere nessun appunto: una rete e un palo, qualità e sfortuna. Lui non tradisce quasi mai.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;A giocarsi ill secondo posto nel girone, dietro a un'Olanda più concreta che bella (questa è una novità), saranno proprio la Danimarca e il Giappone, entrambe a tre punti. Al Giappone basterebbe anche il pareggio, per la miglior differenza reti. Qualora dovesse passare il turno e lo facesse andando in testa al girone, sarà l'Italia ad affrontare una di queste due squadre; io tiferò per il Giappone, sia per naturale simpatia, sia perché ritengo i danesi avversari più duri per una nazionale come la nostra.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Naturalmente agli ottavi dovremo arrivarci con le nostre forze; domani affrontiamo la Nuova Zelanda, che abbiamo già battuto un anno fa durante la preparazione alla disastrosa Confederation Cup; non fu una prestazione esaltante, come esaltante non era quella versione della nazionale lippiana. Domani affronteremo una squadra debole in assoluto, che ha nei colpi di testa la sua arma migliore: Marchetti, Cannavaro, Chiellini &amp;amp; Co. sono avvisati.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;È più che probabile che qui in Germania il tifo sarà indirizzato verso i neozelandesi, un po' perché più deboli e quindi più simpatici, molto perché ci vogliono fuori dal Mondiale. Su internet circola il video di una canzoncina il cui ritornello recita: - Non ci importa nulla di chi vincerà la coppa, purché non sia nuovamente l'Italia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Fra le insinuazioni avanzate dal telecronista di RTL, durante il match contro il Paraguay, c'è che siamo una squadra fortunata, che gioca male ma alla fine se la cava molto spesso. È vero che spesso giochiamo in modo poco convincente, soprattutto durante le prime partite di una competizione, ma sul fatto che siamo fortunati ho molto, moltissimo da obiettare. Negli ultimi vent'anni ci siamo sempre qualificati per la fase finale delle competizioni a cui abbiamo partecipato, tranne gli Europei del 1992: allora fu un palo di Rizzitelli, colpito nel gelo di Mosca, a negarci la qualificazione; un palo, quando sei tu a colpirlo, non è esattamente una benedizione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Fra il 1990 e il 2002, nessuna squadra ci ha eliminato dai mondiali battendoci nei novanta minuti regolamentari: siamo usciti tre volte consecutivamente ai rigori (1990, 1994 e 1998) più una volta al golden gol (2002); considerando anche gli Europei, oltre a due deludenti eliminazioni al primo turno (1996 e 2004) vanno ricordate l'incredibile finale del 2000, pareggiata da Wiltord allo scadere del 90° e decisa da un gran golden gol di Trezeguet, e i quarti di finale del 2008, persi ai rigori contro la Francia. in entrambe le circostanze, a sudare le sette camicie per batterci furono due squadre fortissime, che si aggiudicarono il torneo. Fortuna?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Poco prima del gol di Grosso, nella semifinale del 2006, l'Italia aveva colpito due volte i legni della porta difesa da Lehmann, una con Gilardino e una con Zambrotta; più la traversa di Toni in finale fa tre, tre legni che avrebbero potuto negarci la conquista del trofeo. Fortuna?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Ma forse i tedeschi, quando parlano della fortuna italiana, si riferiscono alla benevolenza degli arbitri nei nostri confronti; dev'essere così, non c'è altra spiegazione. Nel 1994, infatti, Brizio Carter (mi pare che si chiamasse così) espulse Zola senza apparente spiegazione, durante l'ottavo di finale col Messico; Zola prese ben due giornate e il suo torneo finì lì.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;2002, ancora una volta ottavi di finale: fu espulso un altra volta il nostro fantasista, stavolta Francesco Totti; ancora una volta ingiustamente, da uno dei peggiori arbitri che la storia dei mondiali ricordi: Byron Moreno (stavolta del nome sono sicuro); il quale annullò anche un golden gol regolare a Tommasi, prolungando il match fino a quello, definitivo, di Ahn. Quattro anni più tardi, sempre gli ottavi di finale: fu espulso Materazzi, ancora una volta una decisione più che discutibile; giocammo in dieci per quasi un tempo contro l'Australia di Hiddink (che quattro anni prima allenava la Corea del Sud). In finale Helizondo concesse alla Francia un rigore per un presunto atterramento di Malouda, altra scelta discutibile. Fortuna?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Lo stesso Helizondo, si dirà, mostrò anche un cartellino rosso a Zidane, che concluse il mondiale e la carriera nel peggiore dei modi, senza poter partecipare alla sfida dei tiri di rigore. Si polemizzò dicendo che fu il quarto uomo, via radio, a comunicare il fattaccio a Helizondo e questo fu usato come pretesto per una polemica. Non credo che si possa in alcun modo difendere Zidane, autore di un gesto sconsiderato, né tanto meno l'arbitro, che lo ha doverosamente sanzionato. Sugli strascichi di questo episodio ci sarebbe molto da dire: probabilmente lo farò fra qualche giorno, approfittando delle pause fra i turni della fase a eliminazione diretta.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Una cosa che ci attribuiscono i tedeschi fu la squalifica di Thorsten Frings, che non poté giocare la semifinale contro di noi; al termine del quarto di finale contro l'Argentina, ill loro Gattuso mollò un pugno a Julio Cruz, episodio che la FIFA sanzionò dopo che la RAI lo ripropose; RAI o non RAI, Frings la squalifica la meritava ed è nei compiti di un bravo giornalista scovare ciò che agli altri è sfuggito. Nel 2004 Francesco Totti fu squalificato per aver sputato a Poulsen, dopo che una tv scandinava diede rilievo alla cosa; nessuno puntò l'indice contro la tv danese, la nazionale danese, il popolo danese, ma tutti condannarono, come era giusto, il gesto di Totti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Certamente si ricorda ciò che si vuole e la mia non è che una selezione fatta per smontare un teorema; ma io, che mi ritengo persona abbastanza obiettiva e di memoria calcistica piuttosto buona, ricordo anche gli episodi in cui le decisioni dell'arbitro ci hanno favorito: per compiere il percorso a ritroso, il rigore concesso contro l'Australia, all'ultimo minuto degli ottavi di finale di Germania 2006; lo dico onestamente: fu un regalo. Ma quale sarebbe stato il risultato, a quel punto della gara, se avessimo potuto affrontare i &lt;i&gt;socceroos&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; in undici?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A questo proposito, ai tedeschi bisognerebbe ricordare che hanno vinto una finale, nel '90, grazie a un rigore inesistente fischiato dall'arbitro a pochi minuti dalla fine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Daniele De Rossi, due anni fa, segnò una punizione alla Francia con la complicità di una deviazione della barriera transalpina: fu una rete importante e fortunosa; fu importante e fortunosa la rete che segnò Voeller contro la Jugoslavia, a Italia '90; fu fortunosa e decisiva quella che segnò Oliver Bierhoff nella finale europea del 1996, contro la Repubblica Ceca: addirittura un golden gol.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il palo, che svariate volte ci fu ostile (vedi sopra), graziò Pagliuca durante la finale di Pasadena, nel '94; a proposito di legni, va ricordato che ieri la Germania ha colpito una traversa nel primo tempo; per onestà di giudizio, però, va detto che ben due ne ha presi la Serbia durante la ripresa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Di questo passo non si va va molto lontano. Potremmo far l'alba, accompagnati da buone birre tedesche, a ricordare questo e quell'episodio, senza necessariamente aggiungere nulla di significativo a quanto già detto; magari sulla questione torneremo un'altra volta, a mente lucida.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Io, che di solito non amo la stampa sportiva italiana, ho apprezzato i toni che hanno accompagnato la vigilia dell'esordio azzurro. I giornali, orgogliosamente, ricordavano che la nostra nazionale, sistematicamente bistrattata, detiene la coppa del mondo. Di fronte a un ambiente che ci tratta, nella migliore delle ipotesi, con indifferenza, era giusto ribadire le gerarchie. Legittimo tirar fuori dall'archivio le immagini, nemmeno troppo sbiadite, di Cannavaro che solleva la Coppa Fifa al cielo di Berlino. Ha ragione, Lippi, quando dice che gli dà fastidio non essere considerato tra i favoriti per la conquista del titolo. Nel novero delle pretendenti, dovremmo essere inseriti d'ufficio, come detentori, e per tradizione, perché l'Italia può anche non vincere, ma batterla è difficilissimo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ghana e Australia hanno pareggiato, Anelka ha lasciato il ritiro della Francia, Antonio Cassano si è sposato ed è morto Josè Saramago: di questo, non me ne voglia nessuno, parleremo un'altra volta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Olanda – Giappone 1 – 0 [Sneijder]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ghana – Australia [Holman, Gyan rig.]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Camerun – Danimarca 1 – 2 [Eto'o, Bendtner, Rommedahl]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-3821123109891127990?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/3821123109891127990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/linsopportabile-fortuna-degli-italiani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3821123109891127990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3821123109891127990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/linsopportabile-fortuna-degli-italiani.html' title='L&apos;insopportabile fortuna degli italiani'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-6679503924081341240</id><published>2010-06-18T17:02:00.000-07:00</published><updated>2010-06-18T17:04:05.716-07:00</updated><title type='text'>La perfetta "public viewing"</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Stazione di Heidelberg, treno per Darmstad-Francoforte, venerdì 18 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.23&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Ho visto tutte le partite alla tv tedesca e fino a ieri ho avuto l'impressione che ci fosse una strana supponenza, una superbia che non si addice a questo popolo, calcisticamente parlando. Un atteggiamento, semmai, da inglesi, che infatti non vincono nulla dal 1966, e anche su quella finale ci sarebbe molto da dire. Dopo il 4 – 0 rifilato all'Australia (Australia, non Argentina) tutti i commentatori hannno preso ad usare la prestazione tedesca come pietra di paragone per valutare quelle degli altri, con ovvi risultati: nessuno ha avuto un debutto migliore; nessuno ha segnato più di due reti; nessuno ha vinto con più di due gol di scarto; nessuno ha mostrato trame di gioco cos&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;ì pulite, precise ed efficaci. Il telecronista di Brasile – Corea del Nord ha più volte messo a confronto il gioco prevedibile e lento della squadra di Dunga con quello scintillante e dinamico espresso dai ragazzi di L&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman, serif;" &gt;ö&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman, serif;" &gt;w&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;. Della rancorosa telecronaca di Italia – Paraguay abbiamo già detto abbastanza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; La nazionale tedesca piace molto anche a me, ma  non ho mai pensato che se ne potesse trarre un giudizio completo dopo una sola partita, dominata contro un avversario mediocre. La sconfitta con la Serbia riporta sulla Terra quelli che erano stati pompati come se fossero Übermenschen; questo potrebbe essere un aspetto molto positivo, se l'ambiente ne saprà trarre le giuste indicazioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Ovviamente a me è dato di vedere ciò che dicono i mass media e di incrociare questi dati con le mille voci del web e con ciò che esprime chi incontro per strada; non è assolutamente detto che le stesse attitudini si possano estendere anche ad allenatore e calciatori, ma il rischio di esserne travolti c'è; difficilmente una squadra è impermeabile alle voci che circolano su di essa; difficilmente il peso di un popolo che vuole la finale al punto da sentirsela già addosso può lasciare indifferenti; difficilmente dopo un esordio brillante fra tanti altri in sordina si può scacciare il batterio del facile ottimismo. Difficilmente tutti questi fattori giocano a favore di chi ne è coinvolto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; La sconfitta contro la Serbia non pregiudica né ridimensiona nulla, ma ristabilisce il senso delle proporzioni; auguriamoci che anche i giornalisti sportivi, da queste parti, abbassino il tono dei loro tracotanti commenti. Che i serbi fossero avversari duri da battere era cosa prevedibile; hanno tecnica, agonismo, malizia e di sicuro oggi avevano anche rabbia, per molte ragioni; questo non fa che rendere onore al merito dei tedeschi, che hanno provato provato a pareggiare in inferiorità numerica, andandoci più volte vicini, sia nel primo sia nel secondo tempo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Decisivi sono stati l'espulsione di Klose (ingenua, due falli che forse non erano tattici ma sembravano tali, uno uguale all'altro) e il gol di Jovanovic, arrivato prima che Löw potesse registrare il nuovo assetto della squadra (va detto però che non era stato espulso un difensore, bensì il centravanti).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Paradossalmente, in fase offensiva la Germania ha prodotto più gioco in dieci che in undici: una traversa nel primo tempo, svariate occasioni nella ripresa, più un calcio di rigore fallito da Podolski. Il fallo di mano di Vidic è incredibilmente simile a  quello commesso da Kuzmanovic nella partita col Ghana, costato la sconfitta ai suoi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Contro il Ghana, i tedeschi giocheranno una finale: dovessero anche solo pareggiare, è probabile (dico questo ipotizzando la vittoria degli africani sull'Australia, domani) che verrebbero superati dalla Serbia, alla quale fra l'altro basterebbe arrivare a pari punti.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Se posso esprimere commenti e opinioni compiute su Germania – Serbia, lo devo solo alla straordinaria dimestichezza del mio amico Till Stellino con l'alta tecnologia in genere, in particolar modo quella audiovisiva. C'è un'espessione inglese, coniata dai tedeschi qualche anno fa, per chiamare la visione collettiva di una partita (o altro avvenimento?) davanti a un maxischermo allestito all'uopo: &lt;i&gt;pubblic viewing&lt;/i&gt;, semplice e trasparente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Till e io avevamo appuntamento al Marstall, la mensa universitaria di Heidelberg, per guardare la Germania in &lt;i&gt;public viewing&lt;/i&gt;, sul maxischermo installato di fronte al dipartimento di archeologia; quattro anni fa ci avevo guardato almeno metà delle partite della rassegna: mi ricordo, per esempio, la battaglia di Italia – USA e i calci di rigore che permisero all'Ucraina di superare la Svizzera, accedendo ai quarti di finale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Oggi, complici il sole su Marstall (i maxischermi sono animali notturni), l'ombra su Johannesburg (anche le riprese televisive preferiscono la sera, con i campi illuminati in maniera omogenea dai riflettori) e il fatto che il maxischermo non fosse nemmeno riparato all'ombra di un tendone, la partita era pressoché invisibile; se ne seguiva l'andamento grazie alla telecronaca diretta, ma era quasi impossibile individuare, in un grigio avvilente, l'ombra di Klose o quella di Schweinsteiger.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Di questo ha cominciato, dopo pochi minuti, a risentire anche l'atmosfera: un esodo di massa verso la mensa, all'interno della quale era stata organizzata una proiezione parallela, ha dimezzato il numero dei nostri compagni di &lt;i&gt;public viewing&lt;/i&gt;, lasciandoci in mezzo a bambini, barboni e spettatori più o meno casuali; all'interno della mensa, sovraffollata, le cose non andavano meglio: all'immagine più nitida si contrapponeva la difficoltà di trovare un posto accettabile per goderne appieno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; A questo punto è avvenuta una cosa che, se non conoscessi il mio amico, non avrei mai nemmeno potuto immaginare; da un astuccio nero Till ha tirato fuori un televisorino cinese, da poche decine di euro, che in pochi secondi, con una ricezione accettabile, ci ha permesso di vedere ciò che sui maxischermi si poteva solo immaginare; dopo pochi minuti, con un supplemento di ilarità,  abbiamo realizzato che dietro di noi si era addensato un gruppetto di disperati che preferiva allungare il collo su uno schermo da (forse) nove pollici piuttosto che insegure dei fantasmi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; Anche questa è &lt;i&gt;public viewing&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Landon Donovan, il brutto anatroccolo che non diventa mai cigno, ha segnato una rete ai mondiali dopo otto anni (quattro anni fa era rimasto a secco); è una rete, quella di oggi, che ha acceso una rimonta che sembrava impossibile, e che sarebbe stata addirittura un capolavoro se l'arbitro non avesse annullato il gol (regolare) di Edu, nel finale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Qualcuno dovrebbe spiegare a Howard, portiere degli yankees, che la superficie che un portiere può coprire è sempre implacabilmente inferiore a quella dello specchio della porta; che perciò un portiere buono si distingue da uno cattivo anche in base alle scelte che compie; si tratta di fare un sacrificio: lascio scoperto un palo, quello in cui con meno probabilità verrà indirizzato il pallone, per proteggere l'altro (il primo, di solito, tranne sui calci di punizione); scelgo il lato dal quale buttarmi sul calcio di rigore, per avere almeno il 50% di probabilità di pararlo (sempre che il rigorista non scelga la botta centrale o il pallonetto, che un mio omonimo dieci anni fa ribattezzò col nome di una posata); magari ci aggiungo una finta di corpo, un'esca per indurre l'avversario a cascare nella trappola (Stojkovic, portiere della Serbia, sul rigore di Podolski); esco alla disperata sull'attaccante in fuga solitaria, sperando che mi tiri addosso (Tzorvas, Grecia, su un contropiede nigeriano); salto in mischia per cercare di respingere un calcio d'angolo (operazione nella quale hanno fallito in molti nei giorni scorsi) oppure resto sulla linea per parare l'eventuale colpo di testa. Sul vantaggio sloveno Howard si è fatto prendere in controtempo pur essendo in buona posizione; sul raddoppio è uscito incontro all'avversario, lanciato a rete, ma in modo scomposto, disarticolato, e il pallone è sembrato quasi passargli attraverso.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Oggi ho indovinato la vittoria della Serbia, ma i miei pronostici subiranno un duro colpo, se l'Inghilterra di Capello non cambierà marcia; l'Algeria ha giocato una gara semplice, in difesa, spezzando le trame avversarie e ripartendo in contropiede, ma soprattutto raddoppiando le marcature sui portatori di palla avversari, triplicandole su Rooney; il centravanti del Manchester United, che ho definito più volte immarcabile, è andato via via arretrando per sfuggire al fiato dei difensori avversari sul suo collo; per liberarsi della marcatura, alla fine, ha preso a giocare davanti alla propria area di rigore: una vittoria di Pirro, perché così un attaccante si trasforma in una bomba disinnescata. Difficile dire dove arrivi la bravura dell'Algeria e cominci l'incapacità degli inglesi di creare gioco; Capello ha i suoi grattacapi: dopo la papera dell'esordio, ha sostituito Green con James, che non è mai stato chiamato ad una parata degna di questo nome; nella prossima partita non ci sarà Carragher, che già di suo non è Ferdinand, e si vede; Gerrard e Lampard combinano poco, oggi ho visto meglio Lennon sulla fascia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Non so neppure quanto il vero Rooney stia mancando alla squadra e quanto la squadra stia mancando a Rooney, per essere il solito cecchino implacabile; così lontano dalla porta, di sicuro, non serve a nessuno, soprattutto in una nazionale in cui il vero bomber è lui; lontano dalla porta poteva permettersi di schierarlo Ferguson uno o due anni fa, quando il problema dei gol lo risolveva CR7.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Germania – Serbia 0 – [Jovanovic]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Slovenia – USA 2 – 2 [Birsa, Ljubijankic, Donovan, Bradley]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Inghilterra – Algeria 0 – 0&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-6679503924081341240?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/6679503924081341240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/la-perfetta-public-viewing.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6679503924081341240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/6679503924081341240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/la-perfetta-public-viewing.html' title='La perfetta &quot;public viewing&quot;'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-3407398390566977737</id><published>2010-06-17T14:51:00.001-07:00</published><updated>2010-06-17T14:53:06.358-07:00</updated><title type='text'>Lo sguardo di Ulisse</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, giovedì 17 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 23&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La maglia del Messico è verde; quella di stasera lo è anche di più, il verde dell'Irlanda. L'Eire del Trap aveva perso lo spareggio per la qualificazione a questi mondiali proprio contro la Francia di Domenech; a decidere i tempi supplementari era stato un gol propiziato da un discreto quanto netto fallo di mano di Henry; le proteste irlandesi si erano protratte ben oltre la fine dell'incontro, concretizzandosi in un'assurda richiesta di ripetere il match.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Ho già detto e confermo ora che non trovo scandaloso il fatto che Henry abbia propiziato un gol con la mano e che la Francia si sia qualificata così: sono cose che capitano e l'errore umano, anche quello che falsa una partita, è sotteso, alla prestazione arbitrale; è altrettanto vero, tuttavia, che l'Irlanda aveva tutte ragioni, stasera, di tifare per il Messico, come credo abbia fatto. Un paese intero che ha scelto la propria squadra per i mondiali sudafricani, una squadra verde come la loro nazionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Sono contento anche io che abbia vinto il Messico: ci sono mille ragioni per ritenere che, se non la squadra, Domenech meritasse una sonora sconfitta, che pone i suoi ad un passo dall'umiliante eliminazione; la Francia si è giocata un incontro fondamentale senza il suo attaccante più importante, una leggenda giunta al proprio quarto mondiale, un calciatore che assomma esperienza, velocità, tecnica e carisma. Benzema a casa, Henry e Cissé in panchina (per non parlare di Trezeguet, che a mio parere è sempre un signor attaccante), Govou titolare; sono errori che si pagano con uno zero nella casella dei gol segnati; per non parlare dei disastri difensivi in occasione delle due segnature messicane (Mexes, tanto per fare un nome, non sarebbe potuto tornare utile? vero è che il difensore giallorosso non era certo reduce della migliore stagione).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;I ragazzi di Aguirre avevano più birra degli avversari e hanno vinto con un risultato in cui si specchia perfettamente l'andamento della partita.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Blanco, il “mio” Blanco, faccia da azteco e piede sopraffino, il vecchio Cuauhtémoc Blanco ha segnato anche in questa edizione dei mondiali, dopo esserci riuscito nel 1998 e nel 2002 (è rimasto a secco solo in Germania); nessun messicano, prima di lui, ci era riuscito, nemmeno Borgetti (il miglior marcatore di sempre con la nazionale messicana) o il grande Hugo Sanchez.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Fra le osservazioni sulle prime partite dei mondiali avevo dimenticato di inserirne una, un particolare che avevo notato da qualche giorno: nessuna squadra aveva vinto ribaltando il risultato; chi era passato in vantaggio, aveva portato a casa almeno un punto. Si tratta, ovviamente, di un dettaglio intimamente connesso con lo scarso numero di reti realizzate; perché avvenga una rimonta, in una partita, ci vogliono almeno tre segnature, ben oltre la scarsa media raggiunta fino a ieri.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Come per una strana magia, tutto ciò che non è successo fino all'ultimo debutto, quello della Spagna e della Svizzera, ha cominciato ad accadere a partire da Sudafrica – Uruguay: la prima doppietta ieri (Forlan), la prima tripletta (Higuain) e la prima rimonta oggi; a  compierla è stata una fra le squadre più deboli, sulla carta, la Grecia di Otto Rehagel; la rimonta è addirittura storica, perché regala ai greci la prima vittoria durante una fase finale di Coppa del Mondo; quella di Salpingidis è la prima marcatura in assoluto di un calciatore greco ai mondiali; se anche finissero così, eliminati con tre punti (non è improbabile, dovendo affrontare l'Argentina, ma attenzione alla differenza reti), il nome di Rehagel sarà scritto a caratteri ancora più grandi e calcati nelle pagine della storia del calcio greco.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Sulla partita ho poco da dire: sull'esito ha pesato moltissimo l'espulsione di Kaita, che ha completamente cambiato l'inerzia di una gara indirizzata su ben altro binario.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Sarà per il revival delle maglie aderenti, sarà per il lavoro in palestra (e spero nient'altro), ma i calciatori di questo mondiale sembrano avere tutti dei fisici imponenti (mi riferisco al tronco): addominali scolpiti, pettorali iperdefiniti, spalle larghe, dorsali aggressivi e bicipiti di ferro. Che siano fatti così gli africani stupisce poco, ma la questione riguarda anche alcuni elementi di altre nazionali, compreso il Giappone.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il caso più evidente è quello di Jonas Gutierrez, che non sembra affatto un calciatore, eppure è titolare fisso di una delle nazionali cui si dà maggior credito (eccezion fatta per i più scettici su Maradona ct): l'Argentina. Jonas Gutierrez va in campo, lo Zanetti del &lt;i&gt;treble&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; sta in vacanza e i guai li combina De Michelis, che si addormenta in difesa permettendo a Lee Chung di segnare la rete della speranza; l'errore di De Michelis non ha nulla a che vedere con il pallone, che invece potrebbe aver giocato un ruolo sulla seconda rete argentina e soprattutto sul raddoppio greco. Ma forse sono io che voglio sempre vedere nero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Ad ogni modo, nel secondo tempo la Corea avrebbe avuto anche la palla del pareggio, dopo lo spreco della quale ci sono solo l'Argentina, Messi, Aguero e soprattutto Higuain. Il centravanti del Real Madrid ha segnato tre reti e probabilmente ha scacciato l'ombra di Milito, che aveva cominciato a scaldarsi dopo pochi minuti di gara. La situazione, per il Diego dell'Inter, è ulteriormente complicata dalle buone cose che, nei minuti in cui è stato in campo, ha fatto Sergio Aguero, che col ct vanta un invidiabile rapporto di parentela. E poi c'è Palerno, per cui Maradona ha un debole.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Qualche giorno fa nel blog che ospita questo diario, ho ricevuto un commento di Ulisse;  commento al quale, non potendolo fare subito, ho dimenticato di rispondere dopo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Lo faccio ora: Ulisse sostiene che Maradona non sia affatto un buon ct e che quella di Higuain per Milito sia una scelta incomprensibile. Come premessa dico che anche io preferisco Milito, il quale arriva a questa Coppa del Mondo con una maturazione e una  forma ottimali; Milito che nell'ultima stagione ha confermato, sui palcoscenici più prestigiosi, di essere un attaccante eccezionale; che ha preso per mano l'Inter nei momenti decisivi e che non ha fallito una, dico una partita importante. La finale di Champions League è stata il suo capolavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Premessa dunque la mia ammirazione per Milito, va detto che si vede sempre il mondo con una prospettiva che ne altera le reali proporzioni; questa frase ad effetto, quasi filosofica, per dire banalmente che noi, da italiani, abbiamo seguito Milito più di Higuain, e partiamo nei suoi confronti con un pregiudizio positivo; a ciò si aggiunga che l'Inter è stata la squadra più vincente d'Europa, mentre il Real non ha conquistato nessun trofeo, pur disputanto una Liga da record (purtrppo il Barça ha fatto ancora meglio); Higuain è stato una macchina da gol, secondo solo a Messi nella classifica dei marcatori di Spagna, nella quale ha preceduto CR9 e altri bomber di tutto rispetto: Villa, Forlan, Ibrahimovic, L. Fabiano e Aguero, tanto per nominare qualcuno che è al mondiale. Insomma, se Milito è un fenomeno, Higuain non è l'ultimo arrivato; lo dico oggi ma non per la tripletta, favorita anche da una difesa coreana in difficoltà e da un po' di fortuna (la rete del raddoppio).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; Il mondiale, per chi vuole arrivare in fondo, è lungo; avere una rosa ampia e ruotare i giocatori, scegliendo le pedine di volta in volta, al momento giusto, è fondamentale; quattro anni fa Lippi diede spazio a tutti fuorché ai portieri di riserva; nel 2002 si comportò in maniera analoga Scolari, allenatore del Brasile; nel 1990 l'attacco dell'Italia di Vicini vide protagonisti, oltre a Schillaci e Baggio, anche Vialli, Carnevale e Serena.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY"&gt; In altre parole, saranno le partite seguenti, quando il gioco si farà duro, a dire se Maradona è o no un vero ct, è o no un grande ct; se, oltre a un indiscusso carisma (che è molto importante), abbia anche la giusta competenza e saggezza, calcisticamente parlando; se, quando la mano lo richiederà, saprà calare l'asso (Milito?). Se saprà eguagliare Franz Beckembauer, che ha vinto la Coppa del Mondo da capitano (1974) e da allenatore (1990). Chissà.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Argentina – Corea del Sud 4 – 1 [Park Chu-Young aut., Higuain, Lee Chung-Yong, Higuain, Higuain]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Grecia – Nigeria 2 – 1 [Uche, Salpingidis, Torosidis]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Francia – Messico 0 – 2 [Hernandez, Blanco rig.]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-3407398390566977737?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/3407398390566977737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/lo-sguardo-di-ulisse.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3407398390566977737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3407398390566977737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/lo-sguardo-di-ulisse.html' title='Lo sguardo di Ulisse'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-3107378627512923460</id><published>2010-06-16T14:31:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T14:39:28.284-07:00</updated><title type='text'>Gregario di razza</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 22.30&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;C'era una volta un calciatore che faceva il centravanti nel Manchester United, riserva del grande Ruud Van Nistelrooy; era un gregario, uno di quelli che si allenano sapendo che andranno in panchina, che non si lamentano mai e che si fanno trovare pronti quando c'è bisogno di loro; danno il cambio al campione negli ultimi minuti, quando il tecnico decide di farlo rifiatare e gli concede la standing ovation; lo sostituiscono allorquando egli è infortunato o squalificato, oppure quando il livello dell'incontro permette il &lt;i&gt;turnover&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;C'era una volta Diego Forlan, il gregario, che nel Manchester United di Sir Alex Ferguson si faceva notare più per il volto spigoloso incorniciato dalla chioma bionda che per le prodezze; appena dieci le marcature, in tre anni con Red Devils; poi, con l'arrivo in Spagna, nella dimensione più “umana” del Villareal, Forlan ha trovato lo spazio necessario per mostrare quel che aveva imparato in Argentina e che a Manchester, all'ombra di Ruud, non aveva dimenticato: far gol.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Quanto sia cresciuto, dai tempi di Manchester, lo dicono i numeri di una carriera in crescendo: &lt;i&gt;pichichi&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e scarpa d'oro nel 2005, col Villareal, e nel 2009, con l'Atletico Madrid; quest'anno ha già vinto la Coppa Uefa, trascinando letteralmente l'Atletico nella finale, dove ha segnato una doppietta che gli si leggeva in faccia, nelle gambe, nei movimenti, ancor prima che venisse battuto il calcio d'inizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Nel tempo Forlan è diventato anche una colonna della &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Celeste&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;; a trentun anni gioca il suo secondo mondiale, all'apice della carriera, e sono lieto che sia lui ad aver segnato la prima doppietta di Sudafrica 2010.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Le due reti di Forlan e quella di Pereira, a tempo scaduto, dimostrano la superiorità dell'Uruguay sulla debole formazione di casa; c'è poco, oltre alla buona volontà, nei Bafana Bafana; la loro occasione l'hanno avuta sei giorni fa, al debutto, passando in vantaggio col Messico; la via per gli ottavi, ora, passerebbe attraverso un'improbabile vittoria contro la Francia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A proposito di Francia, che gioca domani, i transalpini dovranno fare grande attenzione: un&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; eventuale passo falso col Messico  potrebbe non essere più recuperabile nella terza partita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Honduras – Cile 0 – 1 [Beausejour]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Spagna – Svizzera 0 – 1 [Fernandes]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Sudafrica – Uruguay 0 – 1 [Forlan, Forlan rig.,  Pereira]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-3107378627512923460?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/3107378627512923460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/gregario-di-razza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3107378627512923460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3107378627512923460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/gregario-di-razza.html' title='Gregario di razza'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-5345083416586278440</id><published>2010-06-16T09:25:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T09:28:04.886-07:00</updated><title type='text'>Rooney, Pavon e il mondiale noioso</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, mercoledì 16 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 18.00&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La sorpresa arriva con l'ultimo debutto: quello della Spagna. Che comincia a tessere trame sinuose, da par suo, contro un'avversario attento a non finire nel tritacarne del gioco iberico. Tesse, tesse e non conclude, vorrebbe sempre far entrare i propri calciatori, palla al piede, nella porta avversaria (perfino i difensori); non semmpre, tuttavia, ciò è possibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Attenta e sorniona, la Svizzera ha un calciatore bravissimo negli inserimenti: si chiama Derdiyok, è curdo di Basilea, si lancia due volte verso Casillas e taglia in due la difesa spagnola; nella prima occasione propizia il gol di Fernandes, nel secondo smarca tutti e supera Casillas con un esterno destro delizioso, che si stampa sul palo esterno. Sarebbe il colpo del k.o., e invece la partita resta aperta.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Va detto che la Spagna ci ha provato davvero, a pareggiare, ma mi chiedo come mai Del Bosque abbia lasciato sia Torres che Pedro in panchina, lasciando in attacco il solo Villa per oltre un tempo; Villa è in grado di fare reparto, ha dietro un'intera squadra a supporto, ma i ricordi dell'Europeo di due anni fa mi riportano alla mente le immagini di un'intesa meravigliosa fra Villa e Fernando Torres.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il difetto di scarsa concretezza sotto porta si può estendere anche al Cile, la cui vittoria sull'Honduras è piuttosto striminzita. Si dice, e ci credo, che il Cile abbia una delle sue migliori formazioni di sempre; calciatori che si muovono molto, lavorano bene il pallone, sanno dribblare ed assistere (Sanchhez e Valdivia su tutti), ma sono poco lucidi sotto porta. Va anche detto che il portiere honduregno, su un colpo di testa in tuffo di Vidal a un metro dalla linea, ha evitato una rete già fatta, producendosi nella miglior parata di questa prima fase dei mondiali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;L'Honduras ha un centravanti, Pavon, con l'età di Cannavaro (Fabio), la stazza di Ronaldo (Luis Nazario de Lima) e i tratti somatici di Muzzi (Roberto); ha giocato anche in Italia, un tempo, senza lasciare il segno; non credo che lo lascerà su questa Coppa del Mondo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Tutte le squadre hanno disputato un incontro. Possiamo perciò tracciare un primo bilancio:&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Si segna poco. Quattro anni fa, a questo punto della competizione, erano state messe a segno 39 reti, quest'anno 25. Germania a parte, nessuno ha fatto più di due gol nella partita d'esordio; finora nessuna doppietta, il che significa che non ci sono capocannonieri, ovvero tutti i marcatori lo sono, fino ad ora. Nessuno ha segnato direttamente su calcio di punizione; un solo rigore è stato asegnato e trasformato (quello del Ghana).&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Germania a parte, fra le squadre più attese nessuna ha brillato: Argentina, Olanda, Brasile hanno vinto senza esaltare (decisamente meglio l'Argentina delle altre due); Inghilterra, Francia, Italia e Portogallo hanno solamente pareggiato, mostrando lacune più o meno circoscrivibili; la Spagna, campione d'Europa e leziosa, ha addirittura perso contro la assai meno quotata Svizzera. Fra le squadre di seconda fascia, hanno steccato il Camerun, la Serbia e la Slovacchia.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il numero di gol fatti e di rigori assegnati la dicono lunga su partite con poco gioco offensivo di qualità; se non si coostruiscono manovre efficaci, non si entra in area di rigore, non si cade in area di rigore e non si tirano i calci di rigore. I calci di rigore assegnati a una squadra la dicono lunga sulla sua propensione offensiva.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Quando si sta lontani dall'area avveraria, le possibilità di rete calano drasticamente. Inoltre, in questo Mondiale, conclusioni dalla distanza degne di rilievo non ne ho viste molte. Così, su due piedi, mi viene in mente solo quella di Ronaldo, che ha colpito il palo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Ci si può chiedere perché tutto questo. Facile pensare al pallone; ma se questo potrebbe spiegare la difficoltà di costruire azioni d'attacco manovrate e veloci o di fare lanci lunghi e precisi, non spiega come mai i frombolieri della varie nazionali abbiano scarso successo; lo &lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; potrebbe avere la straordinaria qualità di assommare due caratteristiche negative contrastanti: troppo leggero per essere controllato, per qualche strana ragione sarebbe perfino difficile tirarlo con forza verso la porta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;In media, le partite hanno ritmi bassi: perché? Caldo, in Sudafrica, non fa; è forse il primo mondiale della storia in cui si siano visti calciatori indossare i guanti; sicuramente l'inverno sudafricano è più freddo dell'estate tedesca, il gioco dovrebbe essere più veloce e spettacolare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;A questi interrogativi cercherò di dare una risposta nelle prossime settimane. Per ora posso solo constatare, umanamente, Sudafrica 2010 non è ancora decollato. Ha ragione Wayne Roooney: è un mondiale noioso.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-5345083416586278440?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/5345083416586278440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/rooney-pavon-e-il-mondiale-noioso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5345083416586278440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/5345083416586278440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/rooney-pavon-e-il-mondiale-noioso.html' title='Rooney, Pavon e il mondiale noioso'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-2070823807878002259</id><published>2010-06-15T16:22:00.000-07:00</published><updated>2010-06-15T16:31:02.882-07:00</updated><title type='text'>Un centravanti chiamato Ronaldo</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Magonza, martedì 15 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 14.44&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Qualche giorno fa avevo detto che la bellezza di una partita non dipende solo dai gol; Portogallo e Costa d'Avorio, oggi, hanno offerto un esempio concreto di ciò che intendevo dire. Considerando il valore dell'avversario e l'assenza del calciatore più rappresentativo (Drgoba, solamente in panchina dopo un recupero-lampo), è la Costa d'Avorio ad avermi colpito positivamente. Ha cosstruito più degli avversari, a tratti schiacciandoli nella propria metà campo, ha costruito il maggior numero di occasioni. Nel calcio, tuttavia, non si vince mai “ai punti”, bensì sempre e solo per ko; gli ivoriani hanno vinto il duello a centrocampo, ma a sfiorare la rete è stato Ronaldo, con una prodezza dalla distanza: una fiammata improvvisa, un flash, l'imponderabile gesto di un campione che nessuna verso la quale nessuna divesa può adottare le opportune contromisure.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Fino alla tre quarti, la Costa d'Avorio è stata perfetta: in avanti ha mostrato tanta buona volontà ma poca concretezza; l'ingresso di Drogba, nei minuti finali, ha dato profondità alla  squadra e aumentato la pressione ivoriana su una difesa portoghese in affanno. Ho l'impressione che gli ivoriani, fra i quali pure qualcuno ha finito la partita coi crampi, abbiano controllato la propria pressione; avessero avuto qualche minuto in più (o, per meglio dire: avessero cominciato prima a fare davvero sul serio), è probabile che sarebbero riusciti a segnare. Per parte loro, ai portoghesi non è riuscito neppure un contropiede; Luisao è rimasto isolato in attacco, Ronaldo non è mai riuscito a creare superiorità numerica saltando l'uomo; Deco ha giocato molto distante dalla porta avversaria e Danny è l'oggetto misterioso che ricordo di  aver visto giocare nello Zenit. Vesto i panni del ct portoghese e mi chiedo: la nazionale lusitana ha  un problema “storico”, l'assenza di un grande centravanti; negli ultimi anni i vari Joao Pinto, Nuno Gomes e soprattutto Pauleta hanno dimostrato di non essere all'altezza di una squadra tecnicamente fra le migliori del mondo. Nuno Gomes, per la verità, giocò un buon europeo nel 2000, poi intraprese la via di un lento e dignitoso declino; non fu proprio una meteora, alla Schillaci, perché né brillò mai come il Totò delle Notti Magiche, né si inabissò così rapitamente e profondamente come capitò al bomber siciliano. Ad ogni modo, torniamo al Portogallo: perché non schierare Ronaldo davanti, posizione che negli ultimi anni ha mostrato di gradire e saper interpretare egregiamente? Ha il dribbling, ha il colpo di testa, ha un tiro eccezionale e la giusta dose di egoismo per fare il centravanti: perché non sfruttare queste doti, avvicinando Deco alla tre quarti?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;La maglia numero dieci a  Danny sono le perle ai porci; se la merita, invece, Gervinho della Costa d'Avorio, tanta buona volontà e una giusta dose di fantasia. Kalou ha svolto il compito assegnatogli senza sbavature, ma senza la cattiveria che gli avrei voluto vedere, in assenza di Drogba. Alla fine ho avuto la netta sensazione che alla Costa d'Avorio andasse bene il pareggio: non si spiega altrimenti aver rinunciato a buttar dentro l'ultimo calcio d'angolo, a tempo scaduto.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;S8 , fra Magonza e Francoforte sul Meno&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 23.06&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il Brasile ha vinto con un po' più di difficoltà del previsto; non tanto per la rete della Corea nel finale, dopo la quale non ci si poteva attendere un lungo recupero (è stata una partita con pochissime interruzioni), quanto per la difficoltà dei verdeoro di trovare la porta avversaria; ci sono voluti, al Brasile, più di un tempo di gioco (se così voogliamo chiamarlo) e soprattutto un errore dilettantesco del portiere nord coreano, che ha lasciato scoperto il primo palo (prima regola per un portiere: mai abbanddonare a sé stesso il primo palo), per rompere l'equilibrio dell'incontro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Penso che più o meno tutta la critica calcistica internazionale, mentre sono sulla S-Bahn, direzione Francoforte, stia elogiando la Corea del Nord, per aver opposto stoica resistenza al Brasile ed aver addirittura alzato la testa, dimezzando lo svantaggio nel finale. Vado controcorrente e dico che, fin dai primi minuti di gara, la tattica della Corea del Sud mi è sembrata sbagliata. Masochista. Il Brasile, non nella sua miglior veste, ha giocato da par suo: ritmi bassi, passa&lt;span style="font-family: georgia;font-family:georgia;" &gt;ggi cadenzati, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-family:Times New Roman,serif;" &gt;circolazione della palla in orizzontale e qualche passaggio tentativo di affondo sulla fascia destra, portato avanti da Maicon ed Elano (gli autori delle reti, guarda caso). A questa prevedibile tattica di gioco, per come la vedo, la Corea avrebbe avuto un solo strumento da opporre: la velocità. Quando si è tecnicamente inferiori, quanto più è netta la differenza, tanto più occorre provare a colmare la lacuna con la corsa e l'agonismo. Difendere sì, ma tenendo alto il pressing e provando, nei limiti del possibile, a rompere le trame avversarie. Non so se con un atteggiamento aggressivo la Corea sarebbe riuscita a sorprendere il Brasile; il gol del finale dice poco, perché è un chiaro indice del calo di tensione dei brasiliani, che non si sarebbe mai potuto verificare nel primo tempo, men che meno con un tecnico pragmatico come Dunga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;La Corea si è difesa bene, nel primo tempo ha rischiato pochissimo, ma era chiaro che prima o poi sarebbe crollata; peccato, semmai, per come è arrivata la rete di Maicon. Anche sul piano dell'agonismo la Corea è stata carente. Nel primo tempo ho contato tre falli fatti, il primo dei quali dopo quasi quindici minuti di gioco. Il computo finale è stato (sempre se non mi sono fatto sfuggire nulla, cosa sulla quale non scommetterei) di nove falli, la maggior parte dei quali compiuti quando ormai era difficile portare a casa dei punti. Un po' più di cattiveria e qualche cartellino giallo avrebbero aiutato i coreani nella loro eroica reistenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;A proposito di falli, il Brasile ne dovrebbe aver commessi sette, tre nel primo e quattro nel secondo tempo; spiegatemi com'è possibile finire la partita con un ammonito (Ramires), facendo solo sette falli e prendendo l'ammonizione a risultato acquisito. Ad ogni modo, sedici falli in una partita di Coppa del Mondo sono davvero pochi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;Fra i coreani mi è piaciuto il centravanti, bravo a proteggere palla, far salire la squadra e assistere i compagni, per quel che gli è stato possibile. “Bravo” rispetto a chi aveva intorno, ovviamente. Nel Brasile, impalpabili Fabiano e Kaka; Robiño, a parte qualche accenno di danza e qualche leziosità, ha inventato un assist d'oro per Elano; il gesto tecnico più bello, benché senza esito, resta una discesa sulla fascia di Bastos.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Nuova Zelanda – Slovacchia, oggi, ho cominciato a vederla dal primo minuto del secondo tempo e non credo di essermi perso granché; sono stato premiato dopo pochi minuti dalla bella combinazione Weiss-Wittek che ha portato quest'ultimoa segnare il primo, storico gol della nazionale slovacca ai mondiali. La Nuova Zelanda mi è sembrata modestissima, contro una Slovacchia brava nel giocare palla a terra ma senza acuti; Hamsik non l'ho visto mai tirare in porta, le sue qualità di fromboliere avrebbero potuto coniugarsi bene a quelle del &lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;; l'unico merito dei neozelandesi è stato quello di provarci fino all'ultimo secondo, quello che non ha fatto la Costa d'Avorio (che non abbia a pentirsene). Due colpi di testta negli ultimi minuti, il secondo vincente, negli ultimi secondi di recupero. Fossi il ct slovacco, adesso mi preoccuperei di ricostruire il morale dei miei giocatori. Pensando all'Italia degli ultimi tempi, una raccomandazione: attenzione ai colpi di testa, sia soprattutto contro i neozelandesi, che nel gioco palla a terra sono nulli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;A proposito del pallone dei mondiali, mi scuso con lui; mi scuso per averlo chiamato impropriamente &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Jobulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e non, come effettivamente si chiama, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. Durante l'intervallo, nella caffetteria dell'università Gutemberg di Magonza, dalla quale ho scritto e nella quale ho guardato le partite di oggi, ho assistito a un servizio di ZDF (il secondo canale tedesco) sulle caratteristiche di questo strano pallone; lo sbraitare degli avventori disturbava la comprensione, perciò non ho potuto che godermi le immagini dei test compiuti sul pallone; mi chiedo a che cosa serva farlo calciare ad una macchina, un robot a forma di piede dotato di calzatura acconcia; in campo non vanno i robot, che si sfidano in una coppa del mondo apposita (lo giuro, di un'edizione ho visto gli highlights, ne ho una preziosa videocassetta a casa); volete testare il pallone? Chiamate CR9, dategli uno &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e ditegli: - Toh, prendi, gioca, divertiti e poi dicci che ne pensi. - Mettetegli accanto Deco, Simao e quella pippa (quando ci vuole...) di Danny, campo ridotto e Buffon in porta. Vediamo che ne pensano i portoghesi e vediamo che ne pensa Buffon. Poi fate la stessa prova con dei giocatori di terza categoria, che indennizzerete con una birra e con un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Jabulani &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;speciale autografato dai portoghesi (tranne Danny) e da Buffon. Purtroppo questi ultimi vi costeranno un po' di più, ma potrete sempre cosolarvi con una consapevolezza: del mezzo milione di euro che gli avrete dato, Buffon ne devolverà un buon dieci per cento alle celebrazioni per i centocinquant'anni dell'unità d'Italia. Così avrete testato il pallone e fatto del bene a noi italiani che ancora ci crediamo, con buona pace di Calderoli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Nuova Zelanda – Slovacchia [Wittek]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Portogallo – Costa d'Avorio 0 - 0&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Brasile – Corea del Nord 2 – 1 [Maicon, Elano, Ji]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-2070823807878002259?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/2070823807878002259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/un-centravanti-chiamato-ronaldo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/2070823807878002259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/2070823807878002259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/un-centravanti-chiamato-ronaldo.html' title='Un centravanti chiamato Ronaldo'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-4220791422772404099</id><published>2010-06-14T14:32:00.000-07:00</published><updated>2010-06-14T14:34:06.602-07:00</updated><title type='text'>Quando Weah giocava libero</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, lunedì 14 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Non pensavo, prima di stasera, che la sconfitta in seminfinale di quattro anni fa, ai tedeschi, bruciasse ancora tanto. Pensavo che fosse stata superata o, quanto meno, che il calendario delle delusioni avesse registrato un aggiornamento due anni fa, quando Fernando Torres ha deciso la finale dell'Europeo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;A giudicare dalla telecronaca di stasera, mi riferisco a quella del terzo canale tedesco, RTL, è proprio così: la ferita è ancora aperta. Non conosco il nome di questo giornalista, ma so che se fosse  stato un mio dipendente, da domani sarebbe in cerca di un nuovo impiego. Si può parlar male di qualsiasi squadra, criticarne il modo di condurre una partita, bocciare le scelte di un tecnico, ma... a fine partita. A fine primo tempo, eventualmente. La telecronaca di stasera è stata una filza infinita di  “i campioni del mondo non sono quelli di quattro anni fa”, “la difesa italiana non è il fortino impenetrabile che conoscevamo”, “non giocano da campioni del mondo”, “hanno bisogno della solita fortuna italiana, che spesso durante questi tornei li assiste”; alcune di queste affermazioni, ed altre che ho sicuramente tralasciato, si possono pure condividere, ma non come pregiudizio, già nelle fasi di studio della partita; altre si possono chiosare come fesserie o luoghi comuni vagamente razzisti. Che cosa c'è dietro tutto questo? Un cocktail di ragioni: a cominciare da quella più recente, la sconfitta di quattro anni fa che un popolo intero, inconsciamente, ha vissuto come una profonda ingiustizia, la negazione del sacrosanto diritto di dare un senso compiuto al tormentone dell'estate: Berlin! Berlin! Wir fahren nach Berlin! (Berlino! Berlino! Andiamo a Berlino!)&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Ma il calcio è così: nel 1990 un altro popolo intero, l'Italia, sull'ultimo scorcio della prima repubblica, era pronto ad accompagnare una delle migliori formazioni azzurre di sempre verso una finale annunciata. Errori del ct, un'uscita fuori tempo di Zenga e poca freddezza ai calci di rigore ci hanno negato quel diritto, il diritto di chi ospita la Coppa del Mondo di giocarsi la finale in casa. Finale che vinse proprio la Germania, guarda caso.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;L'Italia ha giocato complessivamente abbastanza male, ma ha saputo rimontare una situazione di svantaggio, evitando una sconfitta che avrebbe complicato notevolmente il cammino verso gli ottavi. Indipendentemente dal risultato di domani, fra Nuova Zelanda e Slovacchia, abbiaamo il destino ancora saldamente ancorato ai nostri piedi, perché almeno uno di questi avversari è davvero debole (la Nuova Zelanda); l'altro è più forte, ma dovrà giocare anche col Paraguay e non potranno vincere entrambe. Se portiamo a casa altri sei punti abbiamo buone possibilità di arrivare primi nel girone, forse per qualificarci ci basta ancora meno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Il gol subito, quello sì che è preoccupante. Cannavaro, pochi giorni fa, affermava: - Grandi campioni non ne abbiamo, ma nessuno difende come no. - Confesso che ci avevo quasi creduto. Invece il gol testimonia come certi problemi siano ancora irrisolti, tanto è simile il gol subito stasera a quello che permise all'Egito di batterci un anno fa, in Confederation Cup. Marcature inefficaci su un calcio piazzato, colpo di testa e Buffon immobile come Ottavio Bianchi durante la finale di Coppa Uefa che il suo Napoli conquistà  strapazzando lo Stoccarda di Gaudino e Klinsmann.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Abbiamo costruito poco e male, ma su questo un'attenuante c'è, anzi due: 1) il pallone; 2) il campo pesante e la pioggia battente, che hanno elevato al quadrato l'effetto &lt;i&gt;Jabulani&lt;/i&gt;. Quali squadre hanno prodotto gioco, finora? La Germania. Per il resto, ho visto più errori che gioco costruito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Mancava Pirlo, a Montolivo darei la sufficienza. Mi è piaciuto molto Pepe,era quello di cui avevamo bisogno (un po' di pepe); ci è mancato un trequartista, forse Di Natale avrebbe potuto giocare dal principio accanto e non in sostituzione di Gilardino. Purtroppo i nomi sono questi, Baggio e Zola erano frecce all'arco di Sacchi. Cassano pensa al matrimonio e Rossi sarà al mare da qualche parte.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Poco gioco e poche occasioni, il ritornello è sempre lo stesso e rischia di rovinare un mondiale storico, il primo organizzato nel continente africano. L'Olanda ha stentato contro la Danimarca, anche se qualche sprazzo di bel gioco lo ha mostrato. L'assist di Snejider per Elia, in occasione del raddoppio, è fra i gesti più belli che si siano visti fin qui; ci si potrebbe chiedere, e non si andrebbe lontano, come sarebbe andata senza la clamorosa autorete della Danimarca; una delle poche che, nuoi regolamenti alla mano, non è proprio possibile assegnare ad alcun attaccante avversario (si ha paura di dire “autogol”, pare; paura di perdere ascolti, ammettendo che la prodezza di un attaccante è in realtà la vaccata di un difensore? Paura di provocare la morte del difensore, qualora abbia la sfortuna di provenire da un paese ad alto tasso di violenza, come accadde al colombiano Escobar dopo aver segnato un'autorete ad USA '94?); prima di allora si era vista un'Olanda più manovriera, ma la Danimarca aveva fatto vedere qualche contropiede ben orchestrato, ancorché timido.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Un errore ha deciso anche Giappone – Camerun, che complica la mia vita di pronosticatore dei Mondiali; la complica, perché sottrae al Camerun, che dovrebbe raggiungere le semifinali, tre punti fondamentali, sulla carta i più facili da guadagnare. L'errore della difesa camerunense, un cross che sorvola le teste di più difensori per arrivare all'indisturbato Honda, è del tutto simile a quello della grecia sul vantaggio coreano e a quello di portiere e difensori paraguaiani in occasione del pareggio di Daniele De Rossi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Guardando Eto'o, oggi, mi è venuto in mmente Weah, allorquando lo vidi giocare in nazionale durante una Coppa d'Africa (la Liberia era troppo debole per qualificarsi ad un Mondiale); campioni di questo tipo, che nelle proprie squadre di club devono sgomitare per avere una maglia da titolare, adattandosi a svolgere con rigore il compito assegnato loro dall'allenatore, quello e solo quello (nel caso di Eto'o, la spalla a Milito e un supporto al centrocampo), in nazionale acquistano una nuova dimensione. Giocano fuori ruolo, vanno a recuperare palloni e ad impostare l'azione, spronano i compagni, cercano di supplire alle carenze di un collettivo di livello inferiore al loro. Hanno maggior libertà d'azione, ma anche maggiori responsabilità, più peso sulle spalle. Weah nella Liberia giocava da libero, Eto'o oggi dettava spesso il passaggio e centrocampo e provava a lanciare i compagni, provava sdoppiarsi (fra attacco e centroocampo) come fa Schevchenko nell'Ucraina, come forse vedremo fare a Drogba nella Costa d'Avorio. I Mondiali sono anche questo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Olanda – Danimarca 2 – 0 [Agger Aut., Kuyt]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Giappone – Camerun 1 – 0 [Honda]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Italia – Paraguay 1 – 1 [Alcaraz, De Rossi]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-4220791422772404099?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/4220791422772404099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/quando-weah-giocava-libero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/4220791422772404099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/4220791422772404099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/quando-weah-giocava-libero.html' title='Quando Weah giocava libero'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-3025265210997244179</id><published>2010-06-13T13:53:00.000-07:00</published><updated>2010-06-14T00:35:30.263-07:00</updated><title type='text'>Meno male che c'è la Germania</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, domenica 13 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="justify"&gt;Meno male che c'è la Germania. In una manifestazione stitica, quanto a reti e a spettacolo (abbiamo detto che le une non garantiscono l'altro, ma spesso ne sono il frutto più squisito), la prestazione tedesca di stasera si staglia come una cometa in una notte senza luna. Tedeschi compatti, organizzati, equilibrati fra i reparti, hanno passeggiato sul cadavere di un'Australia debole e distratta. Si diceva che il punto debole dei &lt;i&gt;socceroos&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; fosse l'attacco; a me pare che, se in avanti qualche cosina si è vista (l'Australia sarebbe addirittura potuta passare in vantaggio, non fosse stato per un'ottima parata di Neuer su Garcia, mi pare), è la difesa ad aver mostrato le lacune maggiori; maglie larghe, marcature lente (vacanziera quella su Klose in occasione del raddoppio), un portiere incerto su  almeno due delle quattro reti avversarie. Löw ha dimostrato ciò che si sapeva già: si può giocare con molti attaccanti, se ci sono disposizione al sacrificio e organizzazione tattica; ha sistemato Müller e Podolski larghi sulle fasce, Klose al centro e lasciato Schweinsteiger dietro, Özil più avanti liberi di costruire e inventare gioco. Di Mesut Özil si può dire ciò che molti hanno detto di Messi ieri: gli è mancato solo il gol. Il gioco sulle fasce e la profondità hanno aperto alla Germania le vie della porta avversaria; splendida l'azione del primo gol, deliziosa la traiettoria del cross  di Lahmm sul secondo; la maturità di una squadra molto giovane e la freddezza di Müller (cognome e numero di maglia di un grande attaccante tedesco degli anni '70: indovinate chi...) sul 3 – 0 mi fanno gridare a Lippi: - Perchénon Balotelli? Perché non Rossi? Perché i nostri giovani ai mondiali non ci vanno? Sul fatto che Müller sia più saggio di Balotelli ho pochi dubbi; sul fatto che sia più forte ne ho qualcuno in più.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="justify"&gt;Due errori inspiegabili hanno condizionato l'andamento delle partite pomeridiane; già ammonito, Ghezzal (Algeria) ha provato a controllare col braccio un lancio che neppure Ibrahimovic avrebbe saputo trasformare in una palla-gol; l'impressione che ho avuto, più che di un vero tentativo di farla franca e di finalizzare l'azione, è stata quella di un gesto istintivo, da oratorio, una tacita resa all'incontrollabilità del pallone. In superiorità numerica la Slovenia ha avuto qualche spazio in più e ha trovato la rete del vantaggio grazie ad un errore di Chaouchi che in molti ha ricordato quello compiuto da Green ieri sera. In quello di Chaouchi a mio parere è evidente la complicità del(lo) &lt;i&gt;Jobulani&lt;/i&gt;, il pallone che scivola come un uovo in un tegame di teflon. Anche oggi abbiamo assistito a calciatori in imbarazzo: passaggi e lanci fuori misura, traiettorie di tiro che si allontanano impietosamente dallo specchio della porta, goffi tentativi di stop e portieri che non riescono ad abbrancare la sfera.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="justify"&gt;L'errore che ha determinato la vittoria del Ghana lo ha compiuto Kuzmanovic, un altro imperdonabile fallo di mano, nella propria area di rigore. Cartellino rosso, penalty trasformato da Asamoah e Ghana in estasi, prima squadra africana a vincere una partita dei mondiali nel proprio continente. Asamoah avrebbe anche potutto raddoppiare allo scadere, se il palo non gli avesse respinto il tiro e negato la gioia di essere, temporaneamente, capocannoniere della manifestazione. Fra i Ghanesi mi ha colpito Ayew, figlio del grande Abedi Ayew detto Pelè e nipote del meno celebre Kwayme Ayew, che negli anni '90 vestì i colori giallorossi del Lecce. André, ultimo prodotto di questa famiglia di calciatori, ha fatto vedere buona personalità negli inserimenti, andando più volte alla conclusione.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="justify"&gt;Domani esordirà l'Italia: non conosco la formazione e non mi chiedo quale sarà. So già che i paraguagi, che provano a fare la voce grossa con Santa Cruz, correranno più di noi, che ci sarà da soffrire e che probabilmente la spunteremo senza convincere. Dovendo necessariamente usarlo, cercherei di sfruttare a nostro favore le caratteristiche di quella porcheria chiamata &lt;i&gt;Jobulani&lt;/i&gt;: tirate da lontano, tenendo la palla bassa e tesa, in modo che rimbalzi uno-due metri davanti al portiere avversario. Montolivo e De Rossi sono gli uomini giusti per sfruttare questa risorsa e Buffon è sufficientemente navigato per trovare le migliori contromisure, fermo restando quanto detto: questo pallone i problemi li crea, non solo ai portieri.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="right"&gt;&lt;b&gt;Algeria – Slovenia 0 – 1 [Koren]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="right"&gt;&lt;b&gt;Serbia – Ghana 0 – 1 [Asamoah Rig.]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="right"&gt;&lt;b&gt;Germania – Australia 4 – 0 [Podolski, Klose, Müller, Cacau]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-3025265210997244179?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/3025265210997244179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/meno-male-che-ce-la-germania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3025265210997244179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/3025265210997244179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/meno-male-che-ce-la-germania.html' title='Meno male che c&apos;è la Germania'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-9025780193285690686</id><published>2010-06-13T00:58:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T01:01:49.645-07:00</updated><title type='text'>Semaforo verde</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt;&lt;/style&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Francoforte sul Meno, sabato 12 giugno 2010&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="RIGHT"&gt;Ore 22.30&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Sono contrario agli oriundi, per lo meno quelli che scoprono le proprie origini solo o principalmente per giocare con una nazionale. Per me Mauro Camoranesi è e resta un argentino, così come Amauri (sono contento che non ci sia, in Sudafrica) è un brasiliano che Dunga non ha voluto. Non mi sarebbe piaciuto vedere in magli azzurra Taddei o Thiago Motta e proverò un certo fastidio nel vedere Cacau indossare la maglia della Germania, domani. Con la liberalizzazione del mercato, si è persa la specificità dei campionati nazionali, per cui è possibile che un movimento calcistico sia in crisi pur avendo squadre competitive, grazie agli stranieri. L'Inter campione d'Europa, in finale contro il Bayern, ha schierato 11 stranieri, e l'unico italiano è entrato a tempo scaduto (Materazzi). Lasciateci almeno le nazionali, a ltrimenti le prossime edizioni della Coppa del Mondo saranno sfide fra brasiliani e argentini vestiti con maglie di colori diversi, e non sarà più possibile riconoscere il gioco fisico, ordinato e compatto dei tedeschi, quello rapido e fantasioso dei messicani, quello lezioso dei portoghesi, quello pragmatico dei danesi, quello difensivo degli italiani. Risparmiateci il polpettone e lasciateci gustare le differenze genetiche e culturali, fin dove è possibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Chissà se la pensano come me gli inglesi a cui, pochi mesi fa, Almunia si era offerto come estremo difensore. Almunia non è un fenomeno, però con l'Arsenal ha maturato una certa esperienza internazionale che Robert Green, fra Norwich e West Ham, non può avere. Robert Green è l'autore dell'incredibile papera che ha trasformato una conclusione impiegatizia di Dempsey in un punto per gli Stati Uniti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Inghilterra – USA mi ha ricordato Italia – USA di quattro anni fa. Dopo il gol di Gilardino, in avvio, la partita era sembrata incanalarsi verso un successo tranquillo, che avrebbe lanciato l'Italia verso gli ottavi di finale. Poi un autogol incredibile di Zaccardo riequlibrà l'incontro, che divenne spigoloso e difficile: finì 1 – 1 e si trattò dell'unica volta in cui Lippi fu messo in discussione dalla stampa nostrana. Stasera gli inglesi avevano cominicato benissimo, con un inserimento vincente di Gerrard, abile a finalizzare un triangolo suggerito da Heskey. Dopo la rete del pareggio l'Inghilterra si è andata pian piano spegnendo, andando vicina al gol una volta con Rooney ma soprattutto lasciando che Alitore sfiorasse il clamoroso ribaltone.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Green è imperdonabile, ma stasera confermo ciò che sospetto da ieri: il &lt;i&gt;Jobulani&lt;/i&gt; è un paallone vergognosamente legero, che rimbalza troppo alto, che sfugge con troppa  irriverenza, che con i ritmi di gioco attuali è praticamente incontrollabile. Oggi ho visto errori da oratorio fatti da campioni del livello di Veron e Lampard. I molti errori di stasera li imputo al pallone, anche se non so quanto ciò possa aver influito sul goffo tentativo di parata di Green. Diciamo un 20%. Nel primo tempo ho visto un rinvio di Howard, portiere statunitense, rimbalzare davanti all'area di Green e rimbalzare talmente alto da finire alto sulla traversa, direttamente sul fondo. Non escludo sorprese, su altri rinvii lunghi dei portieri: fossi un allenatore, suggerirei la strategia ai miei estremi difensori e al contempo li metterei in guardia dal rinvio degli avversari.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;Finora l'unica squadra che ha vinto facilmente è stata la Corea del Sud. Ha vinto facilmente perché aveva di fronte la Grecia, che forse non vivrà più i fasti del 2004. L'Argentina contro la Nigeria ha creato molto e ha vinto, ma ha vinto di misura e non senza che la Nigeria sfiorasse il colpaccio del pareggio. Messi era pimpante, ma i difeensori e soprattutto il portiere nigeriano gli hanno ripetutamente negato la soddisfazione di una rete che, con ogni probabilità, arriverà nelle partite seguenti. maradona  mi è piaciuto abbastanza, a parte un look da clochard ripulito, impacchettato in un vestito grigio topo che non gli si addiceva proprio. Maradona è un uomo di campo, in panchina deva andarci in tuta, lasci che i capi firmati li indossino allenatori come l'impeccabile Don Fabio Capello. Ad ogni modo mi è piaciuto: ha messo in campo una squadra spumeggiante ed equilibrata, ha fatto i cambi sensati, facendo rifiatare Veron e Higuain, concedendo l'esordio a Milito e puntellando la difesa con Burdisso: vincere oggi era troppo importante. Non male la Nigeria, più squadra e meno individualità che non negli anni '90, gli anni di Okocha.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Corea del Sud – Grecia 2 – 0 [S. Lee Jung, J. Park]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Argentina – Nigeria 1 – 0 [Heinze]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Inghilterra – USA 1 – 1 [Gerrard, Dempsey]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-9025780193285690686?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/9025780193285690686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/semaforo-verde.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/9025780193285690686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/9025780193285690686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/semaforo-verde.html' title='Semaforo verde'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-7007589448080773407</id><published>2010-06-12T04:46:00.000-07:00</published><updated>2010-06-12T04:48:08.856-07:00</updated><title type='text'>Pronosticando...</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francoforte sul Meno, sabato 12 giugno 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 13&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Neppure quest'anno mi sottraggo ai pronostici: dico subito che finora non ho indovinato nessun risultato, ma il pareggio di ieri sera sì; ero stato più ottimista sul risultato, accreditando le due formazioni di un potenziale offensivo maggiore; Forlan ha svariato su tutto il fronte, retrocedendo spesso a centrocampo, saltando l'uomo e non di rado riuscendovi, provando la conclusione da lontano e tirando i calci piazzati; una discreta occasione l'ha avuta nel secondo tempo, ma ha calciato al lato un pallone meno facile di quel che sembrasse.&lt;br /&gt;Intendiamoci: io non sono un feticista del gol, uno di quelli che si diverte ssolo se in una partita ci sono almeno cinque o sei reti. Ricordo uno splendido zero a zero fra Juventus e Milan, durante un campionato di inizio anni '90, animato da emozionanti duelli individuali, su tutti Maldini vs Schillaci. Ma la partita di ieri è stata stitica di emozioni, giocata su ritmi bassi, con poche idee e fantasia.&lt;br /&gt;Torno ai pronostici: senza entrare nel merito di ogni singolo incontro, dico che avremo una finale contesa da Olanda e Inghilterra. Finale inedita, fra una squadra che non ha mai vinto la coppa e un'altra che non ha mai vinto nulla oltre Manica. A mio parere vincerà l'Inghilterra di Fabio Capello, che sarà rocciosa in difesa, compatta e propositiva a centrocampo, pungente in attacco. Ho sempre sostenuto, negli ultimi anni, che Wayne Rooney fosse l'attaccante più forte del mondo dal punto di vista tattico e forse anche il più completo. È veloce e resistente, fisicamente prestante, ha un gran tiro, potente e preciso, colpisce ottimamente di testa, sa inserirsi e ha un grande fiuto del gol; è un calciatore immarcabile, perché va a recuperare il pallone in difesa oppure a dettare il passaggio a centrocampo; il segreto del Manchester United campione d'Europa due anni fa è stato proprio la capacità di Rooney e Cristiano Ronaldo di scambiarsi di posizione, CR9 a far da centravanti e Wayne a partire da lontano. La Roma, ricordo bene la partita d'andata giocata in casa, non seppe assolutamente trovare le opportune contromisure.&lt;br /&gt;Partito CR9 (o CR7? Non ricordo quale numero avesse quell'anno al Man UTD), Wayne Rooney è ritornato al centro dell'attacco e ha ripreso a segnare a pioggia, con triplette e quaterne a incorniciare prestazioni sempre eccellenti.&lt;br /&gt;Alle già citate qualità ne aggiungo due: Rooney è giovane (non ha ancora 25 anni) e già molto esperto, avendo disputato gli Europei del 2004 (durante i quali segnò quattro reti in due incontri), i Mondiali del 2006 in Germania (dove fu protagonista di un brutto episodio nella partita contro il Portogallo), due finali di Champions League, di cui una vinta (contro il Chelsea) e un Mondiale per Club (vinto, con gol di Rooney nella finale).&lt;br /&gt;Wayne Rooney potrebbe essere l'arma in più di Capello, ma non so dire se sarà lui il grande protagonista; ha i mezzi per esserlo, per essere la stella del Mondiale, ma ha anche un brutto carattere che potrebbe farlo diventare il flop. Ad ogni modo mi sbilancio molto pronosticando Samuel Eto'o capocannoniere della rassegna, grazie alla semifinale che il Camerun raggiungerà, dopo aver eliminato, fra le altre, i nostri Azzurri. L'altra semifinalista sarà l'Argentina di Messi. Sulla quale va detto ciò che si è detto di Rooney: può dominare il mondiale, ma può anche perderlo da sola. Come tutti gli dei dell'Olimpo, anche Diego Armando Maradona è antropomorfo e capriccioso, perciò ha lasciato inspiegabilmente a casa gente come G. Milito, Cambiasso e Zanetti, portandosi in Sudafrica Veron e soprattutto Martin Palermo, in cui Diego sicuramente rivede un po' di sé stesso, quanto meno nell'essere imprevedibile. gente di cui si fida, al modo in cui un capoclan si fida di certi sgherri sfigurati e non particolamente brillanti, ma che conosce da una vita e che sa, o si illude, che non lo tradiranno mai. Sono scommesse, quelle di Maradona, e non escludo che possano ripagare la sua fiducia. Dopo essersi complicato terribilmente la vita nel corso delle qualificazioni, Diego si è cavato d'impaccio proprio grazie alla fiducia in Martin Palermo, che con la rete al Perù (93° minuto di gioco, sotto il diluvio universale) ha acquisito un credito di riconoscenza infinito. Credito che Diego non ha battuto ciglio nel pagare, portandoselo in Sudafrica. Non escludo affatto, anzi sono sicuro che sarà così, che Palermo debutterà in un Mondiale a quasi trentasette anni suonati (l'età di Cannavaro, che di Mondiali ne ha già disputati tre), dopo aver racimolato, lungo tutto l'arco di una ventennale carriera, poco più di dieci presenze nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;seleccion&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Siccome in campo ci si va in undici, più eventualmente tre innesti durante i novanta minuti, si tratta  di vedere non tanto chi andrà in campo, quanto chi resterà fuori, in una schiera di frombolieri che non ha pari: Messi, D. Milito, Higuain, Tevez, Aguero e il vecchio Martin. Se costui dovesse ricevere una maglia da titolare, allora l'Argentina rinuncerà a un pezzo da novanta in attacco. Ma è più probabile che Diego, almeno in questo, dimostri un briciolo di saggezza, ritagliando a Palermo brandelli di secondi tempi, per far rifiatare qualche titolare oppure per provare a raddrizzare qualche situazione quasi compromessa. A questo, eventualmente, potrebbe servire Martin Palermo.&lt;br /&gt;C'è però da avere dubbi anche su questo, perché prima di Palermo, nell'ordine che ho elencato, darei fiducia ai colleghi che ho elencato poc'anzi, nell'ordine in cui li ho messi in fila: da Messi, che è il punto di riferimento della squadra (ma che in Nazionale non ha mai brillato quanto a Barcellona), al genero di Diego, Sergio Aguero, che è reduce da una stagione non esaltante come la precedente ma che qualche cosa di buono l'ha fatta. Mi vengono in mente un paio di assist a Forlan nell'ultima finale di Coppa Uefa, vinta dall'Atletico Madrid contro il Fulham.&lt;br /&gt;Ci sono poi altre domande: Milito o Higuain? Scelta difficile, anche se il Milito di quest'anno è davvero dura tenerlo fuori. Insomma, per le scelte di Maradona (non solo queste) passerà il destino della formazione che in molti dicono avere i calciatori migliori. Vedremo come la pensa Diego a partire da oggi pomeriggio, dopo Corea del Sud – Grecia, che si sta giocando e che stanno vincendo gli asiatici.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-7007589448080773407?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/7007589448080773407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/pronosticando.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7007589448080773407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7007589448080773407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/pronosticando.html' title='Pronosticando...'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-7540505179917737100</id><published>2010-06-11T16:08:00.000-07:00</published><updated>2010-06-11T16:11:04.305-07:00</updated><title type='text'>Tutti pazzi per Nelson</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francoforte sul Meno, venerdì 11 giugno 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Mondiali di Nelson Mandela sono cominciati senza Nelson Mandela. Tornando dal concertone organizzato per la vigilia dell'apertura della rassegna, una tredicenne (bis)nipote del vecchio leader sudafricano è morta in un incidente sttradale. La kermesse non poteva certo fermarsi, ma Nelson sì; ne aveva il diritto e, forse, resti d'uomo tenuti insieme da una incrollabile tensione etica, ne sentiva anche un po' il dovere. Qualcosa di estremamente umano, dignitoso, genuino ha tenuto Mandela lontano dal Soccer City Stadium, qualcosa che lo ha reso ancor più protagonista oggi. Perché non ostante l'assenza fisica era come se fosse presente, nell'entusiasmo di un popolo che deve molto a lui e lo sa, nel sorriso della maggioranza nera e della minoranza bianca che, durante la cerimonia d'apertura, ha animato una cerimonia sobria e gioiosa; perché il suo vuoto non è stato riempito: mancava qualcosa e si percepiva. Vuoto che conta più del pieno, silenzio più eloquente delle parole, buio che acquista un profilo quando taglia di tetto la luce. L'assenza di Nelson Mandela, il suo lutto, era come la prima pagina bianca della Repubblica di oggi, in segno di protesta contro la legge anti intercettazioni. Bianco che parla, nero che parla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio di quello che mi aspettassi, i Bafana Bafana: avrebbero potuto battere il Messico, dopo essere passati in vantaggio e, sull' 1 – 1, aver colpito un palo a tempo quasi scaduto. Il Messico ha comininciato bene, ha mostrato la propria qualità tecnica e rapidità, ma il Sudafrica ha saputo reagire ed è stato più concreto. In due occasioni i centrali della difesa messicana si sono fatti trovare impreparati: in ritardo o comunque più lenti degli attaccanti avversari, sempre sulla stessa fascia; nella prima occasione il sinistro di Tshabalala è stato micidiale, un tracciante diretto imparabilmente all'incrocio dei pali più lontano da Perez; A Mphela, al novantesimo, è andata meno bene.&lt;br /&gt;Mai, nella storia dei mondiali, la squadra di casa ha perso il primo incontro; il Sudafrica, oggi, pareggiando contro il Messico, è addirittura primo in classifica, in coabitazione con la banda dello sceriffo Aguirre. Fra i messicani mi è piaciuto Giovaanni Dos Santos, pimpante e attivo sia nel dribbling che nel tiro in porta.&lt;br /&gt;Il Messico è una formazione giovane, ma per recuperare lo svantaggio Aguirre si è affidato all avecchia guardia; il sempiterno Blanco, faccia da azteco, è entrato per recuperare la partita e un altro degli anziani, Rafa Marquez, ha segnato la rete del pareggio; l'autore della prima rete messicana di questi mondiali è anche colui che, fascia da capitano al braccio, aveva segnato l'ultimo gol per i suoi durante l'edizione tedesca della rassegna, nel bellissimo ottavo di finale contro l'Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Messico e Sudafrica, conti alla mano, possono dire di condividere il primo posto nel girone, è anche grazie al pareggio a reti inviolate di stasera. Non ci sono paragoni, per ritmo e per emozioni, fra la partita inaugurale e un Francia – Uruguay pressoché soporifero. Domenech continua a praticare con successo il masochismo, scegliendo Anelka e Govou e lasciando in panchina Henry, capitano e anima della Francia, ma soprattutto Malouda, che ha giocato una grande stagione al Chelsea, proponendosi spesso come temibile arma offensiva.&lt;br /&gt;Confesso: più che tifare per l'Uruguay, nel cui colpaccio ho sperato fino al momento dell'espulsione di Lodeiro (doppio giallo, ma sul secondo avrebbe meritato il rosso diretto), “gufavo” contro la Francia. Per varie ragioni, che credo di condividere con la maggior parte dei miei connazionali: mi è antipatico Domenech, preferisco tenere a bada la spocchia transalpina, la Francia è arrivata in Sudafrica carambolescamente.&lt;br /&gt;Dico “carambolescamente” non a caso: il fallo di mano di Henry che ha propiziato il gol di Gallas nei supplementari dello spareggio di Dublino, contro l'Irlanda, ha senza dubbio indirizzato il risultato e la qualificazione in maniera decisiva, ma è un errore, non uno scandalo. Può succedere e non mi indigna che Henry o Gallas non abbiano chiesto di far annullare la rete. L'avesse fatto, lo avrei apprezzato ed elogiato, ma non mi indigna il contrario. Mi indigna, semmai, che la Francia sia stata esclusa dalle teste di serie, se su questa decisione hanno influito le polemiche successive allo spareggio. Mi indigna che una federazione, quella irlandese, abbia chiesto all'UEFA di rigiocare l'incontro, in barba a tutti i regolamenti.&lt;br /&gt;Ciò non ostante la Francia non mi piace, mentre trovo simpatico l'Uruguay, anche se durante lo spareggio contro il Costa Rica tifavo per il Costa Rica, dove ero in vacanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla vigilia di ogni mondiale il portieri si lamentano per il pallone, sempre più leggero e imprevedibile di quelli a cui sono abituati. Ci ho sempre creduto a metà, a questa cosa: primo, perché sa di luogo comune, vizio a cui i calciatori sono inclini; secondo, perché il pallone è uguale per tutto, dunnque non c'è problema. D'altro canto, non mi stupisce l'idea che la Fifa, per favorire spettaolo e business, possa ritoccare lo strumento per rendere più visrtuosa la sinfonia, più ardite le traiettorie, più simili ai campioni le mezze calzette, che non mancano mai.&lt;br /&gt;Durante la partita inaugurale ho visto qualche rimbalzo decisamente troppo lungo: giocatori scavalcati dal pallone che, dopo aver toccato terra, schizzava via come catturato da una oscura forza magnetica. Può darsi che col &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jobulani &lt;/span&gt;si sia arrivati a limite oltre il quale il calcio diventa calcio da spiaggia, quello che praticavamo tutti da piccoli coi mitici supe tele e super santos. Può darsi che, dopo il mondiale sudafricano, si registri un'inversione di tendenza, un ritorno alla sobrietà, al cuoio pesante, e pazienza se un pallone colpito da Tshabalala, cui stanno appese le speranze e i sogni di un popolo, di un continente, sarà un po' meno imparabile.&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="StarOffice 8 ASUS Edition (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Sudafrica – Messico 1 – 1 [Tshabalala, Marquez]&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 1cm; margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"&gt;&lt;b&gt;Francia – Uruguay 0 - 0&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-7540505179917737100?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/7540505179917737100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/tutti-pazzi-per-nelson.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7540505179917737100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/7540505179917737100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/tutti-pazzi-per-nelson.html' title='Tutti pazzi per Nelson'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7552788129377106324.post-4280761559552302731</id><published>2010-06-05T15:32:00.000-07:00</published><updated>2010-06-05T15:38:22.735-07:00</updated><title type='text'>Per chi ci appassioneremo? (Antefatto)</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A chi ci appassioneremo, si chiede l'Italia. Nel 1970 il Paese a spaccare l'Italia c'erano Rivera e Mazzola; nel 1994 Baggio e Zola; nel 1998 Baggio e Del Piero; nel 2002 e nel 2006 Del Piero e Totti: per chi ci infervoreremo, Italiani che non siamo altro, in questo 2010 sudafricano? Per Pepe e Quagliarella? Il numero 10 Lippi lo ha assegnato a Di Natale: più che meritato, considerando i convocati, ma erano davvero i migliori? Quattro anni fa, sull'esclusione di Cassano nessuno ebbe alcunché da ridire. Era un giocatore impresentabile, ombra, nel Real Madrid, del folletto che aveva conquistato Roma e la Nazionale agli Europei portoghesi. Quest'anno? Se la stagione di Antonio Cassano fosse stata deludente, è probabile che la Sampdoria non sarebbe arrivata ai preliminari di Champions League. È pur vero che Antonio, pur maturato rispetto a un passato non troppo remoto, qualche grattacapo a Del Neri deve pur averlo dato, se è rimasto fuori rosa per più di una domenica; la sua sfortuna, forse, è che durante la sua assenza il gruppo blucerchiato sia riuscito a cavarsela egregiamente: Pozzi e Pazzini non lo hanno fatto rimpiangere e la Samp ha macinato punti preziosi; questo potrebbe aver convinto definitivamente Lippi che Cassano non sia un giocatore indispensabile; a Cassano, sono convinto, non hanno neppure giovato certe dichiarazioni, rilasciate prematuramente, circa la convinzione che Lippi non lo avrebbe portato in Sudafrica; tanto ne era convinto, Fantantonio, da fissare il matrimonio durante i Mondiali. Auguri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Capitolo Totti. Ci possono essere varie buone ragioni per non aver portato Totti ai Mondiali: il suo abbandono alla Nazionale nel 2006, come argomento, vale solo in parte, perché Lippi stesso l'ha lasciata, per dedicarsi alla vela e alla pesca, e poi riprendersela nel 2008; la lascerà nuovamente a luglio: che sia allergico agli Europei?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Varie buone ragioni per non portare Totti, dicevo: Totti è un magnifico giocatore sul viale del tramonto: gioca da fermo, ma talvolta incanta; giriamo la frase: talvolta incanta, ma gioca da fermo. All'Italia serve gente che oltre a toccar bene la palla e a segnare corra (Di Natale), granatisca di poter giocare più partite in pochi giorni e non si infortuni faccilmente. Tutto questo, al Totti del 2010, manca. Inoltre, l'inqualificabile gesto durante la finale di Coppa Italia (calcione a Balotelli) può aver condizionato Lippi, anche se lui dice di no.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'immaturità caratteriale è costata sicuramente il Mondiale all'altro protagonista di questa brutta vicenda, la vittima: Mario Balotelli. Non ci sono ragioni tecniche che possano giustificare la sue esclusione. Si può discutere sui criteri con cui Lippi scelga i giocatori e sul peso che attribuisca alla disciplina, alla tecnica e alla fantasia, ma tant'è: l'allenatore è lui, la sua condotta è sempre stata coerente, in questo senso. Balotelli avrebbe potuto gestire assai meglio le proprie chance.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Giuseppe Rossi, invece, è stato escluso per scelta tecnica; giudicatoo fuori forma ed accantonato per far posto a Quagliarella, che stasera ha ripagato la fiducia di Lippi con la rete del pareggio contro la Svizzera. In tanta assenza di campioni, col numero dieci sulle spalle di Di Natale (tecnicamente è in grado di far quasi di tutto, ma non ha l'esperienza internazionale: due anni fa, all'Europeo, è stato un mezzo flop), era proprio doveroso rinunciare a Rossi? L'anno scorso, in Confederation Cup, aveva fatto il suo. Quest'anno avrebbe potuto far comodo: avrebbe garantito tecnica, fantasia, un pizzico di giovinezza in un attacco attempato. La stagione sotto tono col Villareal, come giustificazione, vale poco: se Lippi avesse seguito questo criterio con tutta la rosa, certamente avrebbe lasciato a casa Cannavaro, che invece giocherà titolare; l'annata nera della Juventus avrebbe fatto correre rischi anche a Camoranesi, Buffon, Marchisio e forse perfino Chiellini (Iaquinta è stato lungamente assente per infortunio e i guai della Juve sono cominicati proprio in coincidenza del suo stop). Invece ne hanno fatto le spese soalemente Legrottaglie e Grosso. Neppure De Rossi ha giocato un campionato strepitoso, eppure sarà in Sudafrica; Gattuso è stato spesso in panchina al Milan, dove gli è stato quasi sempre preferito Ambrosini (non convocato da Lippi).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lippi ha detto che la cattiva annata di alcuni uomin-chiave, Cannavaro e la difesa della Juventus su tutti, non lo spaventava affatto; anzi, la voglia di riscatto potrebbe agire da propulsore ulteriore. Allora, dico io, perché lasciare a casa Giuseppe Rossi?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ci presentiamo in Sudafrica con le toppe, è questa la verità. Con un capitano senza contratto, praticamente un ex giocatore, e il playmaker infortunato, sull'orlo del ritiro (Pirlo). Due giorni fa, un Messico giovane e dinamico, ci ha macellati; la Gazzetta scrive che contro la Svizzera, oggi, ci siamo comportati meglio, ma va detto che la Svizzera non vale il Messico. Va anche detto oggi hanno giocato le seconde linee, d'accordo, ma l'irriverenza con cui Inler è penetrato  nella nostra difesa ed è andato al tiro dell'uno a zero è preoccupante. L'azione ha ricordato molto quella del gol di Zambrotta contro l'Ucraina, in Germania.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La Gazzetta invita alla tranquillità, dà per morta la Francia che perde in casa contro la Cina, gongola sui passi falsi delle nostre avversarie del girone e aggiorna l'elenco dei calciatori infortunati che salteranno o rischieranno di saltare la rassegna. Qualche nome: Beckham, Ballack, Essien, Drogba, Pirlo (pronto Cossu?) e Robben.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Amichevoli, infortuni, scommesse, calciomercato e perfino la rottura della tibia e del perone di Valentino Rossi, oggi, passano in secondo piano. In primo lasciatemi mettere Francesca Schiavone, regina del Roland Garros di Parigi, vincitrice in due set contro l'australiana Stosur, una partita praticamente perfetta, mai un errore nei momenti decisivi, mai una scelta azzardata, tanta corsa e colpi misurati, a rete quando serviva e un servizio più che efficiente. Era un po' che non lo guardavo, ma il tennis è sempre un gran bello sport. Grazie, Francesca.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Doveva essere solo un breve antefatto, perché alle danze africane manca ancora qualche giorno. Ci sarebbe altro da dire, recupereremo presto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7552788129377106324-4280761559552302731?l=diariomondiale2010.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/feeds/4280761559552302731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/per-chi-ci-appassioneremo-antefatto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/4280761559552302731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7552788129377106324/posts/default/4280761559552302731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariomondiale2010.blogspot.com/2010/06/per-chi-ci-appassioneremo-antefatto.html' title='Per chi ci appassioneremo? (Antefatto)'/><author><name>Franz Weiss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10067356476464948418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/-dMK53QQoc1c/TkQiEhSac_I/AAAAAAAAACA/k3dZaFIcLy8/s1600/NicolasSarkozy.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
